di Thierry Meyssan La liberazione di Aleppo Est segna la fine del tentativo di rovesciare la Repubblica araba siriana. È stato possibile solo con l’abbandono del Qatar e la parziale inversione di rotta della Turchia. Rimane il fatto una parte della Siria è ancora occupata dai jihadisti al servizio della NATO. Le prossime vittorie militari e la fine della guerra dipendono quindi da negoziati segreti che sono appena iniziati con membri dell’Alleanza Atlantica. La liberazione di Aleppo Est da parte dell’Esercito arabo siriano è stata possibile solo perché alcuni attori stranieri hanno deciso di smettere di sostenere i jihadisti. Il loro ritiro non poteva essere negoziato da parte della Repubblica araba siriana, ma solo dalla Federazione Russa.

Il giorno dopo la drammatica notizia dei 1.666 licenziamenti all’Almaviva Roma, call center del gruppo della famiglia Tripi, vi offriamo una sintesi dei fatti che hanno portato 1.666 famiglie a un Capodanno senz’altro triste. Premesso che poco c’interessa in questa sede delle responsabilità di Renzi e della sua propaganda sulla “soluzione positiva del caso Almaviva” del maggio scorso, passiamo alla nostra ricostruzione degli eventi recenti. A marzo il governo costituisce un tavolo per la crisi del settore dei call center italiani, soggetti a concorrenza di paesi italofoni a basso costo (Albania, Romania) e penalizzato da gare sottocosto sia di privati che della pubblica amministrazione. Il tavolo si riunisce una sola volta. Per quanto riguarda Almaviva: A fine maggio 2016 si raggiunge un accordo tra Almaviva e sindacati favorito dal MISE con la mediazione del sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova (sottolineato dal solito post trionfalistico di Renzi), che sembra chiudere una crisi che coinvolgeva piu’ di 3.000 lavoratori,

di Higinio Polo Non sappiamo quante persone sono morte in Libia a seguito al brutale intervento della NATO nel 2011. Alcune fonti parlano di circa trentamila morti; altri fanno aumentare questa cifra. Nel frattempo, la Croce Rossa stima che ci siano stati circa 120.000 morti, ma non vi è dubbio che la guerra che è stata iniziata dalla NATO ha distrutto il paese e gettato i suoi sei milioni di abitanti di un incubo sinistro. Nel prossimo mese di Marzo, si compiranni sei anni dall'inizio del massacro del popolo libico: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia hanno lanciato un diluvio di bombe e missili da crociera sul paese dalle loro navi ed aerei . Hanno giustificato la guerra e il massacro con una risoluzione, la 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha parlato utilizzare solo le "misure necessarie" per proteggere i civili "che erano minacciati" e che aveva autorizzato una no-fly zone, ma non l' invasione del paese.

Cogliamo l'occasione per augurare a tutti i nostri lettori, in particolare a coloro  che ci hanno seguito e sostenuto finora, un fervido augurio di Buon Anno per loro e  per le loro famiglie.  [caption id="attachment_21781" align="alignleft" width="300"] Buon Anno[/caption] Manifestiamo la speranza che il 2017  sia un...

Marine Le Pen, presidente del Front National e candidata alle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno, si trova nettamente davanti al suo rivale Fillon, secondo gli ultimi sondaggi, cosa che ha messo della paura in tutto lo schieramento compatto dei globalisti, di destra e di sinistra, di Bruxelles e del resto d'Europa, di fronte alla prospettiva concreta  di un possibile asse Parigi-Washington-Mosca. Tuttavia la Le Pen ha il suo "tallone d'Achille" e questo è il denaro (che non ha). A differenza di un Donald Trump, che ha potuto superare l'opposizione del sistema delle grandi banche di Wall Street (tutte concordi a sostenere la Clinton), grazie alle sue ingenti risorse che gli hanno permesso di autofinanziare la sua campagna presidenziale, la Marine non dispone di risorse proprie e necessita di crediti bancari per coprire i circa 20 milioni di euro dei costi stimati di tale campagna. Le banche francesi hanno già dimostrato di esere chiuse a qualsiasi richiesta della candidata sovranista: neppure un centesimo per lei.

