di Marco Mori Secondo i luoghi comuni del campanaccio mediatico l’unica via per combattere la corruzione è quella di arrendersi ad essa. Ovviamente non ce la raccontano proprio così, ma i fatti sono esattamente questi. Lo posso argomentare con estrema facilità. I continui scandali che provano la costante commistione tra politica ed interessi privati nel settore pubblico fanno dire a gran voce che l’unica soluzione per eliminarla alla radice è ridurre la macchina statale privatizzando ogni settore economico. Ovvero l’idea di fondo è questa: “se lo stato sparisce con esso sparirà anche la corruzione ed allora cresceremo”.

di Luciano Lago Mentre continua ed imperversa in modo ossessivo sui media del sistema atlantista, giornali e TV, la psicosi del terrorismo islamico jihadista, esasperata quanto non mai dall' ultimo episodio in Tunisia nel quale sono stati colpiti i turisti occidentali, viene occultata dagli stessi media la reale dinamica di quanto avviene nella più lontana penisola Araba, in particolare nello Yemen dove, con una sequela di attentati ed orripilanti stragi, perpetrate contro i fedeli sciiti (bombe fatte esplodere nelle moschee con centinaia di vittime) si riaccende la lotta a colpi di azioni terroristiche ispirate dall'ISIS, con il supporto ed il coordinamento dell'Arabia Saudita e del Qatar, che sono i veri registi delle operazioni terroristiche (fedeli alleati dell'Occidente) con una strategia volta ad impedire che nel paese arabo si instauri un governo sciita e filo iraniano.

di Andrea Muratore Putin ha avuto il grande merito di aver aperto la discussione sul reale ruolo dell’Occidente nel mondo e di aver finalmente affossato il famoso concetto di fine della Storia. Il mare magnum della pubblicistica mainstream non perde un colpo per demonizzare la Russia e Vladimir Putin. L’idea martellante del “nemico alle porte” cannibalizza il buon senso ed è ripetuta da chiassosi e striduli “intellettuali” sino a diventare pedante. L’assurdo paragone tra il regime nazista e il governo Putin è un’altra chicca tra le innumerevoli presentateci dalla farsesca sagra della banalità in atto. Manca, nei pennivendoli e negli altoparlanti di regime, una visione geopolitica chiara e una fondatezza obiettiva: essi si riducono a scialbi megafoni di reiterati luoghi comuni.

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale. Un esito anticipato dalle analisi dell'Osservatorio Italiano, e che prende oggi delle sfumature molto particolari, in relazione al timore dell'insicurezza energetica creatasi dopo le rivoluzioni del Nord Africa, e al nuovo ruolo che i Balcani stanno assumendo nella cosiddetta 'nuova cortina di ferro' dell'energia.

di Luciano Lago "La Russia deve riconsegnare la Crimea all'Ucraina", ha dichiarato "perentoriamente"  mr. Philip  Hammond , cancelliere del regno Unito. Inoltre il ministro britannico ha aggiunto che "la riunificazione della penisola di Crimea con la Russia è stata illegale ed illegittima ed ha costituito una violazione di tutte le norme internazionali". Hammond ha sostenuto che il Regno Unito non riconosce il referendum svoltosi lo scorso anno , lo ha qualificato come "una frode" ed ha avvertito che un "simile comportamento della Russia minaccia la sicurezza internazionale". Inoltre il ministro britannico sostiene che, a suo parere, il referendum si è svolto a breve termine e senza la partecipazione degli osservatori dell'OCSE.   (Fonte: Sputinik News )

