Luigi Di Maio a Londra mostra il volto rassicurante dei 5 Stelle

di  Luciano Lago

Il nostro Luigino di Maio, esponente di punta dei 5 Stelle, si è recato in viaggio a Londra appositamente per farsi accreditare nel “salotto buono” della finanza della City londinese, esattamente il “salotto buono” dove “Luigino” ha incontrato alcuni dei maggiori esponenti di entità finanziarie e fondi di investimento che a Londra hanno la loro sede operativa.

Potrebbe sembrare strano ma, alla vigilia delle elezioni, i politici italiani (vecchi e nuovi)  vengono colti dalla sindrome della ” benedizione” che devono ricevere dai poteri forti e si recano lesti dai loro referenti non prima di aver indossato il loro migliore vestito da “camerieri” per la grande occasione. E’ stato qualche giorno fa il turno del Berlusconi a Bruxelles dove il “cavaliere” ha offerto la sua garanzia all’oligarchia eurocrate, con il sottinteso programma di disinnescare la mina dei populisti (la Lega) da una possibile coalizione del prossimo Governo.

Il figlioccio di Grillo e Casaleggio che guida il Partito dei 5 Stelle e che da tempo sgambetta per farsi designare come prossimo presidente del Consiglio, ha parlato ed ha risposto alle tante domande, sempre in tono soft e rassicurante per tranquillizzare gli esponenti della grande finanza sulla conversione dei 5 Stelle, da partito populista e sfascia tutto a nuovo pilastro del sistema politico italiano.

Berlusconi e Di Maio fanno a gara tra di loro nel rassicurare l’oligarchia dei tecnocrati europei per quanto riguarda il debito pubblico, le privatizzazioni e l’assetto delle banche. Di Maio è andato oltre ed ha anche assicurato che provvederà a rendere più celeri i procedimenti giudiziari che assicurano alle banche di recuperare i loro crediti e pignorare le case dei debitori, in buona parte di proprietà dei disgraziati che sono entrati in difficoltà a pagare le rate dei mutui. Vedere per credere: Di Maio: aiuteremo le banche a recuperare i crediti

Quindi la conversione dei 5 stelle è ormai divenuta completa: da quando attaccavano il governo per i decreti a favore delle banche, adesso sono loro a voler fornire garanzie che, una volta al governo, si muoveranno per favorire i pignoramenti degli Istituti bancari, da quando parlavano di un improponibile referendum per uscire dall’euro, adesso raccontano che l’euro è la moneta che conviene all’Italia.
Dopo tutte le giravolte politiche, assistiamo alla nuova messa in scena del leader dei 5 Stelle” nel presentare un nuovo ma per nulla sorprendente profilo politico di difensori ad oltranza dell’Europa, della UE, della NATO e dei poteri atlantisti.

Per rimediare alla sua inconsistenza di preparazione, di esperienza e di cultura, Luigino Di maio ha lanciato la candidatura di professori, medici specialisti e studiosi vari che andrebebro a compensare le carenze di preparazione cullturale dei politici del movimento 5 Stelle. “Vedete”, ha detto di Maio, “adesso abbiamo scelto e presentato dei super esperti”….quindi voleva sottintendere Di Maio possiamo mandare avanti loro quando ci sono problemi complessi che richiedono competenze e preparazione per risolverli. Le decisoni politiche quelle no, sarà sempre la centrale di Casaleggio a prenderle in conformità alla linea prestabilita ed alle direttive che partiranno da Bruxelles da Francoforte e da Londra (questo non lo ha detto ma si può facimente dedurre dalle sue ultime dichiarazioni).

Di Maio a Londra

Nell’incontro con i finanzieri di Londra, Di Maio ci ha tenuto a spiegare anche che il movimento non è assoutamente populista. “Abbiamo un programma chiaro e la volontà di andare al governo per cambiare l’Italia”. “Abbiamo ottimi feedback”, ha aggiunto poi il candidato premier del Movimento 5 Stelle, “sia sul nostro programma sia sui nomi della nostra lista di candidati”. L’obiettivo concreto della missione a Londra era quello di far conoscere ai tecnofinanzieri della City il programma economico del Movimento che è stato illustrato dal candidato Lorenzo Fioramonti. Lotta agli sprechi, tagli alla spesa publica, reddito di cittadinanza, abolizione dei privilegi, investimenti pubblici e uno sforzo in più per ridurre il debito pubblico, quello che rappresenta il “vero problema” dell’Italia, come già Casaleggio padre aveva dichiarato qualche anno fa in una riunione degli esperti economici a Cernobbio. Vedi: Il Moralista

La grande stampa li ha prima criticati poi adulati e tutte le TV dei giornalisti serventi del regime fanno a gara per invitare il Di Maio nelle loro trasmissioni e talk Show. Questo è significativo del ruolo che svolge oggi il movimento nella politica italiana, un ruolo di “stabilizzatori” per evitare che in Italia potesse sorgere una vera protesta di massa che si impegnasse ad attaccare frontalmente gli interessi dell’oligarchia finanziaria, l’assetto dell’eurosistema, la servitù atlantista ed i progetti di sostituzione etnica della popolazione progettati  dalle centrali globaliste.

