Nel contesto  geopolitico mondiale, l'anno 2015 si caratterizzerà per una maggiore integrazione in Eurasia, mentre gli Stati Uniti si andranno allontanando poco a poco dalla zona. Il 2015 sarà testimone di una completa integrazione geostrategica che eroderà progressivamente l'egemonia del dollaro USA come valuta di riserva e, soprattutto, del petroldollaro, secondo quanto ritiene il giornalista ed analista politico Pepe Escobar , in un articolo pubblicato da "Sputinik International".

di J.C. Collins Dal 1944 il mondo finanziario era stato centralizzato attorno al dollaro americano unipolare, ma sta ora passando per una forma di temporaneo decentramento con l'implementazione della Banca per lo Sviluppo dei BRICS e l'Intesa sulla Riserva di Evenienza, a guida orientale. Il dollaro unipolare era supportato soprattutto da istituzioni che a prima vista sembravano controllate dagli USA, ma che a ben guardare erano dirette dagli stessi interessi bancari dietro alle istituzioni dei BRICS. Queste istituzioni occidentali sono: la Federal Reserve, la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale per il Commercio e il Fondo Monetario Internazionale. A queste si possono aggiungere la Banca per lo Sviluppo dei BRICS e l'Intesa sulla Riserva di Evenienza, quali strumenti economici dei medesimi interessi bancari.

di Gianni Petrosillo In Russia l’Opposizione è imbavagliata e controllata. Questa è la vulgata che domina sui media internazionali. Ovviamente, si tratta di una frottola. L’Occidente si fa sempre delle strane idee sulla legittimità del dissenso e sulle modalità di partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale, almeno nei paesi che non fanno parte del suo circuito. Al suo interno vale la regola perenne che nulla deve mettere in pericolo l’ordine democratico mentre fuori dal suo recinto sono permesse numerose eccezioni. La libertà d’azione dei singoli e dei gruppi ha limiti ben precisi nei regimi democratici, a protezione della legalità, dell’integrità degli equilibri costituzionali e degli apparati che concorrono ad assicurare armonia e stabilità dell’edificio istituzionale. Esattamente gli stessi principi che vengono violati all’esterno allorché si ricorre, per interessi geopolitici, a macchinazioni e sotterfugi finalizzati ad originare artificiosamente situazioni di dissenso pubblico.

di Rodolfo Bueno * Come andranno a rispondere i russi alle sanzioni varate dagli Stati Uniti? A questa domanda, che hanno rivolto di recente al Presidente Vladimir Putin, lui ha risposto: "Bisogna essere molto cauti, perchè loro possono fabbricare dollari e noi no". Se fosse stato per me, avrei aggiunto: loro possono fabbricare "finzioni" e noi no. L'ultima finzione del Presidente Obama è stata quella di congratularsi del grave danno che le sanzioni occidentali causano alla Russia, desiderio morboso a cui non si addicono le barzellette e la satira con cui i russi hanno preso questo meschino castigo, la gigantesca celebrazione del Nuovo Anno in tutta la Russia ed il messaggio di fine anno del Presidente Putin, in cui sottolinea che il superamento di tutti i mali si trova nelle mani dello stesso popolo russo. Più in là di queste parole, il fatto stesso che Putin abbia potuto dare questo messaggio implica il fallimento dei sogni da sciacallo fatti da coloro che hanno tentato di rimuoverlo dal potere attraverso un nuovo Maidan nella Piazza Rossa di Mosca, visto che, al contrario di quello che speravano, le così dette sanzioni lo hanno rinforzato. Da questo si intende che i russi non sono così facilmente assoggettabili.

Rostislav Ishenko* Nel 2014 l’attenzione della società russa, e in misura significativa della comunità internazionale, s’è concentrata sull’Ucraina. Ciò è comprensibile per gli eventi drammatici che si svolgevano in questo territorio, ma non è corretto, dal punto di vista dei processi globali gli eventi in Ucraina sono solo un pallido riflesso. La crisi ucraina è la logica continuazione delle crisi siriana e libica iniziate nel 2011 e proseguita fino ad oggi, e della crisi georgiana del 2008. Tali crisi erano fasi dell’attacco coordinato degli USA alla Russia. In realtà negli ultimi sei anni il confronto globale tra Mosca e Washington è entrato nella fase aperta, dal 2008 su iniziativa degli Stati Uniti e da allora si amplifica. In tale sequenza il 2014 è fondamentale.

