Su questo pianeta è previsto che le cose vadano così: negli Stati Uniti gli apparati del potere (pubblico e privato) decidono quello che vogliono far fare al resto del mondo. Comunicano i loro voleri attraverso canali ufficiali e non, attendendosi una cooperazione automatica. Se questa cooperazione non arriva immediatamente, allora incominciano a fare pressioni, politiche, finanziarie ed economiche. Se anche queste, tuttavia, non producono l'effetto desiderato, allora provano con un cambio di regime, ottenuto con una rivoluzione colorata o un colpo di stato militare, oppure organizzano e finanziano una rivolta che porta, nella nazione recalcitrante, ad attacchi terroristici ed alla guerra civile. Se tutto questo ancora non ottiene l'effetto sperato, allora bombardanola (suddetta) nazione fino a farla ritornare all'età dalla pietra. Questo è il modo in cui sono andate le cose negli anni '90 e nel 2000, ma, ultimamente, è emersa una nuova dinamica.

LONDRA (Pars Today Italian) - Gli Stati Uniti non hanno le risorse economiche e militari per dettare le loro condizioni alla comunità mondiale, le autorità statunitensi dovrebbero passare dalla prassi di "distribuzione dei comandi" alla pianificazione strategica della politica internazionale, scrive la rivista americana “The National Interest”. Nel XXI secolo la natura e la portata delle sfide sono cambiate: la maggior parte dei conflitti e delle crisi si verifica all'interno degli Stati, non tra i Paesi come accadeva in passato, si afferma nell'articolo. Il terrorismo e le guerre civili sono il problema più sensibile degli obiettivi militari tradizionali. Per i governi diventa sempre più difficile prendere decisioni, dal momento che la situazione politica ed economica si sono complicate.

di Ouday Ramadan Sono molti, gli interrogativi che avanzano circa la spinta di Erdogan, il califfo mancato, a buttarsi tra le braccia di Putin. Erdogan stesso apparteneva ad un sistema politico consolidato da circa un secolo, nello scenario politico turco. Un sistema creato e consolidato dallo stesso Kemal Ataturk (fondatore della Turchia moderna). Dopo la caduta dell'Impero ottomano, il sistema politico turco non ha mai trovato pace e stabilità, né all'interno della Turchia stessa, né tantomeno con i Paesi limitrofi. La Turchia ha sempre rappresentato una potenza, nello scacchiere del Vicino Oriente. Tanto è vero che oltre ad essere chiamata Turchia, essa è conosciuta anche con la sua denominazione di "Asia Minore".

Da Redazione - Il vice primo ministro della Repubblica russa della Crimea ha denunciato che esistono campi di addestramento di affiliati dello Stato Islamico nel sud dell'Ucraina. La Crimea ha lanciato un allarme sulla concentrazione di integralisti islamici nel sud della vicina provincia ucraina di Jersòn e del rischio che le centrali nucleari nel territorio dell'Ucraina possano trasformarsi in uno strumento di ricatto contro Kiev. "Abbiamo prove che nella provincia ucraina di Jersòn esistono campi di addestramento degli affiliati dello Stato Islamico, ha denunciato il vicepremier ministro della Repubblica Russa di Crimea, Ruslán Balbek , secondo quanto informa l'agenzia russa Sputnik.

Il segretario generale di Hezbollah , Sayyed Hassan Nasralá, ha consigliato i monarchi dell'Arabia Saudita di non lasciarsi accecare dall'odio e dall'arroganza e trattare i temi della regione attraverso negoziati , avvisando che i loro piani sono destinati a naufragare in forma disonorevole se continuano  ad insistere nel promuovere conflitti. "L'Arabia Saudita ed i suoi governanti hanno una possibilità di contenere la situazione. Gli yemenuiti, i barainiti, i siriani, gli iraniani e gli iracheni sono preparati per i negoziati. Non siate arroganti e non vi fate accecare dall'odio. Meglio dovreste essere voi parte della soluzione delle crisi regionali", ha detto Sayyed Nasralá in un discorso televisivo il venerdì nel pomeriggio, nel corso di una cerimonia in omaggio del comandante di Hezbollah, Ismail Zahri, che è morto la scorsa settimana pr causa di una lunga malattia. Sayyed Nasralá ha avvisato i sauditi che se insisteranno a fomentare conflitti, essi saranno sconfitti ed i piani dei Saud falliranno in forma disonorevole, tutti i dati su terreno si orientano verso tale risultato.

