Sul giornale"The Independent", Robert Fisk ha pubblicato un articolo intitolato "Le dimissioni di Saad Hariri dal suo incarico non sono quello che sembra". Fisk segnala che l'uscente primo ministro libanese, Saad Hariri, non aveva alcuna intenzione di dimettersi e, poco prima del suo ultimo viaggio a Rijad, aveva programmato vari incontri con responsabili della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale così come varie riunioni circa il problema di migliorare le fornti d'acqua potabile del paese. Fisk ha rivelato che il primo ministro libanese uscente era andato in Arabia Saudita dopo che aveva ricevuto una chiamata telefonica da Rijad con cui lo avevano convocato urgentemente per una riunione con il re Salman. Dato che Saad Hariri, così come l'aveva il padre, possiede la cittadinanza saudita, oltre a quella libanese, l'uomo è partito immediatamente per Rijad. Lui non poteva rifiutare la richiesta del re per un incontro, anche se lo aveva conosciuto solo pochi giorni fa.

di  Stelio Fergola Segnate bene questa circostanza, segnate e ricordate ciò che è accaduto ieri, perché la Polonia nazionale e non globalizzata viene discussa, con i soliti metodi beceri, da quella “finta patriottica” che mette in scena la solita recita “istituzionale”. Il giorno è quello dell’indipendenza, avvenuto l’11 dicembre 1918. Un giorno che poneva fine a numerose umiliazioni subite dal popolo polacco, provenienti tanto da sponda zarista, con la russificazione tentata con forza fino al secolo precedente, che da ambiti austriaco-prussiani.

L'ex presidente afgano Hamid Karzai assicura di avere le prove che gli USA stanno collaborando con Daesh (ISIS) in Afghanistan e che il gruppo terrorista si sta insediando in questo paese. "Dal mio punto di vista, sotto la presenza totale degli USA, è venuto fuori un insediamento del Daesh con una struttura militare, politica e di intelligence, ha affermato Karzai in una intervista rilasciata il Sabato al canale TV Al-Jatzeera. L'ex mandatario afgano ha denunciato inoltre che l'Amministrazione del presidente USA, Donald Trump,  ha utilizzato i gruppo terrorista dell'ISIS (Daesh in arabo) come scusa per lanciare la denominata "madre di tutte le bombe", la GBU-43/B Massive Ordnance Air Blast bomb (MOAB, come sigla in inglese), sull'Afghanistan nell'Aprile del 2017.

Bannon getta lo scompiglio a Washington Il 23 ottobre scorso, a Washington, l’Hudson Institute ha organizzato un dibattito dal titolo: «Contrastare l’estremismo violento: il Qatar, l’Iran e i Fratelli Mussulmani». L’Hudson Institute è un organismo di previsione, creato dal futurologo Heman Kahn. Vi fanno parte molti adepti del filosofo Leo Strauss. Il pubblico era composto da alte personalità, membri del Congresso e dell’amministrazione, ambasciatori e giornalisti.

Il presidente libanese Michel Aoun ha dato all'Arabia Saudita il termine di una settimana per rilasciare e far rientrare a Beirut il primo ministro libanese Saad Hariri, sequestrato e tenuto in stato di detenzione dalle autorità saudite. Se le autorità saudite non ottempereranno la richiesta del governo libanese, questo richiederà una convocazione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare e far condannare l'azione illegale ed aggressiva dell'Arabia Saudita. La notizia è stata data dal giornale libanese Al Yumhuriya.

La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia. Cos'altro non ci dicono? di Massimo Mazzucco La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia. Già due settimane fa la portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che la Nato intende creare due nuove centrali di comando in Europa, perché "la capacità di dispiegare velocemente le forze dell'alleanza è importante per la difesa collettiva della Nato".

L'OSCE sta studiando le richieste USA al canale televisivo russo RT L'OSCE sta studiando la situazione intorno alla richiesta del Dipartimento della Giustizia statunitense al canale russo RT di registrarsi come agente straniero. Lo ha dichiarato a RIA Novosti il consigliere del presidente dell'organizzazione per la libertà dei mezzi di comunicazione Anna Lundbladh. "Non abbiamo ricevuto una richiesta ufficiale dalla Russia su questo tema, ma ce ne stiamo comunque occupando", ha detto la Lundbladh.

Il presidente Turco, Recepit Erdogan, ha attaccato frontalmente l'Arabia Saudita e si è riferito in particolare all'ultimo discorso tenuto dal principe Mohamad bin Salman, l'uomo forte del Governo saudita, criticando le sue ultime dichiarazioni con cui questi ha affermato di voler dare una svolta alla politica del suo Regno verso un "Islam Moderato". "Di che cosa parli", ha apostrofato Erdogan il principe erditario, "l'Islam moderato non esiste è soltanto uno strumento inventato dall'Occidente per debilitare la fede dei mussulmani", ha dichiarato Erdogan.

Il giornale israeliano Haaretz scrive una lunga analisi in cui sostiene che "l'Arabia Saudita sta aprendo un nuovo fronte contro l'Iran e vuole che Israele faccia il gioco sporco" in Libano contro Hezbollah. Secondo il quotidiano, il regno saudita sta cercando di spostare il campo di battaglia con l'Iran dalla Siria al Libano, con il rischio di innescare una reazione a catena. Secondo Al Shapiro, ex ambasciatore americano in Israele ai tempi di Barack Obama, l'Arabia Saudita potrebbe voler spingere gli israeliani in una guerra con l'Iran e il movimento della resistenza islamico libanese Hezbollah. Il rischio è che questi ultimi rispondano alla crisi innescata dalle dimissioni del premier Saad Hariri cercando l'escalation militare con Israele, in modo da unire dietro di loro il paese. Per questo Shapiro esorta Israele a non farsi manovrare dai sauditi.

Una giustificata indignazione sionista sarebbe molto più convincente se non fosse coperta da tante fesserie. di  Miko Peled Una giustificata indignazione sionista sarebbe molto più convincente se non fosse coperta da tante fesserie. In risposta ad un prossimo incontro previsto a Londra durante il quale il Dr. Azzam Tamimi e io parleremo all’University College di Londra, UCL, Jewish Chronicle è uscita con un articolo intitolato: “Gli studenti UCL ebrei terrorizzati dall’evento anti-israele”.