L'esperto della Fondazione russa di Cultura Strategica, Nikolái Bobkin, in un suo nuovo articolo, analizza le dichiarazioni dei politici israeliani nell'ambito del "Foro Saban", un convegno che si è svolto negli Stati Uniti, sotto sul tema: "Il posto di Israele nella regione e nel mondo", e arriva alla conclusione che Israele propone a Trump qualche cosa di impossibile". Le istruzioni "squilibrate" di Lieberman Il ministro della Difesa di Israele, Avigdor Lieberman, ha affermato nel suo discorso che qualsiasi sviluppo in Siria deve prevedere la deposizione del presidente Bashar al-Assad e dei suoi sostenitori iraniani, ed ha dichairato di aspettarsi un ruolo più attivo da parte degli USA in Medio Oriente.

Secondo il giornale Izsvetzia, che ha citato una fonte del Ministero della Difesa russo, le forze speciali della Repubblica russa della Cecenia, verranno trasferite in Siria per garantire la sicurezza della base aerea di Hmeymim. La notizia e' trapelata oggi e si e' anche saputo che queste forze appartengono ai battaglioni ceceni di Vostok (est) e di Zapad (ovest). Secondo le informative trasmesse dal giornale russo, queste forze sono destinate a proteggere la base di Hmeymin a Latakia, nord  est della Siria, dove sono installate le unita' aereospaziali russe per avere il controllo del territorio siriano.

di  Luciano Lago I personaggi politici al vertice dei governi occidentali, per lungo tempo avevano esercitato il potere nei loro paesi dando le spalle alla cittadinanza ed occupandosi prevalentemente degli interessi dei grandi gruppi finanziari e della stabilità dei mercati. Al momento di presentarsi alla verifica del loro consenso, sono stati sfiduciati dalle loro opinioni pubbliche e ne hanno pagato il prezzo. Cameron, Obama, Hollande e Renzi non ripeteranno mai le fotografie di rito tutti assieme. Rimane ancora la Mekel come l'unica eccezione, in apparenza, perchè la sua popolarità è ormai in caduta libera presso la sua opinione pubblica.

di  Eugenio Orso La risposta globalista ai bisogni popolari nell’occidente e nel nord del mondo non è stata come quella della celebre Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, al popolo francese in occasione delle rivolte per il pane: “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”! La risposta globalista ai ceti medi in declino e ai lavoratori è ancor peggiore, perché nel nostro caso, avanzando gli squilibri sociali, le insufficienze di reddito e la disoccupazione, le brioches non sono neppure in agenda … La risposta globalista ai bisogni vitali della popolazione è racchiusa nel binomio precarietà/esclusione, nel senso che l’alternativa a una precarietà lavorativa ed esistenziale sempre più spinta è l’esclusione completa del soggetto, la sua invisibilità nella società e tutte le conseguenze nefaste (isolamento, sensi di colpa, addirittura suicidio) del cosiddetto fallimento individuale.

La guerra al terrorismo è stata una "guerra alla verità". Ora i governi cercano di screditare i 'portatori di verità' che sfidano le loro bugie. di Paul Craig Roberts. La guerra al terrorismo è stata contemporaneamente una "guerra alla verità". Per quindici anni - a partire dall'11 settembre 2001 per arrivare alle "armi di distruzione di massa" di Saddam Hussein, ai "collegamenti con al Qaeda", alle "armi nucleari" in possesso dell'Iran, all'"uso da parte di Assad di armi chimiche", alle infinite bugie su Gheddafi, all'"invasione russa dell'Ucraina" - i governi delle cosiddette democrazie occidentali hanno trovato essenziale allinearsi saldamente a queste menzogne al fine di perseguire i propri programmi politici. Ora questi governi stanno cercando di screditare i "portatori di verità" (truthtellers) che sfidano le loro bugie.

Mentre l'Esercito siriano prosegue incessantemente le sue operazioni per la liberazione di Aleppo, Israele si inserisce in modo inaspettato nel conflitto siriano con una attacco a sorpresa, attuato contro le strutture di un aereoporto militare nelle vicinanze di Damasco. L'attacco è avvenuto il Mercoledì all'alba per mezzo di missili terra -terra lanciati contro obiettivi militari situati all'interno dell' aereoporto di Al Mezzeh, in prossimità di Damasco. Gli abitanti della città di Damasco sono stati svegliati da forti detonazioni seguite da colonne di fumo provenienti dall'interno dell'aereoporto. Secondo le autorità militari,  l'attacco ha causato danni ma non ci sono informazioni di perdite subite dalle forze siriane.

di Grete Mautner Se si ha l’impressione che Barack Obama sia stato il primo presidente che ha stabilito stretti legami con organizzazioni terroristiche in tutto il mondo, si potrebbe rimanere un po’ delusi quando si viene a sapere la verità. Anche se Washington è sempre stata aperta sulla lotta al terrorismo, come dato di fatto gli Stati Uniti hanno rifornito svariati gruppi di terroristi in tutto il mondo per minare governi indesiderati, cercando destabilizzazione con conseguente rovesciamento di quei governi che hanno rifiutato di piegarsi ai cosiddetti campioni occidentali della democrazia. Questo è esattamente il modo con cui Washington creò Al-Qaeda nel 1988, per combattere l’influenza sovietica in Afghanistan. Allo stesso modo, un quarto di secolo più tardi, l’amministrazione Obama ha creato e armato la cosiddetta opposizione siriana, che successivamente è stata trasformata in un’arma pericolosa e disgustosa, l’ISIS.

"Non avremmo avuto questa vittima ne' tante altre se il nostro paese fosse stato piu' preparato sui pericoli che sempre si accompagnano all'immigrazione di massa" , ha dichiarato il presidente del sindacato di polizia tedesca. Lo stupro e l'assassinio in Germania di una giovane studentessa di medicina di 19 anni, ad opera di un adolescente rifugiato afgano, ha provocato una reazione frenetica contro la politica delle porte aperte all'immigrazione imposta dalla cancelliera Angela Merkel, come informa il Daily Mail.

di Ireneo Corbacci Questione: il padre ignobile della "riforma" ha dunque perso e, superati i 90 anni, si ritira con la coda fra le gambe, come scrivono alcune giornastute? La risposta è già scritta nelle sue gesta durate già sette decenni: il grande commesso dei dominanti (a stelle e strisce, in this case) non solo non va mai in pensione, ma non conosce nemmeno giovinezza e maturità adulta. Per questa personificazione le età della vita non esistono: egli serve sempre coloro i quali deve servire (che ovviamente possono cambiare restando il mondo lo stesso) e non si arrende mai.

di Luciano Lago Da tempo i rappresentanti diplomatici della Gran Bretagna hanno assunto un atteggiamento da "primi nella classe" nel voler dare lezioni a tutto il mondo ed a volersi ergere a difensori dell' "ordine internazionale", quello per intenderci stabilito dai loro soci di Washington. Tuttavia i britannici sembra che non abbiano ancora somatizzato la perdita del loro Impero e di essere soltanto i reggicoda degli Stati Uniti, la principale superpotenza che cerca di imporre il suo Ordine Mondiale ed i suoi interessi agli altri paesi. Per il resto la Gran Bretagna non è altro che un piccolo paese rispetto alle nuove potenze emergenti nel mondo che giustamente reclamano il rispetto del proprio ruolo e della propria sovranità nazionale.