di Gianluca Savoini Un altro attentato ha seminato morte nel cuore dell'Europa. E anche questa volta l'Europa ha dimostrato che cosa è: una entità guidata da governanti smidollati e popolata purtroppo anche da una grande fetta di illusi e di imbecilli, quelli che credono alle frottole dell'amore universale, all'utopia di un mondo senza frontiere e senza conflitti. I primi sono i veri nemici dell'Europa, ancor più dell'Isis, nemici di un'Europa orgogliosa del proprio passato e della propria identità storica. I secondi sono il prodotto marcio di decenni di propaganda cattocomunista e globalista che ha condannato il richiamo a qualsiasi valore patriottico, identitario, tradizionale, nel nome dell'individualismo, dell'universalismo, del liberismo.

I media tedeschi hanno per la prima volta diffuso informazioni filtrate dall'intelligence del paese, secondo le quali l'Arabia Saudita, il Kuwait ed il Qatar, hanno fornito aiuto finanziario ai gruppi estremisti islamici nel territorio della Germania, lo scrive il Vesti. La Süddeutsche Zeitung, la NDR ed il WDR hanno informato circa l'aumento del numero delle adesioni al salafismo radicale in Germania, avvertendo che questa ideologia dispone già di oltre 10.000 seguaci nel paese. Il servizio Federale dell'Intelligence tedesco- "Bundesnachrichtendienst", abbreviato in BND- e l'Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione - "Bundesamt für Verfassungsschutz", abbreviato in BfV—accusano apertamente i paesi del Golfo Persico del finanziamento delle moschee, delle  scuole religiose e dei predicatori islamici che diffondono questa ideologia (salafita/wahabita)- Da parte sua, la cancelliera tedesca Angela Merkel, incita a proibire il burka in qualsiasi luogo del paese "dove sia legalmente possibile" (quindi al di fuori delle zone ormai sotto il controllo islamico totale).

In alcune dichiarazioni rilasciate alla BBC, il generale Lord Richards ha dichiarato che l'Occidente deve riconoscere il suo fallimento nel conflitto in Siria. "Il governo britannico deve riconoscere che Bashar Al-Assad continuerà a mantenere il potere", ha segnalato. Avendo diretto lo Stato Maggiore dell'Esercito Britannico tra il 2010 ed il 2013, il generale Lord Richards, interrogato circa una sua valutazione sul conflitto in Siria, ha continuato dicendo: "Mi dispiace molto dirlo, tuttavia bisogna riconoscere che abbiamo perso la guerra". Questo perchè il Regno Unito (assieme agli USA ed alla Francia) è stato implicato in quella guerra.

Riepiloghiamo gli avvenimenti di questi ultimi giorni: Un giovane poliziotto di 22 anni ha ucciso l'ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, sparando contro di lui durante una mostra fotografica ad Ankara. L'attentatore è stato poi ucciso in un blitz della polizia turca. "Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui". È questa una delle frasi che l'attentatore avrebbe urlato prima di sparare all'ambasciatore russo. L'uomo è stato identificato come un diplomato dell'accademia di polizia di nome Mert Altintas, di 22 anni. L'omicidio dell'ambasciatore russo è "chiaramente una provocazione" mirata a minare i rapporti russo-turchi e "il processo di pace in Siria promosso dalla Russia, dalla Turchia, dall'Iran e da altri paesi", ha detto Vladimir Putin.

di Pietro Ratto Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano questa nostra "democrazia" consiste nella fortissima distanza che separa la teoria dalla pratica. In teoria siamo liberi. Liberi di scegliere, per esempio, e di partecipare alla vita politica del nostro Paese. Da un punto di vista pratico, però, il più delle volte il nostro voto e la nostra volontà vengono aggirati e messi da parte. Questo meccanismo si riverbera su tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

Guadi Calvo, scrittore ed analista argentino ha rilasciato una intervista Sputnik relativamente ai problemi migratori che sta affrontando l'Unione Europea nell'attualità. Secondo l'esperto, il deterioro delle relazioni tra i cittadini della UE e i rifugiati si deve a fattori come gli attacchi terroristici nelle città europee, gli stupri e le violenze sulle donne occidentali da parte dei migranti e l'aumento nel numero dei furti e delle rapine. Calvo ha sottolineato che, nonostante che non si possa generalizzare e gettare la colpa su tutti i rifugiati, le opinioni circa questi migranti vanno sempre più peggiorando. Questa può essere considerata una delle ragioni dell'aumento del consenso verso i partiti "nazionalisti di estrema destra e neo fascisti".

