Gerusalemme- Il primo ministro di Israele, Benjamín Netanyahu, ha deciso di lanciare una campagna internazionale in difesa dell'Arabia Saudita e contro l'Iran, secondo quanto informato dal canale 10 della Tv di Israele. Il Canale Tv ha informato che il 5 di Novembre il Ministero degli Esteri di Israele, di cui è titolare lo stesso Netanyahu, ha inviato telegrammi alle ambasciate israeliane nel mondo fornendo istruzioni perchè queste si muovano in questo senso. Le ambasciate dovranno spiegare perchè Israele sta difendendo l'Arabia Saudita nella guerra dello Yemen, per quanto sia questa (l'Arabia S.) il paese aggresssore che ha provocato migliaia di vittime civili con i suoi bombardamenti indiscriminati nello Yemen, come risulta dai rapporti dell'ONU. Vedi: L'ONU condanna i raid della coalizione guidata dai sauditi in Yemen Le ambasciate dovranno spiegare anche perchè Israele si oppone a che l'organizzazione sciita Hezbollah formi parte del Governo del Libano.

di  Finian Cunningham La visita a Mosca di questa settimana del Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier annuncia un progressivo riavvicinamento tra i due paesi. Questo non è positivo solo per i legami economici bilaterali. E’ la chiave per sbloccare la pericolosa crisi tra Est e Ovest. “Sono convinto che dobbiamo contrastare l’isolamento che è cresciuto tra i nostri paesi nel corso degli ultimi anni” ha affermato Steinmeier durante il suo colloquio con il Presidente russo Vladimir Putin. I due leader hanno affrontato molti argomenti ad ampio spettro, oltre agli interessi bilaterali. Da quanto riferito, si sono confrontati su “temi urgenti globali”, tra cui la Siria, l’Ucraina, la Corea del Nord e l’Iran.

DI ALEX GORKA Ormai è un segreto di pulcinella che la “rete di Soros” abbia un’ampia sfera d’influenza sul Parlamento europeo e su altre istituzioni dell’Unione europea. La lista di Soros è stata resa pubblica recentemente. Il documento elenca 226 parlamentari europei provenienti da tutto lo spettro politico, tra cui l’ex Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l’ex presidente del Belgio Guy Verhofstadt, sette vicepresidenti e un numero di commissari, coordinatori e questuanti vari. Queste persone portano avanti le idee di Soros, come ad esempio far entrare più migranti, matrimoni dello stesso sesso, integrazione dell’Ucraina nella UE e contrasto alla Russia. I membri del Parlamento Europeo sono 751 e questo significa che gli amici di Soros occupano più di un terzo dei seggi.

Militari statunitensi hanno aiutato i capi terroristi a fuggire da Mayadin ( Siria) due settimane prima dell'inizio delle operazioni dell'Esercito siriano per liberare la città, secondo le dichiarazioni dei residenti della stessa città. I siriani residenti nella zona di Mayadin  hanno assicurato di aver visto con i propri occhi gli elicotteri USA portare in salvo i capi del Daesh e subito dopo sono cessati gli attacchi aerei. Questo è avvenuto due settimane prima che iniziassero le offensive dell'Esercito siriano nella regione. Un cittadino siriano, Muhammad Abad Husein, ha dichiarato testualmente che "l'aviazione militare nordamericana, in un primo tempo ha realizzato una manovra nella zona di Al Rahba, vicino a Mayadín, nei pressi della fattoria Haydar, poi ha effettuato un attacco aereo, siamo corsi a ripararci ed abbiamo visto vari elicotteri statunitensi posizionati a terra. Vi erano comandanti stranieri del Daesh, i quali stavano aspettando assieme al loro Stato maggiore a Haydar; gli elicotteri hanno caricato i terroristi e sono decollati da Mayadin".

L'Arabia Saudita ha minacciato l'Iran di "serie conseguenze" per "l'atto di aggressione militare"come è stato qualificato il lancio di un missile dallo Yemen contro un aeroporto a Rijad. Teheran ha negato qualsiasi suo coinvolgimnto mell'attacco. Tuttavia i sauditi si riservano il diritto di "rispondere all'Iran". Questo scambio di accuse fa pensare alla possibilità di un prossimo conflitto fra le due potenze regionali. Bisogna precisare che l'Arabia Saudita è impegnata da più di due anni in un conflitto con lo Yemen da quando il presidente filo saudita è stato spodestato ed è fuggito riparando a Rijad. Il ministro degli Esteri iraniano Mohamad Yavad ha dichiarato che l'Arabia Saudita accusa Teheran delle conseguenze delle sue guerre di aggressione, visto che "Rijad attua per destabilizzare altri paesi, monta provocazioni rischiose e finisce poi per accusare gli altri degli effetti delle sue campagne di aggressione".

