di  Joaquin Flores * Chi è in grado di dire oggi che una guerra mondiale non potrebbe accadere di nuovo? Lo spettro di un conflitto si ripresenta nel 2018 Dalla follia sistematica di un Rex Tillerson e  di Kurt Volker,con  i conflitti e le insurrezioni in corso in numerose zone dell'Impero, il Russiagate e la controversa sentenza della FIFA, la Russia sotto sanzioni e l'ultimo mandato presidenziale di Putin, più i tentativi di ripresa del "colpo di stato popolare" o "rivoluzioni colorate"  in America Latina, le situazioni in varie parti del mondo stanno avvicinando la guerra ed allontanando diplomazia.

I rappresentanti di Irán, Russia, Iraq e Siria si sono riunti a Teheran lo scorso Martedì per mettere a punto una comune strategia di contrasto al terrorismo ed ai suoi patrocinatori nella regione. La notizia è trapelata dall' agenzia iraniana IRNA che ha informato circa l'oggetto della riunione che è quello di bloccare le fonti finanziamento del terrorismo che, come noto, provengono da alcuni paesi della regione (Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait e Qatar) ma oltre a questo, a quante pare, si è discusso di un piano di coordinamento per combattere queste attività e la necessità di rafforzare la cooperazione multilaterle fra i quattro paesi.

Il canale 2 della Tv israeliana ha trasmesso un reportage in cui mostra il panico estremo di Israele di fronte alla prospettiva di una presa del controllo completo della zona strategica della provincia di Quneitra nel sud della Siria, da parte dell'esercito siriano e di Hezbollah. L'informativa inizia con le parole di Ibrahim al Yebawi, uno dei capi del gruppo terroristi dell'ESL (Esercito siriano Libero), preoccupato per l'ultimatum di 72 ore lanciato dal comando dell'Esercito siriano: "Damasco ci ha dato 72 ore per ritirarci verso Idlib. Coloro che vogliono arrendersi dovranno sottoscrivere un accordo con il governo siriano".

La portavoce della cancelleria russa, María Zajárova, ha avvisato questo giovedì che sarà difficile mantenere relazioni con gli USA se questi continueranno nella loro politica aggressiva antirussa e impongono nuove sanzioni contro Mosca. "Il ritorno alla normalità nelle relazioni con gli USA sarà impssibile se Washington mantiene la sua linea politica attuale e non abbandona la sua aggressiva retorica verso la Russia", ha dichiarato la Zajárova. In questo senso, la portavoce ha chiarito che è necessario intendere chiaramente e con sincerità che il peggioramento di queste relazioni bilaterali non è avvenuto per colpa della Russia, ma degli USA.

di   Lupo Glori L’Europa mette in vendita la sua secolare e gloriosa storia cristiana al miglior offerente, non importa se in molti casi islamico. A mettere in luce tale desolante deriva è una recente inchiesta, a cura di Roberto Scarcella, pubblicata sul La Stampa dell’11 dicembre 2017, che riporta quella che è la drammatica tendenza in corso nei diversi paesi europei, dove da tempo si assiste ad un lenta ma inesorabile svendita dei luoghi santi della cristianità che in diverse occasioni sono finiti nella mani della concorrenza diretta, rappresentata dalla religione islamica. Tale processo di sostituzione in realtà ha radici remote, quando l’Islam non faceva ancora paura ed erano in pochissimi, additati come bigotti integralisti, a mettere in guardia circa i rischi di erigere moschee islamiche nel cuore dell’Europa, per il fatto di non essere dei semplici luoghi di culto, quanto dei veri e propri centri di propaganda politica e di diffusione del messaggio di conquista islamico.

Secondo l'Agenzia di notizie ABNA, Il giudice di Theran (Iran), Abas Yafari Dolatabadi, ha reso pubbliche lo scorso Lunedì le confessioni dell'accademico, Ahmadreza Yalali, condannato a morte per spionaggio, circa gli otto incontri che questi aveva avuto con agenti dei servizi segreti stranieri e le informazioni confidenziali che l'accademico aveva fornito ai membri del servizio di intelligence israeliano ( il Mossad). "L'accademico incarcerato dalle autorità iraniane, oltre ad aver fornito informazioni sui progetti del Ministero della Difesa e dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran, aveva consegnato agli agenti del Mossad le identità ed i dati di alcuni dei rispettivi direttori", come ha riferito nel dettaglio il giudice Dolatabadi.

di  Peter Korzun Il 21 dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) ha votato a stragrande maggioranza in favore di una risoluzione che invitava gli Stati Uniti a revocare la propria decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Un totale di 128 paesi hanno votato per la risoluzione, con nove paesi che hanno votato contro e 35 si sono astenuti. 21 nazioni non si sono presentate per il voto. Grandi alleati come Regno Unito, Francia, Germania e Giappone hanno votato a favore della risoluzione, sebbene alcuni alleati, come Australia e Canada, si siano astenuti. Gli Stati Uniti erano l'unica potenza globale ad opporsi alla risoluzione.

Network War: come le dichiarazioni americane sulla "fornitura di armi a Kiev" stanno trascinando Mosca in guerra. di  Andrey Afanasyev Esponenti politici anglo USA  e taluni esperti di guerra in rete aspettano l'occasione di trasformare il conflitto nel Donbass (Est Ucraina)  da una guerra di posizione ad uno scontro a pieno titolo, che coinvolga l'esercito russo. Un importante centro di analisi americano, la "Heritage Foundation" (vicino agli ambienti "neocons"), ha pubblicato un rapporto in cui parla direttamente della necessità di fornire armi letali a Kiev. "Il popolo ucraino ha mostrato un impegno nei confronti della comunità transatlantica e gli Stati Uniti dovrebbero fornire armi e altri strumenti tattici, come sistemi di comunicazioni sicure, agli ucraini. L'Ucraina ha dimostrato un impegno nei confronti della comunità transatlantica, e ora gli Stati Uniti devono fornire loro armi!"

I satelliti USA hanno rilevato che  le navi cinesi  riforniscono di petrolio i terminali della Nord Corea nel Mar Giallo e questo sarebbe avvenuto almento 30 volte, secondo un rapporto. Da tale osservazione le autorità USA accusano la Cina di violare le sanzioni decretate dall'ONU contro la Nord Corea. Le immagini satellitari pubblicate dagli statunitensi comprovano l'accusa, visto che in queste si vedono le operazioni di rifornimento effettuate da petroliere cinesi. Non è chiaro se il governo cinese sia informato di questo rifornimento ma, date le dimensioni, risulta improbabile che le autorità della Cina non siano al corrente o siano semplicemnte "distratte".

Continua il "gioco sporco" di Washington con il terrorismo islamista: gli USA dichiarano essere lì per combattere l'ISIS, mentre al tempo stesso sono loro che riforniscono ed addestrano i gruppi terroristi in Siria nel tentativo di rovesciare il legittimo governo di Damasco. La denuncia di questa doppia attività del comando USA in Siria viene dal capo dello Stato maggiore delle Forze armate russe, Valerij Gerasimov, il quale ha rivelato che le fore USA stanno addestrando gruppi di ex terroristi del Daesh (ISIS) presso la base statunitense di Al Tanf, che si trova nel sud della Siria, in prossimità del confine con la Giordania. In una intervista rilasciata alla "Komsomolskaya Pravda", Gerasimov ha rivelato che, sulla base dei dati rilevati dalla ricognizione dei satelliti e dei droni, i russi hanno verificato che le forze USA stanno addestrando ed armando alcune centinaia di elementi, questo avviene nella base di Al Tanf e nel campo di Shaddadie, dove si contano almeno 750 persone.