di Luciano Lago Avrebbe potuto fare qualsiasi promessa il lussemburghese Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea. Magari quella di smettere di bere cognac almeno di giorno, come è solito fare, ma è accaduto invece che il "patron" dell'Unione Europea, dalla sua altissima carica, ha voluto lanciare un suo messaggio forte contro la francese Marine Le Pen, leader del Front National. «Se Marine Le Pen vince mi vestirò a lutto», questa la sua dichiarazione. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha rilasciato questa  forte dichiarazione circa la leader del Front National in Francia. Il libero esercizio democratico di un popolo dovrebbe incontrare il rispetto da coloro che sarebbero preposti nelle Istituzioni europee a rappresentare i popoli ma questo in realtà non avviene e, come noto, gli oligarchi della UE rispettano ben altri interessi.

Le nomine di Trump: sarà ancora Goldman Sachs a comandare la politica economica americana? Come ha già scoperto “The Donald”, appena eletto, la verità è che «non c’è scelta, se non tra gli affiliati», dice Paul Craig Roberts, sottosegretario al Tesoro nel governo Reagan. «Nella maggior parte dei casi è così». Ovvero: i nuovi eletti «sono poca cosa, per gli affiliati, che sono soliti mangiarseli vivi». Esempio: la squadra dei “californiani” di Ronald Reagan «fu niente, in confronto agli affiliati di George Bush», il padre. «La parte di governo formata dagli uomini di Reagan ci mise un sacco di tempo a partorire i risultati che sperava».

di  Marco Della Luna L’idra della partitocrazia, proprio come quella della leggenda, ha davvero più teste: quando gliene tagli una, in questo caso Renzi (terzo premier scelto di fila da Napolitano per gli elettori), va avanti la seconda, Mattarella, dando tempo di ricrescere alla prima, e difendendo dal voto popolare la terza testa della partitocrazia, ossia l’illegittima maggioranza della camera, frutto di legge incostituzionale. Per vincere l’idra, bisogna tagliarle via tutte insieme, proprio come fece Eracle con l’idra di Lerna (che aveva ben nove teste), nella sua seconda fatica. Cioè bisogna (anche se non basta) che la futura maggioranza, se alternativa, induca Mattarella ad abdicare. Con la moral suasion, naturalmente. Per ragioni di merito, ma anche di legittimità, cui sotto accennerò.

Uno scambio di accuse molto piccato è avvenuto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU, quando la delegata degli USA, Samanta Power ha accusato la Russia di presunti crimini commessi ad Aleppo ed ha equiparato questi ai crimini avvenuti nel Ruanda nel 1994, a Srebrenica nel 1995, ed a Halabja (Iraq) nel 1988. Il delegato russo Vitali Churkin ha replicato duramente ed ha ricordato alla sua omologa nordamericana i crimini commessi dagli USA  nelle loro infinite guerre in tutto il mondo, dall'Iraq all'Afghanistan  ed ha aggiunto dicendo che la Power  parla come se creda  di  essere "Madre Teresa di Calcutta".

CONTRO LA DISINFORMAZIONE OCCIDENTALE CHE SOSTIENE I TERRORISTI TAGLIAGOLA La campagna mediatica è stata orchestrata alla perfezione: un martellamento quotidiano di menzogne che le persone, pur di buona volontà e con un certo spirito critico, arrivano a credere, non avendo una conoscenza diretta della situazione sul terreno. ‘Non possono mentirci tanto, sicuramente c’è del vero’ pensano. Se voi mentite, mentite e continuate a mentire, qualcosa delle vostre menzogne sarà creduto. ’’ AsiaNews, 14 dicembre 2016 Questa mattina nuovi, violenti bombardamenti stanno scuotendo la città di Aleppo. Razzi e colpi di artiglieria lanciati dai soldati dell’esercito governativo cercano di abbattere l’ultima sacca di resistenza dei gruppi ribelli e jihadisti, che si sono asserragliati in una piccola porzione della città. Testimoni locali confermano gli scontri a fuoco e la sospensione del piano di evacuazione raggiunto in precedenza, che avrebbe dovuto garantire la fuoriuscita dei civili e degli ultimi miliziani - alcune migliaia - tuttora presenti. I bus governativi sono allineati all’esterno dell’area teatro dei combattimenti, ancora vuoti e in attesa di disposizioni per le prossime ore.

