di Nino Galloni Macché reddito di cittadinanza: serve moneta sovrana per creare 7-8 milioni di posti di lavoro, nel più breve tempo possibile, o il grande capitale straniero – francese, in primis – sbranerà quel che resta dell’Italia. Così Nino Galloni risponde all’allarme lanciato sul “Corriere della Sera” da Roberto Napoletano, già direttore del “Messaggero” e del “Sole 24 Ore”: «La Francia ha un disegno di conquista strategico e militare sull’Italia: indebolirne le banche, prenderne i gioielli, conquistare il Nord e ridurre il Sud a una grande tendopoli».

USA, Arabia Saudita e Israele puntano sul Libano per rifarsi della sconfitta subita dai loro mercenari in Siria di Luciano Lago Tutti gli analisti e gli osservatori indipendenti hanno dovuto prendere atto che, la vittoria ottenuta in Siria dalle forze dell'asse della resistenza, costituito da Siria e dai suoi alleati (Hezbollah e forze iraniane), ha rappresentato un evento di grande impatto per tutta la regione del Medio Oriente, una avvenimento finalmente positivo ed un balsamo per le popolazioni della Siria, dell' Iraq e dell'intera regione, una speranza anche per le popolazioni della Palestina e dello Yemen.

Guerra nello Yemen: protesta del ministro Alfano”. Detta così – come dai titoli del GR RAI – potrebbe sembrare una, pur tardiva, condanna per una guerra che in mille giorni ha provocato decine di migliaia di morti, milioni di sfollati e la pressoché totale distruzione di uno dei paesi più poveri del mondo. Ma il problema è che il ministro Alfano non protesta affatto contro l’Arabia saudita che (anche con bombe italiane) ha provocato questo gigantesco massacro, bensì, contro lo Yemen che ha tentato contrattaccare lanciando un missile contro l’Arabia saudita. Si badi bene: un solo missile, peraltro, finito in mare.Questo il testo del comunicato della Farnesina del 19 dicembre 2017. Il Ministro Alfano condanna fermamente il nuovo lancio di un missile balistico dallo Yemen verso il territorio saudita, in direzione di Riad.

La portavoce russa del Ministero degli Esteri, María Zajárova, qualche settimana fa aveva denunciato pubblicamente il fatto che gli USA e la NATO stavano fornendo appoggio e fornitura di armi alla formazione terrorista dell'ISIS costituitasi in Afghanistan. In particolare la Zajárova, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Mosca, aveva riferito che i servizi di intelligence russi avevano individuato le operazioni di trasferimento di gruppi di terroristi jihadisti dalla Siria verso l'Afghanistan mediante trasbordo su elicotteri non identificati e fornitura di armi.

di Alex Gorka Boris Johnson deve arrivare a Mosca il 21 dicembre per tenere colloqui con il suo omologo russo Sergei Lavrov il giorno successivo - sarà la prima visita in Russia di un ministro degli esteri britannico in cinque anni. Le questioni di sicurezza internazionale sono in cima all'agenda, tra cui la Corea del Nord, l'Iran e la stabilità regionale in Medio Oriente, nonché la sicurezza per il torneo di calcio della Coppa del Mondo 2018 in Russia. Questo è il momento in cui le relazioni bilaterali tra Londra e Mosca sono al minimo storico, a causa delle differenze di vedute circa l' Ucraina, la crisi in Siria e le accuse di presunta ingerenza di Mosca nella politica di vari paesi europei. Il primo ministro britannico Theresa May ha recentemente intensificato gli attacchi alla Russia, accusandola di "influenza maligna" e intenzioni ostili.

di Luciano Lago L'Impero USA utilizza le sue armi tradizionali, la minaccia e l'intimidazione per sottomettere gli altri paesi alla sua volontà ed ai propri interessi egemonici. La dimostrazione di questo atteggiamento arrogante si è avuta ieri alle Nazioni Unite quando la rappresentante diplomatica USA, Nikki Haley, ha minacciato di segnare su un "libro nero" i paesi che non appoggeranno in sede ONU la posizione di Washington su Gerusalemme, capitale dello Stato di Israele. Nella sessione strordinaria che si va a svolgere oggi presso l'Assemblea generale dell'ONU, dove non è previsto il diritto di veto, gli USA temono di essere messi al palo, isolati e messi all'angolo dalla stragrande maggioranza dei paesi di tutto il mondo  che si pronunceranno contro la decisione del presidente Trump. In sede di Consiglio di Sicurezza, Washington ha opposto il veto contro la mozione di revoca del decreto del presidente Trump, presentata da 14 paesi membri del CSNU.

Il portavoce ufficiale del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) algerino, il principale partito politico dell'Algeria, ha dichiarato che la condanna della recente decisione di Washington su Gerusalemme  non era sufficiente per fare fronte a Trump ed ha affermato che i paesi islamici devono prendere misure concrete ed imporre sanzioni diplomatiche ed economiche contro gli USA. Sadek Bouguetaya , membro del Buró político e portavoce ufficiale del FLN, che ha parlato nel contesto di una manifestazione in appoggio di Al Quds e della Palestina ad Algeri, ha riferito al giornalista della IRNA che i paesi arabi e mussulmani debbano prendere misure concrete contro la decisione del presidente degli USA di riconoscere Gerusalemme (Al Quds in arabo) come la capitale di Israele e di trasferire l'ambasciata degli USA d Tel Aviv a Gerusalemme.

La Russia critica l'attuale strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti che minaccia di fatto la stabilità mondiale e persegue una propria egemonia unipolare nel mondo. "Adesso il mondo è cambiato e gli statunitensi cercno di inclinare di nuovo la bilancia a loro favore", così ha affermato il Lunedì il capo del Comitato delle Relazioni Internazionali del Consiglio della Federazione della Russia, Konstantín Kosachev.

BeIRUT, LIBANO (20:30) - Il battaglione missilistico degli  Houthi yemeniti  ha sparato un missile balistico H2 di Burkan contro  il palazzo Al-Yamameh nella città saudita di Riyadh. Il missile risulta infine intercettato dalla difesa aerea saudita dopo aver volato per diversi chilometri nel territorio saudita ed aver  raggiunto  persino la capitale, Riyadh.

Gli Stati Uniti non hanno ancora deciso la fornitura di armi letali a Kiev. Lo ha annunciato il rappresentante speciale del Dipartimento di Stato americano per l'Ucraina, Kurt Volker. "Non ho notizie al riguardo, non c'è nulla che i rappresentanti ufficiali del Dipartimento di Stato e del Consiglio di sicurezza nazionale abbiano dichiarato ufficialmente". - Volker ha detto ai giornalisti martedì. Secondo Volker, ci sono forze straniere che occupano una parte dell'Ucraina. "I soldati ucraini muoiono ogni settimana, difendendo il loro paese, dovremmo guardare a questo non nel contesto di un'escalation del conflitto, ma come possiamo aiutare il paese a proteggere il suo territorio e la sua gente". - ha aggiunto il rappresentante speciale USA.