di Gianni Petrosillo Se ai separatisti fosse stato ordinato di arrivare fino a Kiev, probabilmente, in poche settimane, li avremmo già visti marciare su Majdan Nezaležnosti, Euromajdan per i fabbricatori di falsi miti rivoluzionari ad uso e consumo dell’imperialismo americano. Questo per spiegarvi i reali rapporti di forza sul campo, nonostante la retorica ucraina) assistita da quella Atlantica) che sta raccontando una guerra mediatica rovesciata negli esiti ma che è stata persa militarmente da Kiev ancora prima di essere cominciata, facendo tanti morti civili perché aveva come principale scopo proprio la pulizia etnica dei russofoni dell’est. L’Occidente si è reso complice di questa mattanza razziale, ricorrendo ad schema già visto all’opera in altre aree dei Balcani negli anni passati, in quanto convinto che solo un’Ucraina derussizzata avrebbe potuto essere integrata più facilmente nell’UE e nella Nato. Il piano è ormai miseramente fallito, così come la possibilità di ricacciare la Russia fuori dalla sua orbita egemonica. Ma gli americani hanno dato agli ucraini l’ordine di tenere le posizioni fino all’ultimo uomo.

by Mitt Dolcino Chi la fa l’aspetti: la Germania come paese fortemente esportatore è legata indissolubilmente all’euro, moneta che è oggi almeno il 35% più svalutata di quello che sarebbe l’ipotetico marco tedesco. Che succederebbe se la moneta unica perdesse il sud Europa? Detto in altro modo, se la Germania dovesse uscire dalla moneta unica – o dovesse perdere i paesi deboli oggi presenti nella compagine – il plusvalore che i clienti esteri di Audi e Mercedes di turno dovrebbero pagare per fregiarsi dell’ottima qualità teutonica sarebbe talmente costoso da rimanerne scoraggiati… grazie alla rivalutazione del nuovo marco! Ossia la ricchezza tedesca, con una macchina produttiva tarata su grandissime produzioni, semplicemente svanirebbe e rimarrebbe in grossa parte inutilizzata: da lì alla disoccupazione ed al blocco delle attività produttive il passo è breve, una spirale…. Or dunque, le elezioni greche sono state un incubo per la Germania, è mancato un solo seggio per la maggioranza assoluta antieuro, vuoto che sembra essere stato colmato dal supporto esterno di un partito addirittura di destra. L’Europa tedesca è sotto scacco, la Germania può solo spingere la Grecia verso il default salvo dover poi spiegare al resto dell’Europa perché a seguito della conseguente svalutazione della nuova dracma la crescita nel paese greco come per magia riapparirebbe…

Al grido di "Si se puede" è iniziata da questo mezzogiorno del Sabato la "Marcha del Cambio" (marcia del cambiamento). La manifestazione convocata dal partito di opposizione "Podemos" è riuscita a riempire le strade e le piazze del centro di Madrid con decine di migliaia di persone.  Dalla Puerta de Alcalà una marea di gente si è messa in corteo per procedere verso la Puerta del Sol, dove l'organizzazione ha creato lo scenario perchè la direzione del partito possa chiudere la manifestazione. Uno degli slogan più ripetuti nel corso della manifestazione è stato quello del "Tic-tac", in riferimento al tempo che manca per il cambiamento (le elezioni politiche previste in Spagna per la fine dell'anno). Atri slogans sono stati:  "abbiamo recuperato l'illusione", esclamata in coro da un gruppo di baschi. "Già siamo stanchi, stufi. Il cambiamento deve essere adesso" ( “Ya estamos hartos, cansados. Esto tiene que ser ya”). "Abbiamo accolto la chiamata di Pablo Iglesias", sottolineava un giovane madrilegno di 18 anni che era venuto alla manifestazione per cambiare tutto ("cambiarlo todo"). "Quando vediamo un partito che non ci considera degli idioti, lo appoggiamo e cerchiamo di fare in modo che finisca il bipartitismo", aggiunge una sua amica.

di Piero La Porta Sergio Mattarella: quanti hanno sospirato di sollievo per la sua ascesa al Quirinale, hanno più motivi di quanto possano immaginare. Berlusconi avrebbe voluto al Quirinale Romano Prodi o persino Giuliano Amato. Con queste preferenze ha anche svelato molte cause dell’inconsistenza dei suoi governi. Non bastasse, dietro le quinte era pronto Massimo D’Alema, se gli altri candidati si fossero bruciati. Sergio Mattarella è il presidente migliore possibile in questo momento; d’ora in avanti ha necessità di grinta. Chi lo conosce, assicura che di grinta ne ha tanta, inaspettata tuttavia perché dissimulata da riservatezza e timidezza, qualità che un giorno fecero dire a Ciriaco De Mita che Arnaldo Forlani al confronto di Mattarella “è un movimentista”. Una famiglia protagonista Sergio Mattarella è un siciliano. Se qualcuno s’attende un pedigree a prova di vestali dell’antimafia, meglio lasciar perdere. Andrea Camilleri accusò di mafiosità il padre di Mattarella, Bernardo. Accuse arbitrarie ed esagerate, specialmente nel caso di una famiglia che, nel bene e nel male, appartiene alla storia migliore della Sicilia. Bernardo era eminente nel notabilato borghese siciliano, esplicitamente e fortemente impegnato contro il separatismo, al quale invece aderì la vecchia mafia e la nobiltà siciliana. Quest’ultima nel separatismo vidde l’occasione per saldare due conti: con la Repubblica e col PCI, mettendosi sotto l’ala di chi reputavano vincitore della guerra mondiale, la Gran Bretagna, alle cui mene nel Risorgimento dovevano il loro potere. Continua: Dalla Chiesa e La Torre