di G.Cirillo "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito.” JACQUES ATTALI Lo so, è da anni che da più parti si parla dell’imminente caduta degli Stati Uniti, della loro decadenza, del mondo multipolare e via dicendo e invece loro, nonostante ciò, continuano ad essere l’unica superpotenza del pianeta, con il dollaro che addirittura si rivaluta su tutte le altre valute. Però, io credo che ora si vedano dei segnali importantissimi direi segnali di fine impero, di fine regime. Giusto di ieri, la notizia che gli USA hanno deciso di chiudere una storica base presente in Yemen e di ritirare truppe e personale diplomatico, a causa della crescente violenza tra milizie Houthi, jihadisti e governativi. Quindi, rendiamoci conto, gli USA che si ritirano non alla fine di un conflitto, ma proprio durante un’escalation. Gli stessi che per ogni accenno di instabilità erano sempre pronti ad intervenire, ora si ritirano. Credo che già questo, insieme agli altri che elencheremo, siano segnali che l’Impero inizia a ritirarsi o perché schiacciato dal suo debito pubblico, dalle sue difficoltà economiche e dalle proprie problematiche interne o a causa di un ordine di poteri forti che probabilmente hanno bisogno della decadenza degli States.

di Enrico Galoppini I fatti li conosciamo. Più di venti morti al museo del Bardo, tra cui alcuni turisti italiani. Un paese, la Tunisia, che fino alla cosiddetta “Primavera araba” era un capolavoro di “sicurezza” per tutti. Lo posso dire per diretta esperienza, avendovi soggiornato per due volte, un mese intero, per studiare Arabo. Non fiatava una mosca e nessuno rischiava nulla. Come dovrebbe essere dappertutto. Poi ci son tornato a Capodanno, visitando tra le altre cose anche il museo del Bardo, ma l’aria era cambiata. Era arrivata la “primavera”, appunto. E con quella, la prospettiva di veder trasformata la Tunisia in una nuova Algeria, o in una Libia, se preferite.

L'Esercito Ucraino rompe la tregua e ritorna a bombardare le città dell'Est: Donetsk, Gorlovka y Spartak di nuovo sotto il fuoco dell'artiglieria. I militari ucraini nell'ultimo giorno hanno violato il cessate i fuoco per 28 volte. Sono state attaccate Donetsk, Gorlovka y ed il paese di Spartak. Secondo quanto ha informato l'Agenzia di di Notizie di Donetsk, contro Spartack hanno sparato 10 volte con i mortai, una volta con lanciagranate automatico, una volta dalle armi antiaeree e le forze ucraine hanno anche lanciato un missile guidato anti carro. La periferia di Donetsk è stata bombardata per 14 volte. Otto volte ha rivevuto colpi di artiglieria nel distretto di Kuibyshevsky e sono piovuti colpi di mortaio e lanciagranate; si sono registrati 4 bombardamenti nella zona dell'aeroporto di Donetsk, colpi di mortaio e lanci di missili anticarro. Inoltre per una volta hanno aperto il fuco con armi leggere contro Golrlovka. Non ci sono ancora informazioni sulle vittime fra la popolazione civile.

Marine Le Pen, la leader del Front National Francese, primo partito nei sondaggi in Francia, ha espresso la speranza che i paesi dell'Unione Europea arrivino a liberarsi dalla pressione statunitense sull'Ucraina. "Spero che i Ministri degli Esteri di alcuni paesi della UE ottengano di liberarsi dalle pressione che effettuano gli USA per promuovere i loro interessi in Ucraina", ha dichiarato la Le Pen al network televisivo Rossiya 24. L'esponente politico francese ha detto che" fin dai primi giorni" della crisi Ucraina si era saputo del coinvolgimento degli Stati Uniti negli avvenimenti (il golpe di Maidan).

I leaders dei vari gruppi terroristi che operano contro il governo siriano hanno invito messaggi di felicitazione al primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, per la recente vittoria del suo partito (Likud) nelle elezioni parlamentari, incitando il governo di Tel Aviv nel continuare il suo sostegno. I messaggi sono stati consegnati da un membro del parlamento israeliano che opera come mediatore tra il regime di Israele ed i gruppi dei miliziani jihadisti in Siria. Il partito Likud ha vinto in una dura corsa elettorale le elezioni legislative del martedì, nell'ottenere 30 seggi dei 120 del Parlamento, di fronte ai 24 dell'Unione Sionista.