In verità già siamo in guerra. Una guerra innescata dal conflitto tra due civiltà: la terra della civiltà, oggi rappresentata dalla Russia, e il mare della civiltà, ora rappresentato dagli Stati Uniti. E’ un conflitto che si ripete nella storia. Gli antagonisti sono due sistemi: l’uno si basa sul commercio, l’altro sul valore dell’uomo; così fu con Cartagine contro Roma, con Atene contro Sparta. di Aleksandr  Dugin In determinate epoche storiche questo conflitto raggiunge momenti di estrema tensione. Siamo di nuovo in questa fase. Siamo sull’orlo della guerra, di una guerra fatale perché può diventare l’estrema battaglia delle nostre vite. I due grandi avversari – gli Stati Uniti e la Russia – sono potenze nucleari e una guerra tra loro è destinata a coinvolgere tutte le nazioni della Terra. Può determinare la fine dell’umanità. Questo, naturalmente, non è sicuro, ma non può essere affatto escluso.

Si scrive laicità, si legge massoneria. Sempre più scoperto il gioco di connivenze ed intrecci tra istituzioni e grembiulini, impiantato in Francia. O meglio, non solo in Francia, sebbene qui, dove i “poteri occulti” si sentono evidentemente più “forti”, escono maggiormente allo scoperto. Quella che l’agenzia Médias-Presse-Info chiama esplicitamente una «collusione tra il potere socialista ed il Grand’Oriente di Francia» non si limita più a grandi manovre politico-economiche-finanziarie degne del gioco Monopoli, bensì anche in scambi di cortesie e strizzatine d’occhio.

di Finian Cunningham Il Segretario si Stato degli USA, John Kerry si trovava a Mosca questa settimana per una motivo che soltanto può essere descritto come uno smaccato  tentativo di corrompere la Russia. La tacita questione posta da Washington è la tentata azione di forzare il braccio di Mosca per farsi consegnare su un vassoio la testa del leader della Siria, Bashar Al-Assad , in cambio di questa gli USA richiamerebbero i “cani da guerra” dell'Ucraina. Questo era per Kerry il secondo viaggio di quest'anno in Russia, nel corso del quale ha avuto conversazioni con il suo omologo russo, Serguei Lavrov, ed il Presidente Vladimir Putin. Dalle informazioni ricevute attraverso la "Voice of America", il governo degli USA ha proposto di trattare assieme le due questioni , quella della Siria e quella dell'Ucraina. La stessa fonte ha citato un alto funzionario di Washington del Dipartimento di Stato USA dicendo che, nel corso della sua missione, Kerry ha affermato che “Assad continua a dare quei messaggi negativi per cui "la Russia ha necessità  per trattare con lui”.

di Luigi D'Alife ll Kurdistan turco è sottoposto ormai da mesi ad un feroce attacco da parte dello Stato turco. Carri armati per le strade, città assediate, quartieri bombardati e una scia di sangue che non smette di scorrere. Attraverso le dichiarazioni di coprifuoco, Erdogan sta compiendo una nuova pulizia etnica. 200.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. “Le montagne erano piene di morti, le valli erano scosse dalle urla delle persone, i fiumi scorrevano tinti di rosso del sangue”. Gonul Tepe, giornalista e politica Curda, sul genocidio di Dersim nel 1937.

Mosca è pronta a far la guerra, ma non la vuole. Gli USA, la NATO e la Turchia, tuttavia, spesso si comportano come se la volessero. di Pepe Escobar Nessuno ha bisogno di leggere il saggio di Zbigniew Brzezinski del 1997, "La Grande Scacchiera", per sapere che la politica estera USA ruota attorno un unico tema dominante: impedire - con tutti i mezzi necessari - l'emergere di una potenza, o più potenze, in grado di ridimensionare la prepotenza unilaterale di Washington, non solo in Eurasia ma in tutto il mondo. Il Pentagono trasmette lo stesso messaggio incorporato nella neolingua: la dottrina della Full Spectrum Dominance ("dominio sull'intero spettro" ndt). La Siria sta portando tutti questi presupposti a crollare come un castello di carte.