Il presidente russo ha risposto a suo modo alle sanzioni imposte dagli USA che prevedono l'espulsione di 35 dei suoi diplomatici dal territorio statunitense. Il presidente della Russia, Vladímir Putin, ha deciso di non espellere alcun diplomatico statunitense dal suo paese ed ha assicurato che non si abbasserà "ad una diplomazia primitiva ed irresponsabile", con riferimento alle sanzioni imposte dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che contemplano l'espulsione di 35 dei suoi funzionari dal territorio statunitense. "Ci riserviamo il diritto di prendere contromisure, ma non ci abbasseremo al livello della diplomazia primitiva, irresponsabile (di Obama), e studieremo i passi successivi per ristabilire le relazioni russo-statunitensi in funzione della politica che voglia applicare il presidente Donald Trump", ha segnalato il presidente russo in una dichiarazione diffusa dal Cremlino.

Pars Today - Barack Obama ha ordinato sanzioni contro dirigenti del governo e dell'intelligence russi in risposta all' hackeraggio delle elezioni americane. Le sanzioni sono una risposta ai tentativi russi di ''nuocere agli interessi americani'': lo ha detto Barack Obama, che ha firmato oggi una serie di ritorsioni contro Mosca. ''Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe'', ha aggiunto. Espulsione di 35 membri dell' intelligence russa e chiusura di due complessi russi in Usa: è una della azioni della risposta Usa alle presunte interferenze di Mosca nelle presidenziali americane.

di  Nikola Mirkovic La prima serie di problemi che si trovano ad affrontare le nostre nazioni dell'Europa sono di carattere endogeno. Noi stessi siamo la prima ragione della nostra decadenza. Il nostro problema fondamentale è il declino della nostra fede cristiana. Vivere in una società cristiana non significa che siamo tutti credenti e tutti dobbiamo essere santi. Dio ci dà la libertà di scegliere, ma la religione, che ci piaccia o no, è la connessione tra terra, la gente e il cielo. E' la tradizione cristiana la bussola che ha portato le nostre nazioni al vertice della civiltà. Col perdere la nostra fede cristiana, stiamo perdendo il nostro tesoro più prezioso che è la nostra vera identità. Questa identità è stata forgiata attraverso secoli di teologia, filosofia, di scienza, con la guerra ed il martirio, e ci ha permesso di definire la nostra cultura e un insieme comune di valori.

di Jacob Cohen In seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ha chiesto  "soltanto" la cessazione degli  insediamenti, non lo smantellamento degli insediamenti ebraici su terreni conquistati con la forza (e mai riconosciuti dalla legge internazionale), Israele ha risposto con la violenza senza precedenti, come un bambino viziato a cui tutto era permesso e che viene improvvisamente rimproverato. Come è possibile che la comunità internazionale abbia  ha avuto la sfrontatezza, la "Hutspa" (insolenza in ebraico)  di voler  mettere un bastone tra le ruote del carro del trionfo del sionismo in espansione?

Il senatore statunitense, John McCain, ha dichiarato mercoledì scorso che il presidente russo, Vladimir Putin, costituisce una "minaccia" per l'ordine mondiale. "Stiamo permettendo a Vladimir Putin di minare l'Ordine Mondiale (...) che deve essere mantenuto, lui, Vladimir Putin rappresenta una minaccia ", ha nanifestato il politico neocon nel corso di una intervista concessa al canale di notizie USA Fox News. Il senatore del Partito Repubbicano, che si trova in visita in Lettonia, ha espresso il suo desiderio che gli "alleati europoei" di Washington siano consapevoli della minaccia (di Putin) e "si uniscano agli sforzi per contenere il comportamento irresponsabile di Putin".