di William  Engdhal Oggi in molti paesi c'è battaglia per decidere se permettere o proibire gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). In Russia il governo ha per mesi dibattituto con forza una loro possibile messa al bando. La Cina ha rifiutato le consegne statunitensi di mais in quanto contenevano OGM illegali della Syngenta. Il Brasile sta abbandonando la coltivazione della soia OGM per passare a quella non-OGM certificata. Anche il governo indiano sta battagliando sulla materia. A volte trovo piacevole riportare gli sviluppi positivi per noi, e questo è il caso per ciò che potrebbe sembrare un piccolo sviluppo ma in realtà indica un cambiamento importante che potrebbe avere effetti profondi sulla nostra sicurezza alimentare. Ha a che fare con i polli, i polli venduti in Germania. Forse è una pietra miliare nella guerra globale per la salubrità del nostro cibo futuro.

di Tyler Durden A novembre, prima di capire quanto grave fosse il crollo del greggio (e di quanto sarebbero diventate enormi le implicazioni), scrivemmo “Come i petrodollari morirono senza che nessuno lo notasse“, perché per la prima volta in quasi vent’anni i Paesi esportatori di energia si ritireranno dal mercato mondiale dei “petrodollari” nel 2015. La morte empirica dei petrodollari segue anni di fortuna per esportatori di petrolio come Russia, Angola, Arabia Saudita e Nigeria. Gran parte di quel denaro finì nei mercati finanziari, contribuendo alla spinta dei prezzi delle attività e mantenendo basso il costo del denaro, riciclando i cosiddetti petrodollari. Aggiungemmo che nel 2014 “i produttori di petrolio effettivamente importeranno capitali per 7,6 miliardi di dollari. In confronto ne hanno esportato 60 miliardi nel 2013 e 248 miliardi nel 2012, secondo il grafico della BNP Paribas“:

Il presidente francese Hollande e' contro la Siria di Bashar al Assad, ovvero un governo che fino a quel momento aveva vissuto in pace con chiunque. E vale ricordare che mai in alcun modo Assad aveva attentato alla sicurezza dell'Europa, degli Stati Uniti o dei paesi del Golfo Persico . Mai.Nel 2012 la città di Baba Amr, nel distretto di Homs, venne riconquistata dall'Esercito Siriano dopo circa un anno di assedio e bombardamenti. Baba Amr era una roccaforte degli terroristi che hanno appoggiato dall' Occidente e gli Stati Uniti e alcuni paesi arabi e piu Turchia.C'è un fatto che nessuno ha mai potuto raccontare e che oggi, all'indomani dell'attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi, acquista un nuovo significato, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente Hollande che ha ribadito la sua volontà di combattere il terrorismo"in ogni sua forma"e"dovunque".

di The Saker Dapprima ero un po’ scettico. Poi è arrivata da più fonti la conferma di quello che sembra ormai indiscutibile: la Russia bloccherà completamente le forniture di gas attraverso l’Ucraina e tutto il gas russo transiterà ora attraverso la Turchia (vedere Bloomberg e Life News). Come se non bastasse, i russi hanno anche comunicato agli europei che se vogliono il gas russo, devono costruirsi il loro gasdotto fino alla Turchia e pagarselo tutto. Gli europei sembrano completamente frastornati. Maros Sefcovic, il vice-presidente della Commissione Europea per la politica energetica comunitaria, ha dichiarato che questa decisione “economicamente non ha senso”. Come se il costante stato di guerra economico e politico fomentato dall’Unione Europea verso la Russia avesse qualche significato!

di Pietro Ferrari I progressisti prima fanno venire gli islamici dicendo che sono buoni e bravi accusando altri di xenofobìa, poi li provocano in modo volgare e se vengono da loro colpiti, la colpa è ancora della xenofobìa di chi poneva dubbi e preoccupazioni sull’immigrazionismo. In ogni modo i progressisti continuano sia ad offendere il senso del sacro che a promuovere il multiculturalismo anche religioso. Il loro progetto è intrinsecamente suicida ma riguarda purtroppo tutto l’Occidente: ISIS e Femen hanno gli stessi padroni extracomunitari e coloro che hanno portato in Europa cultura gender, aborto ed eutanasìa sono gli stessi che hanno favorito l’invasione islamica e la cessione della sovranità politica e monetaria. I wrestlers del melting pot e del clash of civilizations vogliono il caos generato da un mix plurirazzista inestricabile, quando l’unica trinità venerata a consumo forzato rimane quella ‘laicista-olocaustica-omosessualista’, manettara, dogmatica e vendicativa, mai colpita dai satiri perché spesso di essa sono tremuli chierichetti.

