di Eugenio Orso Parlare, oggi, di questione sociale, di scontro di classe, di conflitto, sempre latente nella società spaccata – quella vera, bene inteso, non quella “aperta” e “accogliente” dipinta dalla propaganda neoliberista – non fa audience, non attira consensi, non garantisce un alto share, annoia le masse ridotte a pollastri in batteria. Le annoia quanto o più della geopolitica, spietata e mortifera dal quadrante russo-ucraino a quello medio-orientale, che assieme alla questione sociale determina il nostro destino, individuale e collettivo. La questione sociale è dimenticata, al punto che pare in sonno letargico sotto i livelli della coscienza e della memoria, completamente oscurata dalle “battaglie” per i diritti civili e delle minoranze, orchestrate dalle élite global-finanziare, dai loro servitori politici locali e dall’intero apparato ideologico, massmediatico e accademico, come lo chiamo io, a completa disposizione del sistema che ci imprigiona.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, nel corso di una sua visita in Bulgaria, ha avvisato che la crisi dei rifugiati che sta affliggendo l'Europa è divenuta un problema di sicurezza pubblica e presuppone una minaccia per gli europei ed in particolare per le donne. " Va bene che affrontiamo discussioni sui principi, accoglienza o non accoglienza, integrazione, ecc.. adesso però dobbiamo prima di tutto proteggere la gente. Gli europei si trovano sotto minaccia, in particolare le ragazze, le più deboli e quelle che non possono difendersi", ha assicurato il politico ungherese nel corso di una conferenza stampa a Sofia, tenutasi  assieme al suo omologo bulgaro, Boiko Borisov.

Le forze yemenite che combattono sul terreno, resistendo all'aggressione dell'Arabia Saudita e dei suoi alleati statunitensi e britannici, hanno inflitto ieri un duro colpo all'esercito di mercenari utilizzato dagli USA per venire in aiuto dei sauditi, in forte difficoltà per la resistenza opposta dagli yemeniti, un popolo di guerrieri. Risulta essere stato ucciso infatti, nella provincia di Lahij, sud est del paese, Nicholas Butros, il comandante statunitense dell'impresa privata Blackwater, che ha traferito i suoi reparti di mercenari nella penisola arabica affiancando le forze saudite.

di Tony Cartalucci Oltre a combattere l’auto-proclamato “Stato Islamico”, l’Occidente cerca una “transizione politica”, il ché significa che in realtà, esattamente come aveva cercato di fare sin dal 2011 e ancora prima, l’Occidente si aspetta ancora che l’attuale presidente siriano Bashar al-Assad si ritiri, e che un regime fancioccio, più affine ai gusti occidentali, sia installato al suo posto. E mentre l’Occidente dichiara, come parte del “trattato di pace”, di cercare di porre fine allo Stato Islamico, esso non fa alcuna menzione degli stati che sponsorizzano la sua esistenza, tra i quali, per coincidenza, figura lo stesso Occidente.

Alle porte di Dunkerque, nell’estremo nord della Francia vicino a Calais, nel «peggior campo di migranti d’Europa», c’è stata martedì sera una sparatoria. Cinque persone sono rimaste ferite in quello che al procuratore della Repubblica locale Eric Fouard sembra un «regolamento di conti tra bande». L’aspetto più inquietante è che, secondo alcune testimonianze, potrebbe essere stata invece una spedizione punitiva contro i cristiani. MAGGIORANZA DI MUSULMANI. Il campo di Grande-Synthe è abitato da almeno 3.000 migranti, costretti a vivere in condizioni precarie nella speranza di poter raggiungere prima o poi l’Inghilterra. La popolazione è composta al 95 per cento da curdi (siriani e iracheni) e da iraniani. Oltre il 90 per cento dei residenti sono musulmani, mentre una piccola minoranza è costituita da cristiani.

di Félix Román Negrín Rodríguez Noi come esseri umani, lungo tutta la nostra la Storia abbiamo lottato e lavorato, molte volte in condizioni molto precarie per ottenere il pane per i nostri figli, il pane che garantisce che i nostri figli possano alimentarsi e che possano avere una eccellente salute e che, con libertà e senza paura, si possa rivendicare i nostri diritti di avere una alimentazione sana ed equilibrata, un lavoro dignitoso, senza sfruttamento con amplie garanzie di libertà e dignità per la popolazione. Le denominate "marce per la dignità" che si sono svolte in molti paesi del mondo per rivendicare giustamante tutti questi diritti, sono andate spegnendosi poco a poco. Dobbiamo tornare nuovamente a rivendicare tutti questi diritti che ci stanno venendo negati di volta in volta con leggi imposte, con proibizioni, con la scusa di proteggere le nostre libertà quendo invece avviene tutto il contrario.

di G. Cirillo "Accade forse non di rado che uomini dalle aspirazioni alte e nobili debbano superare la lotta più dura nell’ infanzia ……. se si è provato qualcosa di simile, nella vita non potremo mai consolarci di sapere chi sia veramente stato il nostro nemico più grande e pericoloso (la famiglia)". F.Nietzsche "La famiglia deve essere superata". Osho Oggi si celebra il Family Day,  ipocrita manifestazione collettiva come non se le vedevano da tempo, però utile a dividere il gregge tra famiglia “tradizionale” e famiglia “arcobaleno”, mentre sullo sfondo si consumano drammi di portata storica come la crisi irreversibile del capitalismo, la terza guerra mondiale liquida e dissoluzione del tessuto sociale, economico e produttivo.

di Luciano Lago I media israeliani affermano oggi che unità dei combattenti di Hezbollah sono entrate nella città di Sheij Miskin, en la provincia de Daraa, assieme ai reparti dell'Esercito siriano, cosa che ha inquietato le autorità israeliane, visto che questa località si trova a pochi Km. dal confine del Golan. I media israeliani sostengono che questo costituirebbe una violazione degli accordi intercorsi tra il presidente russo Vladimir Putin ed il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahyu, secondo i quali, a detta delle fonti israeliane, non si doveva permettere alle forze iraniane o a quelle controllate dall'Iran, come Hezbollah, di avvicinarsi alle frontiere di Israele. Le forze di Hezbollah hanno conquistato questi caposaldi nella provincia di Deraa e questa azione costituirebbe una violazione degli accordi.

di  Alain Soral Iniziamo dal Mondialismo. Il mondialismo non è la mondializzazione. La mondializzazione è un processo ineludibile di interscambio materiale dovuto al progresso tecnico. Non possiamo opporci a questo e neppure sarebbe auspicabile farlo. Il rifiuto della mondializzazione non è il desiderio di un ritorno all'indietro della civilizzazione, un rifiuto del progresso. Quello che si mette in atto di accusa è il mondialismo. Il mondialismo è un progetto ideologico, una sorta di religione laica che lavora per imporre un governo mondiale e per la dissoluzione di tutte le nazioni del pianeta in una unica umanità.

di  Luciano Lago Continua la campagna mediatica occidentale per diffamare il Presidente russo Vladimir Putin. Una campagna diretta da Washington e Londra che si giova di un poderoso apparato mediatico e della complicità' dei governi degli USA e del Regno Unito. Non si è' spento ancora l'eco delle accuse mosse a Putin di essere il mandante dell'omicidio dell'ex agente russo Aleksandr Litvinenko, sulla base di indizi  precostituiti  dalle autorità britanniche, che gia' iniziano nuove accuse, in questo caso di "corruzione" lanciate dagli USA.