di Laura Carlsen Sempre più mercenari latino-americani si dimettono dai ranghi che ricoprivano nei rispettivi eserciti nazionali, per andare a combattere nel deserto dello Yemen, con l’uniforme degli Emirati Arabi Uniti. Sono stati arruolati da compagnie private americane e, in alcuni casi, direttamente dal governo arabo che, grazie alle sue enormi riserve di petrolio, è la seconda maggiore economia della regione. Un articolo del New York Times ha rivelato come siano stati dispiegati nello Yemen 450 soldati latino-americani, fra cui Colombiani, Panamensi, Salvadoregni e Cileni. I mercenari, prima di essere mandati in prima linea, vengono addestrati negli Emirati Arabi Uniti, in parte anche da personale americano.

Non ci può essere alcun piccolo dubbio ora: dopo decenni di fallimenti catastrofici degli Stati Uniti nel fare progressi significativi nell'eliminazione di anche uno solo uno dei numerosi gruppi jihadisti nel mondo, questo è dovuto all'ultimo segreto dell'assistenza cruciale in corso da parte del governo americano a questi gruppi, e questo supporto del governo americano ha intenzionalmente alimentato tutti i recenti eventi terroristici, soprattutto in Siria Libia ed in altri paesi che erano stati alleati con la Russia, ma che potevano trasformarsi in terreno degli jihadisti. In questi paesi ("nemici' degli Stati Uniti) il governo degli Stati Uniti definisce "moderati" i gruppi jihadisti ed 'a favore della democrazia'. Ma nei paesi chiave cristiani, ebraici e musulmani sciiti, invece vengono chiamati 'terroristi', che è quello che realmente sono.

Parliamo di Paolo Iglesias, il ciarlatano della CIA a Madrid, creato in un primo momento come una forma di "dissidenza controllata" neo progressista per ossigenare il sistema disattivando e neutralizzando le lotte politiche nelle piazze, il personaggio politico che viene mistificato costantemente dalla caverna più reazionaria ed estremista della Spagna come uno "stalinista bolivariano" che minaccerebbe di trascinare la Spagna nel tunnel del più estremo "chavismo" ed in una sorta di  "rivoluzione di Ottobre".

di Pepe Escobar * Nessuna meraviglia che i seguaci della Full Spectrum Dominance nella Beltway [i circoli del potere di Washington, NdT] ed oltre siano in piena crisi di diniego. Guardano alla scacchiera Siriana e, mentre i giochi di potere continuano, vedono la Russia sistemarsi comodamente, con tutta una serie di basi aeree e terrestri, per portare avanti, in un prossimo futuro, ogni genere di operazione in Medio Oriente e in Nord Africa. Chiaramente il Pentagono non se ne era neanche accorto. E questo non è che l’inizio. Più avanti, lungo la stessa strada, ci si può solo aspettare una maggior collaborazione militare fra Russia, Cina ed Iran in tutta l’Asia sud-orientale. Il Pentagono considera alla stregua di minacce Russia, Cina ed Iran, i punti nodali dell’integrazione euroasiatica.

di Luciano Lago Eravamo abituati a vedere il fiorentino Matteo Renzi ai summit europei "saltellare"allegro accanto alla Angela Merkel e chiamandola sempre per nome: ""Angela stai tranquilla, faremo i compiti a casa, Angela stai serena...., Angela mi ha detto che ....siamo in linea con i conti...".ecc.. Improvvisamente adesso Renzi arriva a Bruxelles e lancia delle polemiche contro "l'Unione Europea a guida tedesca", contesta che l'Italia (ed il suo governo) venga sanzionato per non avere effettuato i controlli e preso le impronte digitali ai migranti e profughi, si permette perfino di contestare il doppio gioco della Germania che ha fatto prorogare frettolosamente le sanzioni alla Russia senza discussioni e nel frattempo le aziende tedesche fanno business con la Russia.