L’onda anti-Islam in Europa Gli ultimi dieci anni hanno visto un aumento dell’islamofobia in Francia e più in generale in Occidente. Secondo Raphaël Lioger, la  « grande svolta» (a partire dalla quale l’islamizzazione è considerata dai responsabili politici come un problema rilevante) avviene in Francia nel 2003, anno dell’intervento americano in Irak. Ѐ in questo periodo che nasce un insieme di associazioni anti-islamiche, come l’Osservatorio dell’islamizzazione, Bloc Identitaire, Riposte Laïque o ancora Ni Putes Ni Soumises. Sempre nel 2003, François Baroin, su richiesta dell’allora Primo Ministro Jean-Pierre Raffarin, fa una relazione dove propone una nuova concezione di laicità. Essa porterà al voto della prima legge anti-velo nel marzo del 2004. Ne seguiranno altre che contribuiranno a escludere le manifestazioni visibili della religione musulmana da un numero sempre crescente di luoghi pubblici.

C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista nuovo significato di Alessandro Aramu. Nel 2012 la città di Baba Amr, nel distretto di Homs, venne riconquistata dall'Esercito Arabo Siriano dopo circa un anno di assedio e bombardamenti. Baba Amr era una roccaforte dei ribelli. La sua capitolazione avvenne in poche ore. C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista un nuovo significato, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente Hollande che ha ribadito la sua volontà di combattere il terrorismo "in ogni sua forma" e "dovunque".

di Thierry Meyssan Mentre molti francesi reagiscono all’attacco contro Charlie Hebdo denunciando l’Islam e dimostrando per le piazze, Thierry Meyssan osserva che l’interpretazione jihadista è impossibile. Mentre avrebbe interesse a denunciare un’operazione di al-Qaida o del Daash, propone un’altra ipotesi, molto più pericolosa. Il 7 gennaio 2015 un commando ha fatto irruzione a Parigi, nei locali di Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone. Altre 4 vittime sono ancora in gravi condizioni. Nel video si sentono gli attentatori gridare "Allah Akbar!" e "abbiamo vendicato Maometto". Una testimone, la vignettista Coco, ha detto che si proclamavano affiliati ad al-Qaida. Non c’è voluto molto affinché molti francesi denunciassero l’attentato islamista. La missione del commando non ha alcun legame con l’ideologia jihadista Infatti, i membri o simpatizzanti di Fratelli musulmani, al-Qaida o Daash non si accontenterebbero di uccidere dei vignettisti atei, ma avrebbero prima distrutto gli archivi del giornale sotto i loro occhi, come fanno nelle loro azioni in Nord Africa e Levante. Per i jihadisti, il primo dovere è distruggere gli oggetti che ritengono offendano Dio, e poi punire i "nemici di Dio".

Capitalismo finanziario, crisi economica, prospettive per l'Italia: ne parliamo con il dott. Eugenio Orso, analista, commentatore ed autore del blog  Pauperclass , docente ed esperto di formazione marxiana. 1)- Cominciamo dalla situazione italiana. Dovrebbe essere ormai evidente a tutti che la tendenza in atto è quella ad un continuo deterioramento delle condizioni dei lavoratori e della classe media: precariato, disoccupazione, fiscalità oppressiva, tra gli altri fattori, stanno impoverendo considerevolmente le fasce meno abbienti della popolazione. Ciò è dovuto a una congiuntura economica sfavorevole, oppure a scelte politiche ben precise? Come mai, dopo decenni che avevano visto un allargamento della classe media, improvvisamente si assiste ora alla sua decimazione? Cos'è cambiato nel rapporto tra capitale e lavoro? Orso-Molta carne al fuoco, come si suole dire, il che significa che non sarò breve e che non mi limiterò allo specifico italiano, perché voglio fare un discorso un po’ più ampio, centrato sui cambiamenti epocali che l’affermazione del nuovo capitalismo globale e finanziario ha comportato.

Di Paul Craig Roberts Ci sono due modi di interpretare il presunto attacco terroristico alla rivista satirica francese Charlie Hebdo. Uno è: nel mondo di lingua inglese, o nella sua maggioranza, la satira sarebbe stata considerata "incitamento all'odio" e i suoi autori arrestati. Ma in Francia i mussulmani sono esclusi da tale categoria privilegiata, si sono offesi e quindi vendicati. Perché mai, però, i mussulmani dovrebbero prendersela tanto? Ormai dovrebbero essere abituati all'ipocrisia e al doppio-pesismo occidentali. Indubbiamente il fatto che non godono delle protezioni accordate ad altre minoranze li irrita, ma perché vendicarsi della satira e non della partecipazione francese alle guerre di Washington contro i mussulmani, nelle quali ne sono morti a centinaia di migliaia? Venire uccisi non è più grave che subire la satira?