Per chi non l’avesse ancora capito, I 5 Stelle sono un movimento divenuto poi partito che fu creato in un primo momento come una forma di “dissidenza controllata” neo populista e progressista per ossigenare il sistema disattivando e neutralizzando le lotte politiche nelle piazze. Grillo è stato il personaggio politico che veniva mistificato costantemente dai media come il contestatore che minacciava di trascinare l’Italia nel tunnel del più estremo populismo ed sprofondare il paese in una sorta di “rivoluzione di Ottobre della decrescita e sviluppo sostenibile”.

Attualmente il 5 Stelle hanno mostrato il loro vero volto abbracciando la svolta moderata e perbenista per accreditarsi come i difensori del sistema costituito, al servizio di tutte le campagne proposte dalla sinistra liberal europea, dall’immigrazione, alle privatizzazioni, alla liberalizzazione incontrollata, alle coppie gay, all’introduzione delle leggi pro gender.

Mancava la difesa del sistema finanziario ed adesso la lacuna è stata colmata da Di Maio e soci che, fra il popolo è la finanza dei mercati aperti e globalizzati, hanno scelto i secondi per darsi una veste accettabile e non destare sospetti di “populismo”.

Il piatto è servito per la base di illusi che pensavano di vedere nei 5 Stelle una forza rivoluzionaria che doveva cambiare l’Italia. L’ennesima trappola del sistema.

9 Commenti

  • animaligebbia
    3 febbraio 2018

    Chissa’ luigino il fighettino quanto paga di affitto…

  • Brancaleone
    3 febbraio 2018

    E’ andato a prendere gli ordini dai sionisti il cialtroncello. Venduti un tanto al chilo ma a prezzo di bassa macelleria.

  • atlas
    4 febbraio 2018

    democrazia…voti…partiti…parlamenti…pietà

  • Mardunolbo
    4 febbraio 2018

    Ettore Gotti Tedeschi, in un recente commento su domanda di intervistatrice ha detto: ” Andate a votare ? Per chi ?
    Pensate che un governo od un ministro possa esercitare davvero? ” Quindi torno alla mia deduzione: soltanto una rivolta armata del popolo può modificare la situazione italiana.

  • HERZOG
    4 febbraio 2018

    Uno scrittore Paragono’ l’ebreo a un metallo che fuso prende qualsiasi forma ma la sostanza rimane sempre ebreo. Tedeschi e’ un cognome Ebreo ! Gli Ebrei sono maestri nel dividere I popoli avvilirli e Ridicolizzare tutto, in modo che I popoli non vedano il loro vero unico nemico che all’occorrenza cambia Maschera a volte Musulmano a volte fascista o anarchico ecc NE avete un esempio anche in questo blog …

    • atlas
      4 febbraio 2018

      il ledimen di turno oggi non è stato tenero eh…

    • Mardunolbo
      5 febbraio 2018

      Senti, Herr Zog, avevo un caro amico di cognome Tedeschi (di cui e’ piena l’Italia del Nord..) che non era ne’ ebreo, ne’ di sinistra !
      Quindi piantala li’ con le tue menate antisioniste alla czz di cane ! Aggiungiamo il fatto, che a te ,ignorante, non consta, che il Gotti Tedeschi e’ un cattolico di prim’ordine, antimodernista (vatti a leggere cosa significa, se sei in grado!) nonche’ fu amministratore dello Ior, poi sbattuto fuori perche’ troppo intransigente.
      E con questo ho finito.

      • atlas
        5 febbraio 2018

        a moltissimi ebrei veniva affibbiato il cognome di una città o di un popolo. Moltissimi di loro simulano l’appartenenza ad altre religioni e ad altre idealità politiche per truffare a seconda della loro convenienza, ma in realtà sono leali solo fra di loro e fedeli solo a Tel Aviv, cioè la Palestina occupata

        • atlas
          5 febbraio 2018

          lui nella sua ignoranza, tra una botta e un’altra ha qualche lampo di lucidità (praticamente gli si attaccano quei fili multiformi che ha scollegati all’interno della scatola cranica)

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