Francia, scontri e proteste contro riforma del lavoro di Hollande A Nantes e Rennes dimostranti contro polizia, 10 arresti Parigi, 31 mar. (askanews) - Scontri stamani in Francia tra polizia e manifestanti, scesi in piazza in oltre 200 città contro la riforma del lavoro voluta del governo del presidente Francois hollande e del premier Manuel Valls. Violenza si sono registrate città di Nantes e Rennes, nell'ovest del Paese, mentre dieci persone sono state arrestate a Parigi, all'indomani dell'imbarazzante retromarcia di Hollande sulle modifiche costituzionali in chiave antiterrorismo.

 By Redazione - 31.03.2016. -   Gli ultimi eventi in Siria sono coincisi con la scomparsa della milizia che rispondeva agli ordini dell’Opposizione “moderata”. Sponsorizzato e armato con centinaia di milioni di dollari dai governi occidentali e dalle monarchie arabe, l’Els non è mai stato protagonista. A combattere contro l’esercito governativo erano e sono solo le tante organizzazioni jihadiste - – Nella rapida catena di eventi che riguardano la Siria, tra gli slogan, le ostentazioni e l’esibizionismo di varia natura, i media e gli intellettuali che parlano a nome dell’opposizione siriana non sono riusciti a spiegare all’opinione pubblica la conseguenza più significativa e importante della tregua entrata in vigore qualche settimana fa: ovvero, il totale ritiro dell’Els (Esercito libero siriano) dalla guerra contro il regime.

di Tony Cartalucci C’è indubbiamente una guerra mediatica in corso. Ci sono mentitori convinti, gente che stupidamente ripete le stesse bugie, analisti scadenti ed opinioni promosse al rango di analisi. Per poter distinguere sempre una maggior quantità di informazione dalla disinformazione, si possono usare alcuni sistemi molto semplici. Ma, prima di tutto, bisogna che le persone si dedichino personalmente ad inseguire la verità, non importa dove, avendo il coraggio di accettare una realtà che potrebbe non necessariamente coincidere con la loro attuale percezione delle cose. L’incapacità di comportarsi in questo modo mette in dubbio la validità di tutte le altre metodiche per determinare la veridicità di ogni tipo di resoconto od analisi.

di Luciano Lago La rotta aerea tra Roma e Tel Aviv è ormai molto frequentata dagli esponenti politici della destra italiana: ci sono passati a suo tempo un pò tutti, con poche eccezioni (da Gianfranco Fini ed i suoi collaboratori, con Ignazio La Russa, fino a Gianni Alemanno), per andare in Israele ad accreditarsi presso le Istituzioni israeliane, per ottenere un "lasciapassare" politico che permette di essere considerati affidabili e manovrabili dalla potente lobby. Non poteva mancare anche Matteo Salvini il quale infatti si trova proprio in questi giorni in visita in Israele dove, in compagnia di Giorgetti, di Fontana e di Gianluca Pini, ha incontrato alcuni dei più qualificati membri della Knesset esperti in materia di intelligence, sicurezza, strategia anti-terrorismo.

di  Francesco Maria Toscano Quanto sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo, in maniera sibillina, spiegava come il governo Letta fosse condizionato fin dalla nascita da “manine straniere” (clicca per leggere). E come sono lontani i tempi in cui il M5S- da bravo scolaretto- si limitava a recitare il ruolo di “sfogatoio” buono per assorbire e paralizzare il dissenso delle tante vittime di un sistema politico tradizionale violento, nazistoide e perverso. Oggi le cose sono cambiate. E come insegna il manuale dell’ipocrita perfetto si può dire la verità e difendere gli interessi dei poveri e dei deboli solo stando volutamente all’opposizione; quando si entra nella stanza dei bottoni, invece, bisogna assorbire concetti come “responsabilità” e “moderazione”, termini orwelliani che indicano la disponibilità a garantire continuità sostanziale con il passato fingendo di cambiare tutto solo in superficie. L’eterno risorgere del Gattopardo insomma. Il Movimento 5 Stelle adesso mostra senza pudori il suo vero volto, passando all’incasso dopo avere per anni fatto diligentemente il “lavoro sporco”.

