A Mariupol sono iniziati i lavori di ricostruzione. Chi sono i protagonisti?


Di Eliseo Bertolasi

A Lugano, il 4 luglio nel corso della “Conferenza per la ripresa dell’Ucraina”, il primo ministro ucraino Denis Shmigal ha mostrato un grafico, per illustrare ai partner presenti il piano messo a punto per la ricostruzione dell’Ucraina dopo la fine del conflitto.
Secondo lo schema di assegnazione delle varie regioni ucraine, all’Italia è toccato il Donbass, dando per scontato, come se si trattasse di una passeggiata, che alla fine del conflitto il Donbass possa venir reintegrato nell’Ucraina.

Dotandoci di grande fantasia, e provando a supporre che tutto ciò possa avverarsi, non si capisce dove l’Italia troverà mai i fondi necessari per tale mastodontico impegno, in considerazione del fatto che anche le stesse infrastrutture italiane avrebbero urgente bisogno di grandi lavori di recupero e di risanamento. L’Italia sta precipitando nella povertà, è sotto gli occhi di tutti.

Ma questo è il mondo delle parole altisonanti, delle “buone intenzioni democratiche”, dei circoli elitari che di solito vivono scollegati dal mondo reale.. per usare un’espressione colorita: “aria fritta”.

Vediamo, invece, cosa nella realtà succede sul campo nel Donbass. Sono partiti i lavori di ricostruzione? Se si, da parte di chi? e chi finanzia?
 
La Repubblica Popolare di Donetsk, come dimostrato in questi lunghi otto anni di conflitto con l’Ucraina non solo è un paese forte e tenace, ma è determinato a proiettarsi in avanti in un futuro di pace e ricostruzione.
Nonostante i continui bombardamenti da parte dell’esercito ucraino sulla città di Donetsk, che costringono la popolazione a vivere costantemente sotto minaccia di morte, l’amministrazione repubblicana con l’appoggio della Russia sta iniziando un’importante opera di ricostruzione delle proprie infrastrutture distrutte.
Mariupol, la grande città portuale sul mare d’Azov, ormai liberata dalle truppe ucraine e dagli squadroni nazisti è ora parte integrante della DNR e sta diventando il fulcro di questa opera di ricostruzione.

Mariupol Cantieri costruzione di nuovi appartamenti residenziali

Va chiarito che non tutti quartieri di questo esteso centro urbano sono stati completamente distrutti, ci sono aree che sono state solo marginalmente, o addirittura nemmeno coinvolte negli scontri.
L’esercito russo nel frattempo ha già iniziato i lavori per la bonifica e lo sminamento dell’area vicino ad Azovstal. Ogni giorno vengono distrutti più di 400 oggetti esplosivi, come: proiettili d’artiglieria, mine anticarro, mine antiuomo… A tal scopo gli artificieri russi si avvalgono del complesso robotico “Uran-6”. Dei 24 chilometri pianificati da bonificare, 2,4 chilometri sono stati finora percorsi, la larghezza del corridoio è di 40 metri. È difficile prevedere quanto tempo servirà per concludere i lavori di sminamento, poiché, come spiegato dai militari sul posto il sito da sminare rappresenta sempre un’incognita, può essere o completamente vuoto, o disseminato di molti ordigni esplosivi.

A Mariupol, la nuova amministrazione sta finendo di sgomberare le strade, dalle macerie causate dai combattimenti. I larghi viali sono sostanzialmente puliti e percorribili.
È partita la costruzione su larga scala di edifici abitativi, il primo lotto già in costruzione sarà pronto entro settembre 2022, il secondo lotto entro novembre sempre di quest’anno.

Sul cantiere Oleg Pechenkin, rappresentante del “Complesso di costruzioni militari” del Ministero della Difesa russo, in un incontro con vari rappresentanti dei media ha riferito importanti dettagli del progetto:
“Con il contributo della Federazione Russa, è in corso la costruzione di 15 edifici a più piani per un totale di 1011 appartamenti. Questi appartamenti potranno accogliere più di 2.500 persone. La prima fase di costruzione comprende 12 edifici, 3 dei quali disporranno al piano terra di strutture sociali e commerciali, come negozi, spazi commerciali, farmacie e altri esercizi. Direttamente, accanto alle case, verranno costruiti parchi ricreativi, campi da gioco, campi sportivi, complessi sportivi e per il fitness.
Le persone che vivranno in questo complesso riceveranno tutto ciò di cui avranno bisogno. Gli appartamenti saranno consegnati finiti, funzionali, addirittura con angolo cottura da design. Tutt’intorno all’area ci sarà: una strada asfaltata, marciapiedi, aree per lo sport e parchi giochi per bambini con un rivestimento sicuro in gomma.

I lavori sono già in corso in 8 strutture. Le spese per la costruzione sono a carico dal Ministero della Difesa russo. Gli appartamenti saranno successivamente trasferiti in libera proprietà alla DNR che li consegnerà con piena proprietà a coloro che ne avranno bisogno. La costruzione è iniziata il 2 giugno. 6 complessi abitativi dovrebbero essere consegnati a settembre 2022, i restanti 6 a novembre 2022”.

Sempre a Mariupol, il Dipartimento per la costruzione del Ministero della Difesa russo ha avviato la realizzazione di un nuovo ospedale. Sarà un “Centro medico multifunzionale” con 60 posti letto, con un reparto di patoanatomia e un reparto d’indagine diagnostica. Consegna prevista della costruzione definitiva – novembre 2022.

Mariupol con il suo porto è destinata a diventare un centro strategico dell’economia della DNR. Come ha osservato il capo della DNR Denis Pushilin: “Diventerà un vero e proprio hub di trasporto”. Oltre al carbone, ai metalli, la DNR prevede anche di esportare grano, per le importazioni, invece, certamente materiali laterizi necessari per i lavori di ricostruzione già in corso o già pianificati.

Sulla DNR pacificata, su questi edifici e su quelli che verranno in seguito costruiti non sventolerà la bandiera italiana ma la bandiera della Russia e della DNR.

L’Italia, invece, per ciò che concerne il Donbass è per ora impegnata non alla ricostruzione, ma alla fornitura di armi con le quali l’Esercito ucraino, quasi ogni giorno uccide e ferisce i civili e distrugge le infrastrutture di questa regione.

Reportage di Eliseo Bertolasi

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