Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, sta spingendo il mondo al bordo di un conflitto globale con azioni come quella dell'abbattimento del caccia bombardiere strategico russo Su-24 nella provincia siriana di Latiaka, ha dichiarato l'ex primo ministro iracheno, Nuri al Maliki. "Erdogan afferma che l'aereo russo è entrato nello spazio aereo turco durante alcuni secondi, dimenticando che i suoi stessi aerei violano lo spazio aereo iracheno e siriano tutti i giorni", ha detto Maliku in un comunicato citato da AFP.

Il Governo francese, con la scusa di imporre rigide leggi contro il terrorismo a motivo degli attentati di Parigi, si sta procedendo alla chiusura dei siti web di notizie alternative. La versione francese del sito web "We Are Change" risulta già essere stata bloccata, in una offensiva senza precedenti contro i media alternativi in Europa. L'informativa di Trueactivist.com dice: "Le Blog De Resistence" è un portale di informazioni alternative molto popolare con più di 10 milioni di visite e migliaia di sottoscrittori regolari. L'autore, che si fa chiamare Z, è stato chiamato a fare dichiarazioni dopo gli attentati di Parigi.

di Jonas E. Alexis Il fatto che la Turchia abbia arrrestato due giornalisti che avevano rivelato il suo piano diabolico (del turco), dimostra una volta di più che il Nuovo Ordine Mondiale si sta sgretolando e le gente in tutto il mondo si sta ribellando. Questo conferma, in ultima analisi, che aveva ragione Hegel quando affermava che basicamante la verità alla fine trionfa. Il popolo turco inizia a ribellarsi verso quello che chiamano dittatura e stato totalitario.  Allo stesso modo che molti americani iniziano a rendersi conto di essere stati manipolati dal loro stesso governo: hanno mentito riguardo all'ISIS; hanno mentito riguardo ai "ribelli siriani"; hanno mentito sulla denominata "guerra al terrore"; hanno mentito su Vladimir Putin e risulta che hanno mentito anche sul recente episodio dell'attacco al Jet Russo. Gli attacchi degli aerei da combattimento, quelli che dicono sia un atto di vendetta del presidente Erdogan, hanno  presentato il governo turco per quello che realmente è oggi.

di Luciano Lago Il premier britannico Cameron si inventa la presenza di una armata fantasma di 70.000 oppositori moderati in Siria per giustificare i piani di invasione Turco/ NATO del paese arabo. Ancora una volta i britannici fanno da "reggicoda" ai piani USA di spartizione della Siria e si distingue in questo ruolo il Premier David Cameron, il quale, nel corso di un suo discorso al Parlamento Britannico, ha affermato, a sprezzo del ridicolo, che in Siria esisterebbero, secondo lui, circa 70.000 oppositori moderati a cui l'Occidente, ed in particolare le forze NATO, dovrebbero fornire aiuti. Cameron ha affermato, nel corso del suo discorso tenuto per convincere della necessità di un intervento britannico, che questo fantomatico esercito di "oppositori moderati" sarebbe estraneo alle forze estremiste radicali, e si tratterebbe di un esercito di oppositori al regine di Bashar al-Assad.

L'ISIS è la progenie di coloro che a Washington, Londra e Parigi, nel cospirare per distruggere l'Iraq, la Siria e la Libia, hanno commesso un enorme crimine contro l'umanità. di John Pilger La prima versione di questo articolo è stata pubblicata più di un anno fa sul sito dell'autore, l'8 ottobre 2014. Alla luce dei recenti attentati di Parigi del 13 novembre scorso e del successivo intervento militare della Francia in Siria, John Pilger ne ha rivisto alcune parti riproponendolo con il titolo: "From Pol Pot to ISIS: The blood never dried". La traduzione è a cura di Giuseppe Volpe, per Z Net Italy. Buona lettura. (pfdi) Nel trasmettere gli ordini del presidente Richard Nixon per un "massiccio" bombardamento della Cambogia nel 1969, Henry Kissinger disse: "Tutto ciò che vola su tutto ciò che si muove". Mentre Barack Obama promuove la sua settima guerra al mondo musulmano da quando gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace, e Francois Hollande promette un attacco "senza pietà" sulle macerie della Siria, l'isteria e le menzogne orchestrate fanno quasi venire la nostalgia per l'onestà omicida di Kissinger.

