di  F. William Engdahl (*) L'8 novembre il grande gruppo minerario russo Norilsk Nickel ha annunciato di aver iniziato le operazioni in un nuovo impianto di estrazione e lavorazione di Bystrinsky all'avanguardia nella provincia russa di Zabaykalsky Krai. La cosa notevole del progetto è la partecipazione diretta della Cina, così come il fatto che quattro anni fa le enormi riserve di rame, oro e magnetite di Bystrinsky erano inaccessibili a qualsiasi mercato e del tutto non sfruttate. È un esempio della trasformazione dell'intera geografia economica dell'Eurasia che sta crescendo a seguito della stretta cooperazione della Russia con la Cina e in particolare con la "China Belt Road Initiative", in precedenza nota come New Economic Silk Road.

L'Esercito siriano e le forze alleate hanno preso il controllo della città di Abu Kamal, nell'Est della provincia di Deir Ezzor, l'ultimo baluardo del gruppo terrorista dell'ISIS nel paese arabo, come ha comunicato all'agenzia Sputnik un comandante delle forze siriane sul campo. Il 15 Settembre l'Esercito siriano aveva rotto il blocco su Deir Ezzor che durava da tre anni ed aveva lanciato una offensiva nella periferia est della città. Nei giorni precedenti le forze siriane avevano spezzato la resistenza del Daesh nel sud di Deir Ezzor e in questo modo avevano garantito la sicurezza della strada di comunicazione che porta a Palmira.

di  Mauro Bottarelli, (.....) A due mesi dal voto del 24 settembre, in Germania scoprono la “sindrome italiana” e vedono saltare le trattative per la nascita del governo di coalizione cosiddetto “Giamaica”, ovvero CDU-Liberali-Verdi. La deadline per i negoziati era stata fissata per le 18 di ieri ma per tutti era quasi scontato un protrarsi no-limirs nel tentativo di raggiungere un accordo. Non è stato così, la proroga è durata solo il tempo di prendere atto definitivamente delle differenze insormontabili, dopodiché il leader del Liberali, Christian Lindner – come il mitico Big Ben di “Portobello” – ha detto stop.

di Paul Craig Roberts Una nazione un tempo orgogliosa che era l'invidia del mondo soffre oggi di una specie di demenza onnipresente. Essendo io cresciuto durante la seconda metà del 20 ° secolo, non riconosco più oggi il mio paese. Ho vissuto la mia vita in un paese che era avanzato ed efficiente, e ora vivo la vita in un paese incompetente. Tutto è poggiato su incompetenza. La polizia è incompetente. Sparano a bambini, alle nonne, agli storpi e poi affermano di temere per la loro vita.

di  Wayne Madsen, Secondo fonti di WMR in Libano e Francia, l’Arabia Saudita avrebbe ulteriormente infiammato le tensioni in Medio Oriente, richiedendo all’alleato Egitto il permesso agli aerei sauditi di sorvolarne il territorio per bombardare il Libano. Di fatto il nuovo regime saudita guidato dal principe ereditario Muhamad bin Salman (MBS) considera l’Arabia Saudita in stato di guerra con il Libano.

Il ministro svedese rifiuta di pubblicare la nazionalità degli stupratori, "potrebbe discriminare le etnie  straniere nel paese". Morgan Johansson, ministro svedese della Giustizia, invitato da un comitato di cittadini a dare spiegazioni sull’escalation di violenze sessuali verificatesi nel paese scandinavo, si è rifiutato di pubblicare la lista con i nomi degli stupratori ed ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di far sapere quale sia l'origine nazionale degli stupratori. Nonostante che nell'ordinamento svedese sia stabilito che la legge sia uguale per tutti, senza distinzione di razza, sesso o credo religioso, ai cittadini svedesi viene impedito di conoscere chi siano gli autori dei reati e a quale gruppo sociale o etnico appartengano i delinquenti.

Nel corso di una conversazione telefonica, i mandatari Emmanuel Macron e Donald Trump hanno affrontato le questioni concernenti il Medio Oriente, tra le quali spiccano quelle che si riferiscono al Libano, alla Siria ed a Hezbollah. Secondo il comunicato della Casa Bianca, il presidente Trump si è intrattenuto a conversare con il suo omologo francese circa la situazione del Libano e della Siria ed hanno convenuto la necessità di cooperare con gli alleati per fare fronte alle attività destabilizzanti che, secondo loro, conducono l'Iran ed Hezbollah nella regione.

La Russia sta costruendo una sua presenza militare nell'Artico, ha riferito preoccupato il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg in un'intervista a Die Welt . Secondo lui, la Federazione Russa ha riaperto quelle che erano le basi militari sovietiche "precostituite" , ha schierato nuovi radar e armi e sta reintegrando e modernizzando la sua flotta di unità rompighiaccio. Stoltenberg ha anche osservato che le esercitazioni militatri "West-2017", tenutesi nello scorso settembre, sono state parzialmente organizzate nella zona del circolo polare artico. Questa informazione è stata confermata dal ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu.

Il presidente libanese Michel Aoun, come riferito dal Jerusalem Post, ha smentito le voci che la milizia sciita conosciuta come Hezbollah stia per essere disarmata, in quanto Israele non rispetta le risoluzioni ONU e le leggi internazionali. Aoun, un cristiano, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Figaro che Hezbollah assicura “la resistenza del Libano contro lo Stato di Israele”, e respinge l’idea che i cristiani necessitino di protezione speciale in Libano, in quando “l’esercito difende tutto il Paese, inclusi i cristiani”. Nell’intervista Aoun difende i suoi stretti legami con la milizia, le cui voci vorrebbero che avesse giocato un ruolo fondamentale nella sua vittoria alle elezioni del 2016.

I tiranni dell’Arabia Saudita progettano di vendere la Palestina. Questo sembra loro l’unico modo per ottenere il sostegno dagli Stati Uniti per la loro fanatica campagna contro il nemico iraniano. Una nota interna saudita inviata al quotidiano libanese Al-Akhbar ne rivela i principali elementi. (Nota: L’autenticità della nota non è stata confermata. In teoria, potrebbe essere un “falso” inviato al giornale da un altro campo, ma Al-Akhbar ha la reputazione di pubblicare veri documenti trapelati e mi fido del giudizio dei suoi redattori.) Secondo la nota i sauditi sono disposti a rinunciare al diritto al ritorno per i palestinesi. Rinunciano anche alla sovranità palestinese su Gerusalemme e non insistono più sulla creazione di un vero stato palestinese. In cambio, chiedono un’alleanza (militare) USA-Arabia Saudita contro il loro presunto nemico dell’est del Golfo Persico.