di Thierry Meyssan Non sappiamo ancora chi sia stato il mandante degli attentati di Parigi e Bruxelles. Diverse piste sono state esposte. Tuttavia, solo l’ipotesi di un’operazione decisa dalla Turchia riesce oggi a reggere. Thierry Meyssan racconta il conflitto segreto che tormenta le relazioni tra l’Unione europea, la Francia e la Turchia da cinque anni in qua. È troppo presto per identificare con certezza il mandante degli attentati che hanno colpito Parigi il 13 novembre 2015 e Bruxelles il 22 marzo 2016. Tuttavia, per il momento, solo gli elementi che andremo ad esporre ne forniscono una spiegazione ragionevole. Damasco - 30.03.2016

Un complesso di missili tattici con capacità nucleare Iskander-M si è potuto vedere in un video del canale TV russo Star che ha trasmesso un servizio sulla base aerea russsa di Hmeymin in Siria. Nelle immagini si può vedere il sistema di lancio del missile 9P78-1. Il video dava la notizia di come un aereo da trasporto pesante provvedeva a rimpatriare in Russia tre elicotteri da trasporto che si trovavano in tale base. ll sistema si può osservare nel minuto 5 del reportage che si vede nel video sotto al fondo, in una laterale della pista dove va a decollare l'aereo da trasporto militare An-124 Ruslan.

di  Yusuf Fernandez La sconfitta dell'ISIS a Palmira ha presupposto una dura batosta per l'ISIS, tuttavia questa vale anche per tutti quelli che avevano scommesso sulla vittoria di questo gruppo terrorista per implementare i propri piani in Siria che tendono a smembrare e controllare detto paese. Le successive vittorie dell'esercito siriano hanno portato l'ISIS ad una posizione di estrema debolezza ed all'incertezza se l'annientamento definitivo si trova in vista entro pochi mesi, tanto in Siria come in Iraq. Il 27 di Marzo è, quindi un capitolo glorioso della storia della Siria e dell'obbrobrio e della sconfitta per i suoi nemici. La Turchia è il paese più pregiudicato dalla sconfitta. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si dimostra teso e nervoso davanti alle cattive notizie circa la sconfitta dei suoi alleati dell'ISIS ed ha affermato, in vari viaggi all'estero, che i negoziati di Ginevra sono "inutili" mentre la Russia continua ad aiutare l'Esercito siriano.

di Marco Della Luna A seguito delle recenti stragi in Francia e Belgio, nonché dell’espansione dell’Isis in Medio Oriente e in vari paesi africani, compresa la Libia, anche il mainstream politically correct ha riconosciuto che non siamo alle prese con gesta di fanatici isolati ma con una strategia di espansione islamica diretta anche verso l’Europa. Tematizzare questa realtà, quindi, non è più islamofobia. La geostrategia islamica agisce con tre strumenti principali: -penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari soprattutto dai saudi-salafiti finanziatori del jihad e alleati di Washington; business dell’immigrazione per onlus etc.;

Repressione del Governo Turco contro i curdi: deciso l'esproprio delle case nelle cittadine di Sur e Silopi La popolazione di Sur resiste contro l’esproprio: Resisteremo fino alla fine Un ordine di  esproprio urgente è stato dichiarato dal governo turco a Sur, distretto di Diyarbakir,  di Silopi a Sirnak, a seguito di una decisione del governo. ll governo dell’AKP ha iniziato a stabilire di punto e in bianco le case da demolire. La popolazione di Sur ha dichiarato che lotterà unita contro l’esproprio. I rappresentanti della popolazione hanno dichiarato:”Resisteremo fino alla fine, anche se moriremo. ”Hanno tentato di comprare la nostra vita a Sur dandoci denaro.Tuttavia, saremo contro di loro e resisteremo il più possibile”. I residenti hanno detto che non lasceranno mai le loro abitazioni.