Il principe saudita Mansour bin Muqrin bin Abdulaziz, vice governatore della regione di Asir, confininante con lo Yemen, è rimasto ucciso questa Domenica per l'abbattimento del suo elicottero su cui viaggiava con la sua scorta costituita da sette ufficiali di alto rango, ne hanno dato notizia le fonti ufficiali saudite. Non si conoscono esattamente le circostanze della morte del principe ma si sa che la regione è teatro di scontri tra le truppe saudite e l'Esercito yemenita del movimento popolare Hansarolah. In passato sono stati abbattuti altri elicotteri ed anche due caccia sauditi che erano diretti in missione di bombardamento sul territorio yemenita.

Negli ultimi tre anni, Mosca è riuscita a bloccare con successo gli attacchi politici ed economici di Washington, espandendo rapidamente le sue relazioni bilaterali con quasi tutti i suoi principali vicini regionali. La sua posizione strategica geografica ne ha notevolmente beneficiato e la Russia, come centro di potere globale, si è spostata sempre di più verso est. Dmitry Trenin (sì, il direttore del Centro di Mosca di Carnegie-nessuno è perfetto) ha recentemente scritto un pezzo molto perspicace sui "grandi progetti" della Russia per l'Eurasia. Mentre prende un approccio più sobrio alla questione, le sue osservazioni sul perché la Russia è così posizionata nel trarre vantaggio da un'Eurasia integrata, vale la pena di leggerle:

di   Prof. Arduino Paniccia (*) La situazione geostrategica del Medio Oriente vede da tempo una crescente sfida per l’egemonia nella regione tra le tre medie potenze dell’area: Arabia Saudita, Turchia ed Iran. Il braccio di ferro si inserisce da un lato nella secolare rivalità tra sunniti (Arabia Saudita e Turchia) e sciiti (Iran), dall’altro nel quadro del confronto ormai globale tra Stati Uniti e asse russo-cinese. L’esplosione di tutte queste rivalità ha trovato dal 2011 il suo principale campo di battaglia in Siria, dove la guerra civile si è poi trasformata in una proxy-war. Ma questi attori mediorientali si trovano oggi, proprio per la volontà di espandere la loro supremazia e controllare il “cortile di casa”, a dover affrontare altre guerre asimmetriche, dove il loro potente apparato militare viene spesso tenuto in scacco da avversari irriducibili e tutt’altro che post-eroici.

di  Luciano Lago “Annuncio le mie dimissioni dal ruolo di primo ministro”, ha dichiarato a sorpresa il primo ministro libanese Saad Hariri. Hariri era giunto ieri in Arabia Saudita per la sua seconda visita in meno di una settimana per "rafforzare i legami" con il paese del Golfo. Naturalmente ha colto l'occasione per accusare l’Iran di interferire negli affari interni del suo paese e di minacciare la sicurezza della nazione araba attraverso il Libano. Hariri ha dichiarato di temere per la sua incolumità e di essere oggetto di un possibile tentativo di assassinio da parte dei suoi nemici, sottinteso da parte degli Hezbollah, dei siriani, degli iraniani o dei russi. Altri non c'entrano visto che lui pare che sia proprio l'elemento fidato dell'Arabia Saudita e degli USA in Libano.

La bomba della rivelazione della colpevolezza statunitense e saudita nella creazione di ISIS Ignorata dai Media Mainstream - e dal Team Trump Ecco, proprio dalla tana del lupo! L'ex primo ministro del Qatar rivela da solo il modo in cui il suo paese ha lavorato con l'Arabia Saudita e con  la Turchia sotto la direzione degli Stati Uniti - vale a dire l'amministrazione Obama - per fornire armi e soldi ai terroristi jihadisto in Siria: "L'intervista esplosiva dell'ex Primo Ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, costituisce un alto livello"  di rivelazione pubblica circa la collusione e il coordinamento tra quattro paesi per destabilizzare uno Stato indipendente, [incluso] il possibile sostegno a Nusra / al-Qaeda ". ...