"Rifiuto questa onorificenza perchè ritengo che non spetti al Governo decidere chi sia onorabile e chi no", afferma l'autore del libro" Il Capitale nel XXI secolo". A suo tempo molto vicino all'attuale presidente della Repubblica, l'economista ha alzato ultimamente il tono delle sue critiche contro la politica dei tagli attuata da Valls. Thomas Piketty, considerato il guru francese dell'economia, autore del "Il Capitale nel XXI secolo", ha annunciato questo Giovedì che si rifiuta di ricevere la massima onorificenza civile che un cittadino francese possa ricevere, la Legion d'Onore. Rifiuto questo riconoscimento perchè non ritengo che spetti al governo decidere chi è onorabile e chi no", ha afermato Piketty nelle sue polemiche dichiarazioni rilasciate all'agenzia AFP. "Farebbero meglio a concentrarsi su come risuscitare la crescita economica in Francia ed in Europa", ha aggiunto l'economista.

L'impresa israeliana per il Petrolio ed il gas "AFEK", ha iniziato le sue operazioni di perforazione nel Golan siriano occupato, nella zona denominata "El petroleo 5", dove sono arrivati vari veicoli pesanti per iniziare quelle che l'impresa definisce "perforazioni di prova", come preludio all'inizio di altre operazioni reali nell'arco di due settimane. I preparativi per iniziare i lavori di perforazione sono stati fatti dopo che un Tribunale Supremo israeliano aveva dato luce verde all'impresa israeliana per rubare il petrolio del Golan occupato (dopo la guerra del 1967). L'azione ostile di Israele, avviene dopo che l'ONU aveva reiterato la sua richiesta al governo di Tel Aviv di cessare l'occupazione israeliana e di adempiere alle risoluzioni già emesse circa il Golan siriano occupato, in particolare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.497 dell'anno 1981 che considera nulla e senza effetto legale l'imposizione delle sue leggi sul territorio occupato del Golan.

di Simone Sauza Su Mafia Capitale si è detto e scritto relativamente tanto. Eppure sembra non averci insegnato nulla. Del resto, l’errore più grande che si possa fare è relegarlo in qualche anfratto della memoria collettiva come uno dei tanti casi di corruzione, tanto per alimentare il misero qualunquismo del “so’ tutti ladri!”. Il procedere caso per caso, scandalo per scandalo, empiricamente, non solo è poco utile, ma è letteralmente dannoso. Come quando si pensa che Mafia Capitale sia un problema di Roma; o quando si tratta la Mafia come una specie di villain dei fumetti. È la visione sistematica di queste vicende (Mafia capitale come il Mose o la Tav) a mancare.

di Peter Koening * Washington è determinata a scatenare una guerra contro la Russia. Fa tutto parte del PNAC (Plan for a New American Century, Piano per un Nuovo Secolo Americano) per dominare il mondo. Dopo la Russia, la Cina dovrebbe seguirla. Questo è il piano. La Cina è circondata, ora, mentre ne parliamo. Non importa che Russia e Cina abbiano di recente concluso un patto, una stretta alleanza finanziaria e militare – quasi impossibile da sconfiggere. A meno che – e qui sta il nocciolo della questione – a meno che Washington non inizi una guerra nucleare totale, distruggendo il pianeta, incluso se stessa – ma soprattutto l’Europa. Dei 28 Paesi membri della NATO, 26 sono in Europa, di cui 12 in Europa orientale, Paesi che erano il “cortile di casa” della ex Unione Sovietica. E tutto ciò è accaduto nonostante la promessa di Washington, al momento della caduta del Muro di Berlino, di non di espandere la NATO verso est. Una menzogna e un vero affronto verso la Russia.

I paesi che compongono la UNASUR ("Union de Naciones Suramericanas") hanno manifestato il loro rifiuto verso il progetto di legge con cui il governo Nord Americano pretende di emettere sanzioni contro il Venezuela e che rappresenta un'altra evidente ingerenza dell'Amministrazione di Obama nella politica interna dei paesi della regione. L'informazione è stata diffusa attraverso un comunicato emesso dal Ministero degli Esteri dell'Organizzazione in data 26 di Dicembre, in cui il blocco dei paesi latinoamericani aderenti all'Organizzazione hanno tutti condannato in forma categorica l'approvazione del progetto di legge con cui la Nazione Nord Americana trasgredisce "il principio di non interferenza nei fatti interni di altri Stati e non contribuisce alla stabilità, alla pace sociale e la democrazia in Venezuela".