di Gianni Petrosillo In una delle sue solite interviste schiette ma non per questo meno sconsiderate, il magnate della finanza americana, George Soros, ribadisce un concetto esplicativo di una certa visione geostrategica dominante al di là dell’oceano, già espresso in altre sedi internazionali, che a molti potrà sembrare strampalato ma che segnala la pericolosità di alcune iniziative dell’establishment Usa nel Vecchio Continente: “…c’è una nuova Ucraina determinata a diventare più simile a come la Ue dovrebbe essere”. Badate bene, Soros non dice che c’è una Ucraina che vuole uniformarsi all’Eu per mutuarne prospettive e valori ma esattamente il contrario, cioè che l’Europa dovrebbe diventare “più simile” all’Ucraina.

di Luciano Lago Molti osservatori ed analisti internazionali iniziano a chiedersi come si spiega il fatto che la possente coalizione formatasi per combattere l'ISIS, una coalizione che di fatto raggruppa alcuni fra gli Stati più poderosi della regione, capeggiata dagli Stati Uniti, abbia prodotto un evidente fiasco nella lotta contro lo Stato Islamico. Il motivo di questo fallimento non può essere spiegato soltanto con il fatto che le azioni della coalizione siano state limitate all'offensiva aerea poichè anche questa è apparsa limitata e poco incisiva: i raid aerei della coalizione si sono limitati a colpire le infrastrutture della Siria (gas dotti, ponti e depositi di grano), alcuni obiettivi nella zona curda dell'Iraq ma nel complesso non hanno arrecato molto danno e molte perdite all'Esercito dell'ISIS.

di Sebastiano Caputo Nato in funzione anti-grillina e con lo scopo di ricreare un sistema bipolare all’americana o alla francese, l’Italicum, si è ora trasformato in un sistema elettorale che produce uno scenario apocalittico: Matteo Renzi contro tutti. Che in sintesi significa: Matteo Renzi per vent’anni.

di Alfredo Jalife Rahme Lalastair Crooke, nel corso del suo recente intervento nel Forum di Istambul, ha concesso una impattante intervista, di enorme valore geostrategico, alla giornalista Yonca Poyraz Dogan, a carico della influente editoriale Monday Talk del rotativo turco Today's Zaman, nella sua edizione in inglese. Crooke è stato funzionario di alto rango dello spionaggio britannico M16, in precedenza consigliere di politica estera dell'Unione Europea e del senatore statunitense George Mitchell, ed oggi si fa carico dell'influente think tank "Conflits Forum", con sede a Beirut.

L’ideologia del “genere” è funzionale alla globalizzazione. I diritti degli omosessuali sono un’arma di “distrazione di massa”. di Giorgio da Gai Quest’articolo è nato dall’incontro con Pro Vita, un associazione che promuove iniziative in difesa della famiglia naturale e della vita. Relatori dell’incontro: l’ambasciatore russo Aleksej Komov, del Congresso Mondiale delle Famiglie presso l’ONU e Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita. (1) Per famiglia naturale s’intende l’unione stabile di un uomo e di una donna, destinata alla procreazione e alla cura della prole. L’essenza demoniaca e socialmente distruttiva dell’ideologia gender si manifesta nella negazione della famiglia. Aristotele insegna che la famiglia è la base della società umana, perché è la prima forma di comunità che l’uomo ha costituito per poter sopravvivere; seguono poi comunità più grandi, come la città e lo Stato. L’uomo è quindi un animale politico (zoon politikon) un essere “sociale” destinato a vivere in comunità.

Un contemporaneo viaggiatore d'altri tempi, così è stato definito Emilio Borelli, fiorentino, classe 1955, cultore e studioso della storia del Nordafrica e del bacino del Mediterraneo, dall'inizio degli anni Ottanta ha traversato per periodi più o meno lunghi i Paesi sahariani e subsahariani, non di rado parte attiva (ed operativa) in missioni ricognitive su siti del neolitico sahariano, conoscitore delle particolarità familiari, etniche e claniche del mondo "amazigh" in alcune enclave poco note.

Come si vive in Palestina sotto l'occupazione israeliana: soldati israeliani irrompono di notte nelle case dei palestinesi per interrogare i bambini atterriti. Nella notte del 23 Febbraio del 2015, truppe israeliane mascherate sono arrivate nel quartiere di Waddi a-Nasarah, a Hebron e sono entrati in due edifici irrompendo negli appartamenti di dieci famiglie palestinesi. Irruzione notturna nella casa di Sameeh e di Mai Da'ana, ad Hebron, alle ore 3,20 del 24 febbraio 2015. L'indagine di B'Tselem mostra che intorno alle ore 1,30 A.M.. le truppe militari israeliane sono arrivate al quartiere di Wadi a-Nasarah di Hebron, che si trova vicino al recinto di sicurezza del villaggio di Kiryat Arba. I soldati, che erano mascherati ed armati, sono entrati nei due edifici situati vicino alla porta della recinzione del villaggio. I due edifici comprendono un totale di dieci appartamenti, la maggior parte dei quali sono case di famiglie con bambini. I soldati sono entrati in ogni appartamento ed hanno ordinato ai genitori di svegliare i loro figli e portarli alla sala soggiorno.

Fonti diplomatiche europee hanno confermato i successi militari delle forze yemenite del movimento popolare sciita Ansarullah e dell'esercito yemenita che sono riuscite a bloccare l'avanzata dell'Esercito saudita che hanno tentato di entrare in territorio dello Yemen, secondo le informazioni fornite dal sito "Nahrein Net de Irak". Nel corso di questa operazione, come confermato da una serie di video, sono stati uccisi decine di militari sauditi e distrutti i loro veicoli militari da parte delle forze yemenite che si sono impossessate di molte armi e munizioni.

di Il Pasquino E’ diventata una specie di ricorrenza della politica italiana. Ogni inizio anno, dopo i fuochi d’artificio di Capodanno si cominciano a vedere le luci nel famoso tunnel di quella crisi che hanno pagato solo i cittadini onesti, non certo la casta politica. Ha cominciato Monti, nel 2012, poi Letta, ora Renzi appoggiato subito da Mattarella, neo presidente silente sulla corruzione, attivo sull’appoggio incondizionato alle riforme incostituzionali presentate al parlamento. Non c’è un dato, un dato serio, intendo, che possa minimamente sorreggere il mare di bugie che quotidianamente ci vengono propinate, ma s’adda fa, probabilmente, altrimenti sarebbe troppo palese l’inganno diffuso a piene mani da questi personaggi, con i figli occupati al 100%.

Un attacco frontale al filo-atlantismo e alla politica di rigore della Merkel. Dalla leader dell’opposizione Sahra Wagenknecht una dura critica alle ingerenze USA in Europa. Dai rapporti con la Russia all’approvazione del TTIP, dal caso Grecia alla sudditanza alla Troika. Supervisione editoriale Adolfo Marino, traduzione Maria Heibel, editing Santiago Martinez de Aguirre. Pandora TV – 2015 Intervento integrale di Sahra Wagenknecht (Die Linke) al Bundestag il 19 marzo 2015 Vedi video: Youtube.com/watch