di  Igor Siletskij NATO e UE sono alla ricerca di una cooperazione con la Russia. Almeno così risulta dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco, del segretario generale della NATO e di alcuni alti funzionari di Bruxelles. Ciononostante finora le parole dei politici europei divergono dalla realtà: le sanzioni contro Mosca continuano a rimanere in vigore e addirittura sono venute fuori proposte per inasprirle. L'Occidente sta trasformando gradualmente l'Ucraina in un avamposto della sua politica antirussa, offrendo forniture di armi e finanziando l'esercito. Chi vincerà la battaglia politica in Europa tra falchi e colombe?

di Max Parisi ZURIGO - E' finita. L'euro è crollato, no, non è disceso dei cambi come da più parti si chiedeva in Europa. E' proprio precipitato a suolo. La Banca centrale svizzera questa mattina senza alcun avviso precedente - se non piccole tracce di discussione che sembravano solo teoriche tra addetti ai lavori - la tolto il blocco del cambio con l'euro, che era stato fissato a 1,2 CHF per 1 euro. Ed è stato come avesse fatto esplodere una bomba sotto una diga: alluvione immediata nel mercato mondiale dei cambi. Immediata, infatti, è stata la reazione sui mercati valutari del Forex, con il rapporto di cambio euro/franco svizzero che scivola -14,17% a CHF 1,0307 e il rapporto dollaro/franco svizzero che collassa anche del -27% a CHF 0,7457. C'è da ricordare che il tasso minimo di cambio di 1,20 CHF contro 1 euro era stato imposto nel 2011 per proteggere l'economia svizzera dalla crisi dei debiti sovrani dell'Eurozona e difendere i gruppi esportatori da rafforzamento - giudicato letale - della valuta nazionale.

di Sebastiano Caputo I fatti di Parigi segnano un clima di anteguerra. Il nostro dovere è quello di far dialogare, prima che sia troppo tardi, il vero Islam con l'Europa profonda, rifiutando le categorie ufficiali dello "scontro di civiltà". L’uomo in mezzo alla folla, che sia reale o virtuale, diviene irrazionale, istintivo, violento, ingenuo, eroico, manipolabile, così a differenza dell’individuo isolato, si lascia facilmente impressionare e corrompere da parole, simboli, immagini fino a commettere azioni contrarie ai suoi interessi. È quello che si è potuto verificare nei giorni successivi alla strage di Parigi. Dallo slogan delirante Je Suis Charlie alla marcia grottesca con i capi di Stato staccati dal corteo, passando dalle dichiarazioni fuori luogo dell’iper-classe politico-mediatica, si sta arrivando progressivamente al restringimento delle libertà individuali. A fronte di questo attentato terroristico, privo di una versione ufficiale dei fatti ma prontamente paragonato all’11 settembre, si assisterà a una rapida estensione del controllo sociale alimentata da una strategia mediatica della tensione.

Pubblichiamo una interessante analisi di uno studioso del mondo arabo ed islamico ll  “wahabo-takfirismo”, il grande imbroglio per rimbecillire e dominare di Djerrad Amar Per aggirare i precetti dell’islam, che vieta di fare la guerra santa contro altri mussulmani o di uccidere senza un motivo certificato, valido e giustificato, i “wahabiti” hanno trovato coi “takfiriti” l’alleanza ideale e il mezzo adatto per combattere tutti i paesi mussulmani che non si adeguano Il wahabismo è una dottrina molto rigorista che fa riferimento a Ibn Abdelwahab (1703-1792), che ne è il fondatore. Essa combatte tutti i mussulmani che non vi si sottomettano, considerandoli al pari degli apostati. Dopo essere stato condannato, scappò a Dariya, dove venne accolto dai ben Saud. Questi ultimi trovarono in lui e nella sua ideologia uno strumento per combattere le tribù e assoggettarle al loro potere politico e religioso. Fu così che si formò il Regno dell’Arabia Saudita e il suo sistema che perdura fino a oggi.