Un Natale di guerra per le donne siriane. Appartengono alle comunità siriache ortodosse o cattoliche. Sono giovani donne che hanno rinunciato ai loro studi, al lavoro ed alle loro famiglie per "combattere contro l'idea che una donna vale soltanto per le incombenze della casa e dell'estetica". Si chiama Babilonia, una donna siriana di 36 anni che ha messo da parte il suo ruolo di madre ed il suo lavoro per unirsi alle sue compagne cristiane che combattono contro lo Stato Islamico (ISIS) nel nord est della Siria.

Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha visitato l'antica cattedrale cristiana di Notre Dame, ubicata nel quartiere di Abassyn, a Damasco, nella zona est della capitale, come hanno riportato l'altro giorno i giornali siriani. Nelle foto pubblicate, il mandatario siriano (descritto come "tiranno sanguinario" dai media occidentali) accompagnato dalla sua sposa, Asma Assad, dialoga con i componenti del coro di Farah-Alegria in arabo- que stava facendo le prove per i festeggiamenti crisitani per le prossime feste natalizie.

di Luciano Lago Il fenomeno dell'immigrazione di massa che ha toccato la sua punta massima quest'anno in Europa sta suscitando una corsa accelerata alla realizzazione di quella società aperta e multiculturale che da molti ambienti politici e dagli intellettuali della cultura dominante veniva auspicata come prossimo futuro dell'Europa destinata a cambiare la sua connotazione sociale e culturale nell'arco di un certo numero di anni. Buona parte di questa immigrazione è costituita da popolazioni  mussulmane che provengono da paesi come la Siria, l'Afghanistan, il Pakistan ed altri paesi asiatici, africani o mediorientali, afflitti da conflitti e destabilizzazioni. Tutto indica che questo afflusso ecezionale di migranti che si sta sviluppando nell'arco degli ultimi anni porterà ad un forte incremento nella quota di popolazione mussulmana già presente in molti paesi europei. Tutti i responsabili dell'Unione europea ci dicono che questo è un fenomeno ineluttabile e che sarà un processo positivo che e che nel giro di poco tempo vedrà attuarsi l'integrazione nelle società europee di una grande massa di popolazione proveniente da altre culture con una conseguente trasformazione sociale e dei costumi delle popolazioni d'Europa.

di Salvo Ardizzone Nel luglio scorso, quando gli uomini della sicurezza in Afghanistan hanno aperto il bagagliaio dell’auto di Shahidullah Shaid, il numero 3 dell’Isis locale appena ucciso da un drone americano, invece di trovare armi hanno scoperto un carico di reperti archeologici correttamente catalogati e imballati. Quel ritrovamento, che può apparire strano ai più, accende i riflettori su una realtà perfettamente nota alle “intelligence” di tutto il mondo: il commercio clandestino di antichità costituisce la terza fonte di finanziamento dei terroristi, dopo il traffico di droga e di armi e addirittura prima del contrabbando di petrolio, del traffico di esseri umani e dei rapimenti.

di Andrea Baranes Nonostante la crisi l’Europa si sta muovendo verso un’ulteriore espansione della sfera finanziaria. Un’analisi del cosiddetto “documento dei cinque presidenti”, presentato a giugno 2015 da Jean-Claude Juncker Se in Italia dopo anni di recessione si è rivisto un segno più davanti al PIL, la modesta crescita sembra dipendere da fattori esogeni: sia l’euro sia le materie prime, e il petrolio in particolare, sono ai minimi storici. Un euro debole favorisce le esportazioni, mentre una bassa quotazione del petrolio rende meno gravose le importazioni, con ripercussioni positive sulla bilancia commerciale e sul PIL. Una situazione che non può nascondere il disastro di una disoccupazione giovanile che nel mezzogiorno si attesta ben oltre il 50%, una produzione industriale crollata di oltre il 25% dal 2007 a oggi, mentre nello stesso periodo i poveri assoluti passano dal 3,1 al 6,8% della popolazione italiana.

Konashenkov: Le accuse  contro la Russia per coprire tragedie ad Aleppo, Kunduz, Falluja Mosca, 23 dic. (askanews) - Il portavoce del Ministero russo ha smentito categoricamente  le pesanti  accuse diffuse da Amnesty International circa le vittime civili provocate dai raid russi in Siria e ha puntato  il dito contro gli Usa che strumentalizzerebbero le Ong (come Amnesty International) per deviare l'attenzione dagli "errori"  (crimini) commessi dai contingenti statunitensi in Iraq, Siria e Afghanistan. " Sono tutte Falsità" ha dichiarato  il ministero della Difesa russo,  attraverso il suo portavoce Igor Konashenov. "Trattasi di manipolazioni dei nostri colleghi Usa che buttano fango addosso agli altri, per distrarre l'opinione pubblica mondiale dalle tragedie che hanno causato morti e sofferenze di civili ad Aleppo, Kunduz, Falluja e in altre città", ha detto Konashenkov alla stampa, compresa l'agenzia askanews, che chiedeva un commento sulle accuse lanciate da Amnesty per presunti 200 morti civili dall'inizio dei raid russi.

"Gli aerei russi e siriani hanno portato a termine missioni di combattimento in forma separata ma in alcuni casi hanno realizzato operaziono congiunte contro le posizioni dei gruppi terroristi nella provincia di Homs", nel centro della Sira, in particolare nella zona della città di Mahin, ha informato l'Esercito. "I bombardieri russi hanno attaccato i centri dell'ISIS vicino l'antica città di Palmira, Quariatain e Mahin, più di 20 volte infligendo grandi  danni alle  postazioni dei miliziani jihadisti", ha segnalato l'Esercito.

di Luciano Lago I sostenitori della UE dichiarano una illimitata fiducia nelle istituzioni comunitarie proprio nel momento in cui in tutto il continente cresce la ribellione e la contestazione alle politiche economiche ed al sistema di regole imposto dall'Unione Europea. Viene detto che, per curare le carenze delle varie situazioni di crisi e di sfiducia generate dalla politica neoliberista attuata dalle istituzioni comunitarie e fatta propria dai governi, "occorre più Europa", ovvero maggiore sottomissione all'oligarchia tecnocratica europea e cessione di sempre maggiori quote di sovranità. Sono i discorsi che in Italia facevano ad ogni piè sospinto i Giorgio Napolitano, i Mario Monti, i Letta ed ogni giorno ce lo ripete la Laura Boldrini e tanti altri, accompagnati dal coro dei grandi media e dei loro opinionisti (a libro paga delle centrali finanziarie) salvo qualcuno che adesso inizia a vergognarsi di questo servilismo verso le istituzioni europee.

Il presidente dell Turchia, Recep T. Erdogan ha assicurato di aver ordinato al suo esercito di continuare tutte le operazioni militari fino allla eliminazione completa del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). "L'organizzazione terroristica ed i suoi affiliati saranno seppelliti nelle trincee che loro stessi si sono scavate", ha promesso il presidente turco, alludendo ai militanti del PKK. Dallo scorso Luglio, il governo di Ankara ha messo fine ad una tregua che durava da due anni e si stanno registrando ogni giorno scontri tra i miliziani curdi ed i soldati dell'Esercito turco nelle regioni al sud del paese.