di  Eric Zuesse Tutti sanno che gli jihadisti, e le persone che finanziano il loro terrorismo contro gli Stati Uniti e contro altre nazioni (non fondamentaliste-islamiche), sono nemici di ogni nazione (non fondamentalista-islamica), compresi gli Stati Uniti. Tuttavia, ciò che non è noto è che il governo federale degli Stati Uniti è a sua volta segretamente alleato con jihadisti ed i loro finanziatori - segretamente alleato con (e dipende) i nemici di tutte le nazioni (tra cui gli Stati Uniti) che non sono fondamentalisti islamici. In pratica il nostro governo è segretamente alleato con gruppi jihadisti in un certo numero di paesi, ed è alleato soprattutto con le famiglie reali arabe che finanziano jihadisti in tutti i paesi (tranne nel proprio - nessuno di questi reali vuole che gli jihadisti possano  attaccare i loro paesi: il loro accordo con jihadisti è che questi si dedichino ad attaccare soltanto gli altri paesi).

Il mese scorso Survival ha diffuso queste straordinarie immagini aeree di un gruppo di circa 100 Yanomami incontattati. I tagli ai finanziamenti e altri progetti del governo potrebbero rendere questi gruppi estremamente vulnerabili. di  Guilherme Gnipper Trevisan/FUNAI/Hutukara Il governo brasiliano sta progettando di tagliare i finanziamenti al dipartimento che protegge i territori delle tribù incontattate da taglialegna e minatori – facendo crescere i timori per la possibile distruzione di popoli come gli Yanomami incontattati, ritratti in alcune foto aeree diffuse di recente. Il Dipartimento agli Affari Indigeni FUNAI – perennemente in mancanza di fondi – rischia infatti di subire ulteriori tagli al budget poiché il governo salito al potere in aprile, a seguito dell’impeachment di Dilma Rousself, è intenzionato a ridurre la spesa pubblica.

Il generale James “Mad Dog” [“cane pazzo”] Mattis, scelto dal presidente eletto Donald Trump come nuovo capo del Pentagono, è un servitore modello dell’Impero del Caos. Il suo marchio di fabbrica non poteva che essere “caos” [in inglese]. Il Marine Corps Special Operations Command (MARSOC) ne tesse addirittura il panegirico: “San Mattis da Quantico, Santo Patrono del Caos”. Il Santo, nella sua iconografia pop, fa bella mostra di un coltello e di una granata. Mad Dog può essere certamente riconosciuto come tale, un cane pazzo appunto, anche dal resto del mondo: c’era lui in prima linea nell’assalto frontale all’Afghanistan nel 2001; fu lui a condurre l’aggressione dei Marine contro Baghdad, durante l’operazione “Shock and Awe” [“colpisci e terrorizza”]; e fu sempre lui la mente dietro l’orrenda distruzione di Fallujiah, da parte dell’America, negli ultimi mesi del 2004. Acclamato all’esterno come un fine stratega, si ritirò successivamente dalla funzione di capo del CENTCOM nel 2013.

"Ormai non è la legge francese quella che si applica, non quella della Repubblica, siamo in presenza della costituzione avvenuta di "mini califfati" dove vige la legge islamica, la Sharia che si applica tutti i giorni",questa la denuncia di una deputata del FN. Un video chiarificatore mostra la realtà che vivono molti francesi nel loro stesso paese. La CBN riferiva di recente la realtà che si vive in alcune zone della Francia conosciute come "no-go zones" (zone di non passaggio). In quelle zone, riferiscono gli addetti alla cronaca, si verificano "attacchi di immigrati mussulmani contro i nativi francesi".

di  Luciano Lago Il comando USA ha consentito il trasferimento di 9.000 miliziani dell'ISIS da Mosul (Iraq) verso l'Est della Siria per attaccare Palmira e controbilanciare le vittorie delle forze siriane ad Aleppo. La zona di Mosul si trova  sotto il controllo delle forze aeree e terrestri della coalizione diretta dagli USA: nessun movimento di truppe dell'ISIS (in zona desertica) avrebbe potuto sfuggire agli aerei USA. Sempre più evidente la complicità di USA con i miliziani dell'ISIS. Si dimostra quello che sosteniamo da tempo: l'ISIS è l'esercito mercenario degli USA, utile per tutti gli usi. Lunedì scorso, il ministro degli Esteri russo, Serguei Lavrov, ha dichiarato che l'ultimo attacco dell'ISIS contro Palmira è stata "apparentemente" lanciato  da Mosul, in Iraq, dai "territori pattugliati dagli aerei della coalizione diretta dagli USA".