di Manuel Ochsenreiter Proviamo a dare uno sguardo a cosa è successo ieri ed alle reazioni delle autorità tedesche: subito dopo l'attacco terroristico a Berlino le reazioni sono state praticamente pari a zero. Sono intervenuti i capi di stato e di governo stranieri, per esprimere la loro solidarietà, mentre il silenzio dei politici tedeschi era assoluto ed assordante. Poco dopo hanno finalmente parlato alcuni esponenti politici dei partiti tradizionali che dichiaravano di augurarsi che la tragedia accaduta fosse dovuta ad un incidente e non ad un attentato terroristico. Evidentemente avevano paura delle conseguenze politiche. Il commento più stupido è stato probabilmente quello del vice presidente federale del Partito Socialdemocratico (SPD), che ha affermato: "In una democarazia liberale non è possibile avere certezze assolute". Un affronto sconvolgente nei confronti delle 12 vittime del terrorismo.

Vedere anche se non si vuol credere. di Sonia Ardizzoni Sabato scorso il primo cittadino Merola, il vescovo Zuppi e il rampollo emiliano stile Fratelli Musulmani Lafram tutti insieme sotto l’albero di Piazza Maggiore, Bologna. L’albero, come per magia lacrimatoria mediaticamente orientata, viene al click appositamente spento, mentre i tre oscuri alfieri petroniani vanno a reggere il vessillo dell’aggressione occidentale alla Siria. Immortalati non a caso dietro la stessa bandiera imposta al Paese durante il “protettorato” coloniale francese, lorda di sangue dei bambini siriani da ben prima che qualche scellerato sinistrato cominciasse ad esporre cartelli post orwelliani con la scritta "Save Aleppo". La cornice è quella di Bologna, città la cui amministrazione propone come fiore all’occhiello per il triennio prossimo il progetto della Disneyland del cibo fra i compagni di merende renziani e il prode dei magnamagna italidiotati, Oscar Farinetti. Qualche decina di persone a prendersi un gran freddo che parte dalla mente, ma è il dato di pura propaganda che conta di più.

di  Luciano Lago Mentre tutta l'attenzione dei media si è focalizzata sugli ultimi eventi luttuosi di Berlino, in Siria continuano le operazioni di evacuazione dei civili sotto la attenta sorveglianza delle forze siriane e russe. I terroristi, ancora rimasti trincerati nella zona di Idlib, nei paesi di Al-Foua y Kefraya, hanno creato difficoltà e ritardato il passaggio degli autobus che traspotavano i civili, fra cui malati, feriti e le loro famiglie, lungo la strada che collega Idlib ad Aleppo, la città liberata dalle forze siriane. Risulta che otto autobus sono stati fermati mentre percorrevano la strada Al-Foua-Alepo, a 50 kilómetros dalla loro destinazione. I civili provengono tutti dalle zone a maggioranza sciita. Alcuni degli autobus sono arivati ad Aleppo dopo 12 ore mentre di 5 di questi si sono perse le tracce. In un altro avvenimento, le bande dei miliziani takfiri (i "ribelli moderati" secondo i media occidentali) hanno dato fuoco a molti autobus per impedire l'evacuazione dei civili dalla zona di Idlib. Dagli autobus i terroristi hanno prelevato gli autisi, fra i quali due feriti, e li hanno portati in destinazione ignota, come riferito dalla Mezza Luna siriana. Il governo siriano ha inviato altri autobus per sostituire quelli distrutti. Nostante questo, da Aleppo continua con successo l'evacuazione dei civili ed altri 15.500 sono stati evacuati da aleppo Est.

L'analista argentino Guadi Calvo, nell'analizzare l'assassinio dell'ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov, per mano  del criminale, Mevlüt Mert Altıntas, un poliziotto turco di 22 anni, si è posto varie domande interessanti. Era l'assassino un lupo solitario? Formava parte di qualcuno dei molteplici gruppi terroristici che operano in Turchia, incluso lo Stato Islamico? Si è trattato di un carico di "fattura" al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale da da vari mesi, nella sua corsa verso il "sultanato", ha lasciato da parte centinaia di militari e uomini della sicurezza ? L'analista argentino si chiede se questa sia stata una operazione di un qualche servizio segreto dell'Occidente per dinamitare la crescente alleanza tra Ankara e Mosca, di cui l'ambasciatore Andrei Kárlov, era uno dei più importanti artefici.