Al contrario dei suoi vicini del nord, l’Italia non ha un miracolo economico che richieda una imponente importazione di manodopera. Il paese non ha profondi collegamenti con grandi fonti di immigrazione, come l’Asia Orientale per la Gran Bretagna, né ha subito attentati di matrice jihadista come la Francia. Al contrario della Svezia e del Belgio non ci sono grandi no-go zones, e al contrario dell’Olanda non ci sono politici dichiaratamente anti-islamici paragonabili a Geert Wilders. Nessun partito anti-immigrazione attualmente si rappresenta come grande forza politica, come in Germania.

“Chi esulta per l’omicidio di una tredicenne non ha nulla da insegnare: fuori l’Anpi dalle scuole!”. Questo il testo dello striscione esposto dal Blocco Studentesco durante il blitz messo in atto questa mattina al Liceo Augusto di Roma per protestare contro quanto accaduto sabato 28 ottobre nell'istituto, "quando - denuncia il movimento degli studenti - un delegato dell'Anpi invitato a parlare dal collettivo del liceo ha apostrofato come 'feccia' i ragazzi e le ragazze che militano nelle file di movimenti come il Blocco Studentesco e ha oltraggiato la memoria di Giuseppina Ghersi, 13enne stuprata e uccisa da una banda partigiana". In particolare, spiega il Blocco studentesco, "l'esponente dell'Anpi, incalzato da alcuni studenti con domande sui crimini partigiani e messo di fronte al caso della Ghersi, di recente tornato alla ribalta della cronaca proprio per la feroce opposizione dell’Anpi a che venisse apposta una targa in sua memoria nella città di Noli, ha affermato che 'l'unico errore dei partigiani fu quello di non ucciderla prima poiché era una spia fascista'".

Secondo la denuncia fatta dal capo del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa (Senato) Victor Bondarev, i terroristi in Siria appoggiati e protetti dagli USA, vengono segretamente trasferiti dalla Siria all' Afghanistan tramite vie di accesso a questo paese che vengono utilizzate dai servizi di intelligence di USA e Arabia Saudita. L'Afghanistan è la destinazione prevista per questi terroristi takfiri, molti dei quali avevano ricevuto addestramento ed armamento negli appositi campi realizzati in Giordania ed in Turchia sotto la guida di istruttori statunitensi e britannici, come verificato da numerose inchieste.

di James Petras Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la maggior parte dei conflitti mondiali sono stati quelli per l'indipendenza contro i regimi coloniali/imperiali occidentali e giapponese. Con il completamento della decolonizzazione ufficiale, un nuovo tipo di dominazione imperiale ha visto la luce: i regimi neo-coloniali, ai quali gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno imposto dei leader vassalli che agivano come intermediari per lo sfruttamento economico del paese. Con la crescita della dominazione mondiale unipolare degli Stati Uniti, a causa della scomparsa dell'URSS (1990), l’Occidente ha imposto la sua egemonia sugli Stati dell'Europa dell'Est. Alcuni sono stati frammentati e divisi in micro-Stati dominati dalla NATO.

La città strategica, importante provincia petrolifera, era in mano al Califfato dal 2014. L'esercito siriano ha ripreso il controllo totale della città di Deir Ezzor, annientando le ultime forze dell'Isis ancora presenti. L'annuncio della liberazione della città è stato dato dalla televisione di Stato di Damasco. La riconquista della città, che si trova nell'est del Paese, è la conseguenza della forte offensiva lanciata dall'esercito siriano e dai suoi alleati, con l'appoggio dell'aviazione russa, le milizie sciite iraniane e di Hezbollah libanese. Deir Ezzor è il capoluogo di una provincia ricca di petrolio, vicina all'Iraq. Era uno degli ultimi grandi centri urbani controlati dall'Isis, dopo la caduta di Raqqa, suo ex grande bastione siriano, alla metà di ottobre. Le milizie dello Stato islamico avevano conquistato Deir Ezzor nel 2014 e ne avevano mantenuto il controllo per gli anni successivi metre le forze della coalizione USA si erano ben guardate di bombardare le loro postazioni (chissà perchè).