La Russia lancia un avvertimento all'Ucraina a mettere fine ,"in forma immediata, alle provocazioni armate nel Donbass (est dell'Ucraina) ed a rispettare gli attuali accordi di cessate il fuoco", secondo la nota  inviata  urgente dal Ministero russo degli Esteri e contenuta  in un comunicato emesso questo Martedì. In questo modo, Mosca si è pronunciata sulla recente escalation del conflitto tra l'Esercito di Kiev e gli indipendentisti ucraini nelle zone orientali del paese slavo, dove ci si trova "sull'orlo di una catastrofe umanitaria ed ecologica ". Ricorrendo a queste azioni di provocazione, aggiunge la nota, Kiev sta cercando "di mantenere la crisi ucraina nell'agenda mondiale", ha informato l'agenzia ufficiale russa Tass.

Michael J. Glennon I cittadini che votarono nel 2008 per mandare Barack Obama alla presidenza USA si aspettavano grandi cambiamenti. Dagli ascolti telefonici senza garanzie della NSA, passando per Guantanamo, fino al "Patrioct Act", il candidato Obama nel corso della sua campagna elettorale, si mostrò come difensore delle libertà civili e della difesa della privacy, promettendo una impostazione radicalmente diversa rispetto al quella del suo predecessore George W.Bush. Tuttavia...sei anni dopo della sua amministrazione, la versione di Obama delle Sicurezza Nazionale sembra quasi indistinguibile da quella che aveva ereditato. La prigione della Bahia di Guantanamo rimane aperta. La NSA, in ogni caso, è ritornata ancora più aggressiva nella vigilanza e nello spionaggio degli stessi cittadini USA. Gli attacchi con i droni (veicoli senza pilota) sono aumentati esponenzialmente. Di recente si è informato che lo stesso presidente che ha ottenuto un premio Nobel per promuovere il disarmo nucleare, in realtà ha speso fino ad un bilione di dollari nel modernizzare e rivitalizzare le armi nucleari negli Stati Uniti.

Parla lo scrittore Renaud Camus Renaud Camus è uno scrittore e poeta francese. Autore prolifico e di grande cultura fu una delle voci più ascoltate negli anni '89/'90. Politicamente avvicinatosi alle tesi del Front National, da anni conduce una battaglia contro il vento e la marea costituita dall'immigrazione di massa, fenomeno qualificato come invasione e colonizzazione. E' autore di una espressione già consacrata in Francia come "Le Grand Remplacement" (la grande sostituzione), titolo di una delle sue opere di maggiore successo. L'espressione vuole rappresentare il processo di sostituzione della popolazione francese e dell'insieme della popolazione europea da parte di popolazioni straniere ed il cambiamento di civilizzazione che deriverà da questo processo. Lo scrittore è stato trascianto varie volte davanti ai Tribunali della Repubblica in quanto accusato di "incitazione all'odio razziale" ed alla "discriminazione" contro diversi collettivi etnici e razziali.

di Luciano Lago

Fra le prime decisioni della nuova amministrazione di Donald Trump, si è confermata l’intenzione di rinegoziare il “North American Free Trade Agreement”(NAFTA), quel trattato che era riuscito a distruggere l’economia fisica di tutti i tre paesi appartenenti (Stati Uniti, Canada e Messico) arricchendo però gli speculatori di Wall Street.

Non tutti sanno che gli agricoltori statunitensi sono stati messi in ginocchio e molte aziende sono fallite per causa delle importazioni a basso costo dei prodotti agricoli dal Messico, in particolare frutta verdura ed ortaggi, mentre il Messico, per effetto del trattato, da paese quasi autosufficiente per il cibo, attualmente è obbligato ad importare, attraverso le grandi multinazionali, grano, fagioli, granoturco, mais, ecc.. , essendo queste culture dismesse per gli effetti del trattato. Naturalmente i prodotti importati sono in buona parte prodotti che contengono OGM che hanno contribuito a diffondere malattie nella popolazione, in specie fra “los niños ” (bambini) tanto che in tempi rcenti si sono svolte numerose proteste della popolazione contro la Monsanto, uno dei principali produttori di mais e grano OGM.

di   F. William  Engdahl La qualifica di “uomo della porta posteriore“, che noi abbiamo tradotto con “burattino”, ha svariate connotazioni. Nella canzone originale di Willie Dixon, si riferisce a un uomo che ha una tresca con una donna sposata, e che si serve di una porta nascosta [la porta posteriore] per fuggire prima che il marito rincasi. Durante la presidenza di Gerald Ford, “Back Door Man“ fu impiegata per Dick Cheney, capo di Gabinetto della Casa Bianca, ruolo in cui si distingueva per alcune sue opache «competenze» che gli permettevano di ottenere ciò che voleva. Ora via via che sta prendendo forma il Gabinetto di Trump, sembra che l’intero progetto della sua presidenza lo faccia apparire un fantoccio. La retorica della campagna di Trump relativa al “prosciugamento della palude” è dimenticata. In ottobre, durante la campagna, il candidato Trump aveva dichiarato alla stampa: «Decenni interi di accordi tra interessi speciali devono finire.. Dobbiamo porre fine a un ciclo di corruzione […] è tempo di prosciugare la palude Washington D.C. […] è per questo che propongo una selezione delle riforme etiche, al fine di rendere il nostro Stato nuovamente onesto».