Antonio Terrenzio Il massacro operato da due terroristi islamici a colpi di Kalashnikov sulla redazione ed il direttore del giornale satirico Clarlie Hebdo, colpevole di aver pubblicato alcune vignette che ironizzavano sul Profeta, gettano la Francia e l’Europa in uno stato di shock per l’efferatezza e la crudelta’ del gesto. All’indomani della strage, il cui è bilancio di 13 morti e 11 feriti tra giornalisti e semplici malcapitati, lo sdegno e la rabbia si levano all’unisono sui maggiori quotidiani europei ed italiani: l’Europa non puo’ assistere inerme e passiva a tali atti di brutalita’ e violenza che, mettono in discussione la sua civilta’, i suoi valori, la sua sicurezza ed il diritto elementare della liberta’ di espressione. Tale coro era prevedibile se non addirittura atteso, da coloro che nutrono verso i popoli arabi e l’Islam in generale, un sentimento di rifiuto quando non di aperto disprezzo. Dalle pagine del Giornale.it, quotidiano che seguiamo maggiormente, sono diverse le voci e le opinioni, ma quasi tutte convergenti, nel ritenere l’ attentato una dichiarazione di guerra al nostro stile di vita ed ai nostri principi, cosi’ il pur bravo, molto meno in questa circostanza, Gianpaolo Rossi, che sul suo blog, scrive: “E’ Guerra!”.

di Marco Mori Oggi due bordate hanno colpito il Governo Renzi. La prima è il dato della disoccupazione, giunta al massimo storico da quando esistono le rilevazioni, 13,4%. La seconda è la conferma che l’Eurozona è in forte deflazione. Nulla che faccia vedere una luce in fondo al tunnel, ma l’opposto. La crisi peggiorerà. Chi critica le scellerate politiche economiche del Governo è stato bollato come “gufo” da Matteo Renzi, il terzo Presidente del Consiglio consecutivamente scelto dai mercati per smantellarci. Ebbene i gufi hanno ragione e purtroppo era facilissimo prevederlo. Se distruggi la domanda interna, deprimendo i consumi con politiche di rigore, nonostante l’assenza di qualsivoglia spinta inflazionistica, la più ovvia ed immediata delle conseguenze sarà l’aumento della disoccupazione e l’abbassamento dei prezzi al consumo. Detto in parole povere questo significa povertà e miseria.

di Yusuf Fernandez L'attentato mortale a Parigi contro la rivista satirica francese, Charlie Hebdo, ha messo sul tavolo la questione della lotta al terrorismo. Quasi simultaneamente, è avvenuto un attacco terrorista alla frontiera tra l'Iraq e l'Arabia Saudita. Tre guardie saudite, incluso il generale Odah al Balawi, sosno stati assassinati ad opera di terroristi dell'ISIS, che stavano tentando di infiltrarsi nel Regno. Questi  incidenti hanno messo in risalto la vulnerabilità di entrambi i paesi davanti alla minaccia terroristica. La Francia ha mantenuto negli ultimi anni una impostazione molto ambigua sul terrorismo nel mondo arabo. Nei loro discorsi, i leaders francesi riaffermano una e più volte il loro impegno nella lotta contro il terrorismo in tutte le loro forme. Tuttavia sul terreno le cose sono ben diverse. La Francia ha contribuito con denaro ed armi a sostenere i gruppi terroristi  jihadisti che operano nel nord della Siria per rovesciare il governo di Bashar Al Assad.

di Luciano Lago Ripubblichiamo un nostro precedente articolo (pubblicato il 23 Agosto c.a.) che mette in risalto le complicità del governo francese con i gruppi terroristi takfiri che operano in Siria, gli stessi a cui appartengono i terroristi, quelli franco algerini che si sono resi   protagonisti dell'ultimo attacco verificatosi a Parigi. ...Il leader francese Hollande ha rilasciato dichiarazioni lo scorso Giovedi (20 Agosto 2014), riconoscendo che il governo di Parigi aveva fornito le armi ai terroristi Takfiri in Siria “qualche mese fa,” ed ha inoltre sottolineato che, secondo lui, “Non dobbiamo smettere di sostenere i militanti anti-Damasco”. Hollande , nel corso dell’intervista, ha anche invitato gli altri paesi, a partire da Stati Uniti ed Unione Europea ad aderire alla campagna e ha sostenuto che la Francia non può “fare da sola”. In un’intervista con il giornale francese Le Monde dello stesso giorno, pubblicato successivamente, il presidente francese ha detto che la comunità internazionale deve assumersi una “grande responsabilità” per quanto riguarda le turbolenze in Siria, che si sono anche riversate nel vicino Iraq. Egli ha anche detto che i militanti Takfiri dell’ISIL non sarebbero mai apparsi come un esercito se la crisi in Siria fosse stata messa a termine, aggiungendo che gli altri miliziani armati che operano nel paese “meritano tutto il nostro sostegno.”

Gli aerei della denominata "coalizione internazionale", capeggiata dagli Stati Uniti, invece di eliminare gli integranti del gruppo takfiri dell'ISIS (Daesh, in arabo), hanno bombardato questo Lunedì l'oleodotto petrolifero  nella provincia Deir al-Zur, nell'Est della Siria. La chiamata coalizione anti ISIS ha lanciato 14 attacchi contro varie posizioni dello Stato Islamico, sei di questi hanno colpito le raffinerie di petrolio, presumibilmente controllate dai terroristi, hanno informato forze statunitensi attraverso un comunicato. La cosa strana è che le forze della coalizione si dedicano molto più a distruggere le infrastrutture dello Stato siriano che non a colpire i terroristi.