Nonostante il voto favorevole degli altri 14 membri del Consiglio di Sicurezza, Washington ha bloccato ieri l’approvazione della risoluzione di condanna del riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele. I palestinesi si rivolgeranno ora all’Assemblea Generale. Il vice presidente statunitense Pence, intanto, rimanda per la seconda volta la visita in Medio Oriente di Roberto Prinzi Roma, 19 dicembre 2017, Nena News – Gli Stati Uniti hanno posto ieri il veto alla risoluzione su Gerusalemme presentata dall’Egitto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo il recente riconoscimento americano della Città Santa come capitale d’Israele. Il voto però, più che essere espressione della forza di Washington, rappresenta il suo totale isolamento internazionale.

La Difesa russa svela i piani della cosiddetta coalizione internazionale anti-ISIS, guidata dagli Stati Uniti, per addestrare i terroristi e formare un "nuovo esercito siriano'. Come ha riferito oggi il Centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto in Siria, da "più di un anno e mezzo", la sedicente coalizione anti-ISIS fornisce addestarmento militare necessario per preparare un nuovo gruppo armato in Siria.

"The Independent": la notorietà del principe saudita proviene dai suoi continui fallimenti Il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman (MBS), ha concentrato tutta la sua politica estera in una ostilità diretta contro l'Iran ed i suoi alleati regionali. Tuttavia questa politica ha avuto come risultato l'incremento dell'influenza iraniana, come segnalato in un articolo pubblicato dal giornale britannico "The Independent". La fonte ha indicato che, nonostante il fatto che MBS sia considerato "l'uomo dell'anno" in Medio Oriente, risulta in realtà che la sua notorietà derivi più dai suoi stessi fallimenti che non da successi. Il giovane ed ambizioso principe si trova attualmente in procinto di arrivare al trono dell'Arabia Saudita ed eliminare i suoi antagonisti all'interno ed all'esterno della famiglia reale.

di  Jim W. Dean, ....Ripercorro la mia intervista 15 anni fa qui ad Atlanta con il Patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah, un uomo splendido di grande equilibrio . Era stato un grande piacere intervistare Michel Sabbah, il Patriarca latino di Gerusalemme Fu il primo non italiano a tenere il posto in 500 anni. Avevo  predisposto tutti i media per la sua visita ed ero in prima fila per fare interviste, anche prima della CNN. Avevo  scelto di usare il materiale informativo di Sabbah sull'eventuale insediamento politico per Gerusalemme sulla falsariga del piano originale delle Nazioni Unite, predisposto per far sì che Gerusalemme rimanesse una città aperta gestita dall'ONU, così che tutte le parti religiose potessero avere accesso permanente ai rispettivi siti religiosi.

Una informativa segnala  un nuovo record circa la presenza militare degli USA : Washington dispone di forze militari schierate in 149 paesinel mondo, secondo un report pubblicato questa settimana dal portale statunitense "Tom Dispach". "Nel 2007, le forze delle operazioni speciali USA, inclusa la Navy SEAL (una unità d'elite delle US.Special Forces ) e il gruppo dei berretti verdi dell'Esercito, sono stati impiegati in 149 paesi di tutto il mondo ", secondo un report pubblicato questa settimana sul portale USA TomDispatch.

di  Luciano Lago Ogni strumento è buono quando si tratta di difendere la politica della sostituzione etnica collegata alle ondate migratorie pilotate dalle centrali transnazionali. In funzione di questa strategia la sinistra mondialista in Italia si è fatta paladina dello "Ius Soli" ad ogni costo, pur essendo questa una misura impopolare che la maggior parte dell'opinione pubblica respinge come misura demagogica e deleteria nei suoi effetti di lungo periodo. Infatti gli apologeti del globalismo (il PD e la sinistra) si rifiutano di sottoporre questa legge ad un referendum popolare poichè consapevoli che questo seguirebbe la stessa sorte del referendum di Renzi sulle riforme costituzionali: quella di una bocciatura clamorosa.

MOSCA, Russia - Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto venerdì alla Camera alta del parlamento russo, il Consiglio della Federazione, che l'ambasciata USA si intromette costantemente nelle elezioni russe. "Il presidente russo Vladimir Putin ha ripetutamente citato esempi concreti di come l'ambasciata americana sta facendo questo, anche attraverso la partecipazione dei suoi diplomatici alle manifestazioni dei partiti di opposizione", ha detto Lavrov.

di Luciano Lago Ancora un a volta l'Italia del governo a guida PD e dei giudici ipergarantisti (con i delinquenti) dimostra la sua insensatezza e la sua incompetanza. Non si chiamava Igor, il latitante fuggitivo ricercato per mesi senza esito dalle forze dell'Ordine nel triangolo Ferrara, Bologna, Rovigo. Lui non è un russo, tanto meno un ex militare dell'Esercito di Putin, come i media volevano maliziosamente far credere. Si tratta di un serbo, pregiudicato per vari reati, riparato in Italia, arrestato e lasciato dopo poco libero di scorazzare per il nostro paese come decine di migliaia di altri migranti indocumentati. Il fantomatico Igor si è preso gioco di oltre 1000 militari italiani che lo hanno braccato per quasi 3 mesi senza venire a capo di nulla. Ora il serbo - di origini ungheresi - Norbert Feher, che alla stampa igienica nazionale piace tanto chiamare "Igor il russo", è stato finalmente catturato dalla polizia spagnola dopo un conflitto a fuoco a Saragozza in cui ha ucciso altre 3 persone.

Le dichiarazioni iraniane sul FM parlano di accuse verso gli Stati Uniti per le vendite di armi verdo l' Arabia Saudita, ma riconoscono le componenti iraniane e statunitensi scoperte nei missili lanciati sull'aereoporto di Rijad. Il ministro degli esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti venerdì di tentare di distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità per la guerra mortale nello Yemen con denunce di presunte spedizioni di armi iraniane verso quel paese. Mohammad Javad Zarif ha risposto alle accuse dell'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley, circa un missile sparato dai ribelli yemeniti sull'aeroporto di Riyadh il 4 novembre, che questo sarebbe stato "di produzione Iraniana".