di Luciano Lago Anche negli Stati Uniti alcuni osservatori ed analisti iniziano a fare quella che potremmo definire "la scoperta dell'acqua calda", ovvero che l'Arabia Saudita e la sua distorta ideologia wahabita sono alla radice del problema fanatismo/integralismo/terrorismo e diffusione di questo in tutto il mondo. Alla buon ora! Si potrebbe esclamare. Se lo hanno capito gli americani, quelli che sono da sempre i migliori alleati e sostenitori dell'Arabia Saudita e delle altre petromonarchie del Golfo, come Il Qatar, il Kuwait, ecc.. allora è vero che devono averlo capito tutti, forse anche gli opinionisti di casa nostra come i Venturini o il Battista del Corriere della Sera o il Panella del Foglio e altri "compagni di merende" tutti al servizio delle centrali atlantiste. Magari aspetteranno una nuova direttiva dalla centrale atlantista che gli suggerirà di "adeguare" la loro narrazione e la smetteranno con la loro litania insopportbile dell'"Assad come il bieco tiranno" responsabile di tutta la crisi in Siria e del sorgere del terrorismo dell'ISIS. Speriamo che cambi questa litania. Meglio tardi che mai.

Dopo l'abbattimento dell'aereo russo Su-24 il Martedì effettuato dai caccia turchi, la Russia ha deciso di incrementare le operazioni dirette a chiudere la frontiera turca tanto al contrabbando del petrolio dell'ISIS come al passaggio dei terroristi e delle armi per gli stessi. Lo scorso Mercoledì, l'aviazione russa ha distrutto vari camions cisterna che portavano  il petrolio alla Turchia con il fine di finanziare l'ISIS, ha detto il portavoce presidenziale russo, Dimitri Peskov. "Continuano le operazioni della Forza Aerea russa destinate ad appoggiare l'offensiva dell'Esercito siriano contro i gruppi e le organizzazioni estremiste. Gli aerei russi continuano ad operare e stanno distruggendo le infrastrutture dei terroristi. Si sta interrompendo Il traffico di petrolio che finanzia il terorrismo", ha detto Peskov.

"La NATO dovrebbe riconsiderare l'adesione della Turchia, Ankara deve dimenticare i suoi piani di integrarsi nell'Unione Europea", così un membro tedesco del Parlamento Europeo ha dichiarato il Giovedì. La critica alle posizioni della Merkel su immigrazione ed alleanza con la Turchia è stata espressa da Beatriz von Storch, un eurodeputado al Parlamento Europeo e vice segrataria del partito "Alternative für Deutschland "(AfD), la quale ha qualificato la politica della Merkel sui rifugiati come "una vergogna per la Germania" ed ha inoltre richiesto che, alla luce degli ultimi avvenimenti, venga riconsiderata l'appartenenza della Turchia alla NATO, visto che Ankara ha preso la decisione unilaterale di abbattere l'aereo russo in territorio siriano, come dimostrato dai tracciati radar. Inoltre la Von Storch ha fortemente contestato la decisione della Merkel di mantenere stretti vincoli politici con Ankara.

Fidelicu Giuntini Proprio mentre l’intervento russo a sostegno del governo di Damasco sembra aver capovolto le sorti del conflitto che dilania la Siria da quasi cinque anni, nel “dibattito” mediatico inizia sempre più ad affermarsi – come via d’uscita a una situazione militare in cui la caduta di Assad rappresenta ormai un miraggio – la proposta del “Sunnistan”, uno stato sunnita che inglobi gran parte della Siria e una buona metà dell’Iraq. Il progetto è stato fortemente sostenuto il 24 novembre, sulle pagine del New York Times, dall’influente neocon John Bolton, e ripresa due giorni dopo da Massimo Gaggi sul Corriere della Sera, con l’emblematico titolo “Uno Stato sunnita per battere l’Isis”. Che suona più o meno come se, negli Stati Uniti delle mai sopite pulsioni razziste, qualcuno avesse intitolato: “Supremazia bianca per combattere il Ku Klux Klan”.

di  Juan Manuel de Prada Lontani dal dimostrare una determinazione irremovibile nella difesa dei principi morali e spirituali su cui si è fondata la propria civilità, il putridume europeo proclama in modo fatuo che non esistono principi di validità universale ma piuttosto valori particolari che non devono essere paragonati con i valori provenienti da altre culture (relativismo). Il voler rivendicare i propri valori morali si trasforma automaticamente in un esercizio di prepotenza intellettuale e di fondamentalismo religioso; qualsiasi tentativo di difendere questi valori si considera una imposizione inaccettabile, visto che tutte le culture ed i modi di vita debbono essere considerati legittimi e rispettabili. Tutto questo accompagnato, inoltre da un nebbioso ed attanagliato complesso di colpa che ha affondato il putridume europeo in uno stato di paralisi.