di Luciano Lago Nell'anno 2014, il 9 di Agosto, l'Arcivescovo cristiano iracheno di Mosul, Emil Nona, aveva ammonito l'Europa affermando: "Le nostre sofferenze di oggi sono il preludio dei quelle che anche voi europei e cristiani occidentali dovrete soffrire  in un futuro prossimo". Quelle parole erano profetiche di quanto sarebbe presto accaduto: l'attacco jihadista contro la Chiesa di Saint Etienne du Rouvray in Francia, lo scorso martedì, che è culminato con il primo sacerdote cattolico assassinato dallo Stato Islamico sul suolo europeo, ci ha fatto  ricordare quel monito. [caption id="attachment_18726" align="alignleft" width="300"]Arcivescovo Emil Nona Arcivescovo Emil Nona[/caption] Non fu soltanto l'arcivescovo caldeo a lanciare quell'avvertimento, nell'anno precedente, nel 2013, vi era stata la denuncia del Vicario apostolico di Aleppo, in Siria, Monsignor Giuseppe Nazzaro, il quale aveva denunciato l'indifferenza dell'Europa mentre veniveno massacrate e perseguitate le comunità cristiane d'Oriente con l'aggressione dei gruppi terroristi jihadisti armati dall'Arabia Saudita e dall'Occidente: "Europa cieca e muta di fronte alle soffferenze delle comunità cristiane d'Oriente" , aveva gridato il religioso per svegliare le coscienze degli europei. L'appello fu totalmente ignorato ed oscurato dai media atlantisti che sostenevano la campagna voluta da Washington dell'Assad "tiranno" da abbattere. Vedi: Vicario apostolico d'Aleppo accusa l'Occidente

di Peter Lvov* A quanto pare, Washington ha deciso di schiacciare la Russia con l'Iran e la Siria, senza attendere l'arrivo di Hillary Clinton, quale una  neo-eletta capo di stato. Sembra che dietro le quinte, i governanti d'America abbiano  paura della possibile vittoria di Donald Trump nel corso delle prossime elezioni. Pertanto, essi sono in corsa per raggiungere il loro obiettivo strategico primario - quello di far cadere Vladimir Putin e indurre un cambiamento di regime in Russia ad ogni costo. Nel tentativo di raggiungere questo obiettivo si stanno affidando a due strategie - 1) la caduta dei prezzi del petrolio 2) l'indebolimento della Russia e delle posizioni dell'Iran in Siria. Il recente scandalo con le Olimpiadi, brillantemente organizzato da Washington, Londra, Parigi e Berlino, ha inferto un colpo doloroso per la reputazione di Mosca. Una possibile sconfitta in Siria potrebbe essere ancora più dolorosa, soprattutto se accompagnata da un continuo calo del prezzo del petrolio, che pregiudicherebbe l'economia della Federazione Russa. In questi giorni, l'America non ha tempo da perdere, e non è soltanto per le elezioni presidenziali che le forze dei think tank occidentali devono lavorare tutto il giorno.

La candidata democratica Hillary Clinton inizierebbe una guerra su larga scala in Siria qualora fosse eletta alla Presidenza degli USA. Per questo motivo la candidata del partito verde , Jill Stein, ha esortato i cittadini americani a non votarla e a non appoggiarla. Lo ha detto la Stein ai corrispondenti presenti alla Convention democratica di Philadelfia, nel nord est degli Stati Uniti. Inoltre ha avvertito che questa non sarebbe l'unica guerra, visto il passato della Clinton e le guerre da lei iniziate (Libia e Siria) e la sua ideologia neocon, senza alcun dubbio, una volta alla presidenza,  lei inizierebbe altre campagne belliche in altre aree del mondo.

di  Vladimir Golstein Russia, Iran e Cina ritengono che il mondo multipolare sia l’unica condizione per lo sviluppo futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti. Hanno visto più e più volte come i dettami unilaterali degli Stati Uniti invece di risolvere i problemi, li aggravino, secondo il Professor Vladimir Golstein. Vladimir Golstein è nato a Mosca, ma si recò negli Stati Uniti nel 1979, dove studiò alla Columbia e a Yale. È professore di letteratura e cinema russi presso la Brown University. Il Professor Golstein ha scritto articoli sulle opere di molti autori russi del XIX e XX secolo. Autore dei Racconti dell’eroismo di Lermontov del 1998, Golstein ha ampiamente scritto su politica estera di Russia e Stati Uniti. In un’intervista esclusiva a Khamenei.ir, il Professor Vladimir Golstein interviene su politiche imperialiste degli Stati Uniti, crisi ucraina e siriana, Turchia, Brexit e possibili conseguenze per il mondo.

DAMASCO-"Diversi capi di stato occidentali hanno sostenuto i terroristi per minare la sovranità della Siria e trasformarla in uno dei suoi lacchè". Queste le parole del presidente siriano Bashar al-Assad in un incontro con una delegazione di politici greci, tra i quali il vice presidente della Democrazia Cristiana, Nikos Nikolopoulos e Theodore Katsanevas, un membro del PA.SO.K Assad ha inoltre osservato che questa politica ha avuto conseguenze negative per gli interessi dei loro popoli sia economicamente che in termini di sicurezza. "l'Occidente sta pagando il proprio appoggio ai terroristi in Siria", ha reso noto il capo di stato siriano riferendosi agli ultimi atti terroristici avvenuti in Europa.