di Giovanni Sorbello Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi ha respinto come “infondate” e “provocatorie” le recenti dichiarazioni sui diritti umani in Iran rilasciate giorni fa alla Camera dei Lord dal ministro di Stato britannico del Foreign and Commonwealth Office Joyce, Anne Anelay. Anelay aveva espresso preoccupazioni per la donna britannica di origine iraniana, Nazanin Zaqari, riconosciuta colpevole di aver fomentato nel 2009 i disordini post-elettorali in Iran. La donna è stata arrestata l’anno scorso all’Imam Khomeini International Airport.

di  Andrés Piqueras

Quando si vive il declino di una forma di produzione ed inoltre un cambiamento di civilizzazione, come è nel nostro caso, qualsiasi anno fornisce un vulcano di accadimenti. Quasi nessuno rimane stabile. Questo nuovo anno non andrà a deludere in questo senso. Le falde tettoniche che tendono a rompere la unipolarità politico-economica mondiale si andranno a muovere per loro conto.

Quello che è il sostenuto rovescio alla spinta per la globalizzazione, ad esempio, sta registrando notevoli episodi. Fino ad ora, portare a compimento la globalizzazione dal dominio unipolare ha avuto il significato di mettere tutti gli strumenti globali ((FMI, Banca Mondiale, OMC, Foro di Davos, G7-20…) al servizio degli USA e dei suoi satelliti (UE, Giappone, Canada, Australia....). Questo significava semplicemente una " forma postmoderna" di praticare l'imperialismo. Tuttavia l'irruzione economica e politica della Cina ha fatto cambiare le cose (apparentemente). Tanto che la superpotenza nordamericana ha dovuto retrocedere (in parte) dal suo progetto espansivo, "globalizzatore".

Le guerre nel vicino Medio Oriente e nel Nord Africa hanno partorito il mostro: L'ISIS ed il terrorismo islamista. Da quando è apparso questo mostro non si parla d'altro, se ne descrivono le stragi, le efferatezze e gli attentati e si diffonde la paura anche nei paesi europei. I media lo descrivono come un fenomeno che diviene sempre più possente, dispone di armi micidiali, finanziamenti ed appoggi inaspettati e che colpisce dove non te lo aspetti. Tuttavia poco si parla, sui media ufficiali, di chi ha voluto quelle guerre ed in base a quali interessi, a quali strategie, non si spiega chi guadagna dalla presenza dell'ISIS e chi ne subisce le peggiori conseguenze. Quali sono state fino ad oggi le maggiori vittime dell'ISIS e del terrorismo islamista?

di  Luciano Lago Coloro che ingenuamente pensavano in una possibile sterzata della politica imperiale USA con la nuova Amministrazione Trump, sono destinati a rimanere profondamente delusi. Donald Trump, nonostante le apparenze, rappresenta la continuità' della strategia di dominio USA con alcuni correttivi tattici che saranno applicati  in modo spregiudicato da Washington per sviare l'attenzione del mondo dai propri  obiettivi di dominio. Obiettivi di dominio che in pratica prescindono da chi sieda sulla poltrona della Casa Bianca ma che sono connaturati all'elite dominante che ha stabilito, a suo tempo, i suoi piani di lungo periodo e li porta avanti comunque con gli strumenti di sempre. Il fulcro  essenziale della politica di dominio di Washington,  come accade da molti decenni,  ha per contorno la regione del Medio Oriente ed  è da ricercare nelle intenzioni di Trump di voler proseguire o meno, nella strategia  del caos e del doppio gioco sviluppata da Obama con risultati disastrosi per le popolazioni dell'area e con le conseguenti migrazioni di massa.

“Nessun finanziamento all’aborto e posso assicurare che tra i diritti che difenderemo nel nostro paese vi è quello della vita“. Queste le parole che il 27 gennaio, in una giornata fredda ma soleggiata, il vice-presidente americano Mike Pence ha rivolto alle oltre 700.00 persone (dato riportato dalla CNN) presenti nel cuore di Washington per partecipare alla 44a March for Life dedicata al tema: The power of one (il potere di ognuno). Per la prima volta nella storia un Vice Presidente americano aveva partecipato alla manifestazione. Il presidente Donald Trump aveva inviato il suo sostegno con un tweet:”You have my full support!“. Le ingenti misure di sicurezza non hanno impedito una presenza traboccante del mondo prolife americano. Migliaia le sigle rappresentate, migliaia gli slogan, i cartelli, i palloncini, le immagini che movimentavano l’allegro ma determinato corteo che dall’obelisco del Mall ha raggiunto il palazzo della Corte Suprema, dove, solo sei giorni prima si erano date appuntamento un numero ben minore di “donne contro Trump”.