Il 5 novembre a Mosca ed in un certo numero di centri regionali russi, si sono verificate proteste non autorizzate organizzate dal movimento Artpodgotovka ("artillery barrage") ed i i partecipanti hanno subito una serie di arresti di massa . Il leader di quest'ultimo movimento, Vyacheslav Maltsev, non ha annunciato niente di più che l'intenzione di suscitare una "rivoluzione popolare" in Russia, con l'obiettivo di "salvare la Russia", vale a dire rovesciare il presidente Putin. All'inizio di quest'anno, Maltsev ha lasciato la Russia e ora gestisce le proteste del suo movimento dall'estero - o, più probabilmente, queste proteste sono soltanto organizzate sotto il suo nome.

di Alessandro Montanari Con la pigrizia intellettuale che la contraddistingue, la stampa italiana pare essersi rassegnata ad un compito di mera registrazione degli umori dei mercati, eccitadonsi per ciò che li eccita e preoccupandosi per ciò che li preoccupa. Credo che questa strana empatia abbia due disastrose conseguenze nella diffusa difficoltà a cogliere malizie, conflitti d'interesse e finalità recondite della speculazione finanziaria e nella desolante attitudine a bollare come complottista chiunque esca dalla fredda cronaca per azzardare interpretazioni un po' meno idealistiche della realtà. D'altro canto oggi i poteri finanziari riescono ad abbattere e condizionare i governi e sarebbe ora che noi giornalisti ci dividessimo apertamente, davanti all'opinione pubblica, tra chi giudica normale e legittimo che ciò possa accadere e chi, come il sottoscritto, lo considera invece un attentato alla sovranità popolare.

di  Jalil Sahurie Secondo una fonte araba locale (ABNA), il re Salman bin Abdulaziz Al Saud presumibilmente ha lanciato dallo scorso Sabato una stretta repressiva contro la corruzione nel regno saudita facendo arrestare dieci principi e 38 ministri, tuttavia ci sono voci circa un golpe fallito contro lo stesso re, che che si trova nel secondo anno dopo il cambio della guardia nel palazzo reale di Rijad. I personaggi preminenti fatti arrestare sono fra gli altri il Capo della Guardia Nazionale, il Principe Muteb bin Abdullah e il Principe Al-Alwaleed bin Talal, il 41° uomo più ricco del mondo ed ex socio in affari del Presidente Donald Trump.

di F. William Engdahl Il sistema monetario internazionale, nato a Bretton Woods nel 1944 e sviluppatosi fino al presente, è divenuto, detto onestamente, il più grande intralcio alla pace e alla prosperità mondiali. Ora la Cina, sempre più sostenuta dalla Russia – le due grandi nazioni euroasiatiche – sta facendo passi decisivi per creare un’alternativa praticabile al dispotismo del dollaro sul commercio e sulla finanza mondiale. Wall Street e Washington non ne sono contenti, ma non hanno il potere di fermarla. Poco prima della fine della seconda guerra mondiale, il governo statunitense, consigliato dalle principali banche internazionali di Wall Street, disegnò ciò che molti credono erroneamente essere un nuovo gold standard. In verità, era un dollar standard, nel quale tutti gli altri membri valutari del Fondo Monetario Internazionale fissarono il valore della loro valuta in dollari; in cambio il dollaro USA fu fissato all’oro per un valore di 1/35 di un’oncia d’oro.

di  Luciano Lago Sono trascorsi esattamente cento anni dagli accordi di Balfour tra la Gran Bretagna (rappresentata da Arthur J. Balfour) e il barone Lionel Walter Rothschild, che acconsentirono alla creazione di uno stato ebraico in Palestina. Israele come "focolare domestico" per il popolo ebraico fu creato sulla base del mito religioso di un ritorno del popolo ebraico alla "Terra Promessa". Un ritorno che è costato molto caro alla popolazione palestinese che risiedeva in quelle terre: espulsione, confisca dei territori, stato d'assedio e guerre.