La milizia della Repubblica Autonoma di Dontesk (RPS) controlla ormai completamente la strada da Artiomovsk a Debáltsevo, ha dichiarato il vicecomandante del Ministero della Difesa della RPD, Eduard Basurin. Secondo quanto informa l'agenzia di notizie di Donetsk. Attualmente i combattenti della RPD sono trincerati nelle vicinanze del nordest di Debaltsevo e durante tutto il giorno si sono svolti combattimenti per espellere le forze Armate Ucraine dalla città. A sua volta il nemico ha cercato di prendere le località di Lozovoye e di Gorlovka Malaya e le alture su tutto il perimetro della linea del fronte. "Le unità della milizia popolare della RPD e della RPL stanno conducendo la difesa di quest'area, tutti gli attacchi sono stati respinti con successo", ha riferito Basurin. In risposta ai recenti avvenimenti bellici, il quartiere generale delle forze ucraine, che si trovava vicino Debaltsevo, è stato trasferito d'urgenza presso il distretto di Soledar, ad Artemovsk.

Continua la guerra psicologica e mediatica contro l’Uomo e contro i popoli - di Fabrizio Fiorini Il “trucco” è datato, e fu svelato al grande pubblico dell’anticonformismo contemporaneo in un’ottima opera di John Kleeves vecchia – pur se attuale – oramai di un quarto di secolo. Le centrali di intelligence conducenti la guerra psicologica statunitense nel vecchio continente come nel resto del mondo successivamente al secondo conflitto mondiale, testarono l’espediente in Cile durante i concitati mesi del governo socialista di Salvador Allende. Sulla stampa legata alla destra filo-Usa cominciarono ad apparire, graficamente associate agli articoli riguardanti il governo socialista, notizie – per lo più inventate o comunque sapientemente amplificate – che raccontavano di raccapriccianti episodi di cronaca nera: squartamenti, torture, barbare uccisioni, decapitazioni, cannibalismo. Insomma, “the quartered man”, l’uomo squartato.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da una nostra corrispondente in Grecia........ Alexis Tsipras, durante l'incontro con Martin Shultz, presidente del Parlamento Europeo, ha inviato alcuni messaggi alla cancelliera tedesca Angela Merkel.  Non soltanto ha inviato messaggi , ma in pratica ha voluto anche consegnare un memoriale dove si dimostrano i brogli dei grandi industriali (businesmen) greci e tedeschi e quanto questi loro affari sono costati alle casse dello Stato Greco. Tsipras mette sotto accusa i governi tedeschi che hanno collaborato e fatto affari con i grandi industriali ( magnati) greci nell' interesse delle multinazionali tedesche. "Sig Shultz", ha detto Tsipras, " la Germania ha fatto fallire il mio paese ed in questo memoriale ci sono tutti gli scandali con le prove necessarie: la Siemens , i treni, i sommergibili, le società di costruzioni, le evasioni fiscali e la continua immunità concessa per questi delitti. La lista Lagard (attuale dirigente del FMI) sempre tenuta nascosta dai precedenti governi con il consenso della Germania. E questa non e' la sola lista".

Da informazioni ricevute apprendiamo che:  all'incirca 10.000 soldati ucraini rischiano di rimanere accerchiati a Debaltsevo, nella regione di Donetsk, secondo quanto ha annunciato il ministro della Difesa della Repubblica di Donetsk (RPD), Eduard Basurin. "Vi sono nella zona di Debaltsevo  circa   10.000 soldati ucraini, mal ridotti e circondati dalle nostre forze ma la sacca ancora non è stata chiusa. Abbiamo verificato la ritirata delle truppe. Vogliamo chiudere presto la sacca per evitare altre vittime", ha informato il ministro della Difesa della Repubblica popolare di Donetsk, Eduard Basurin, citato dalla agenzia Interfax, nel commentare la situazione dell'accerchiamento avvenuto a Debaltsevo, un obiettivo militare circondato dalle milizie di Donetsk. Le forze della autoproclamata Repubblica sono state capaci di consolidare le loro posizioni nella zona nordorientale di Debaltsevo e durante il giorno hanno fatto arretrare le forze ucraine. Inoltre i miliziani separatisti  hanno potuto prendere il controllo della strada Ariomovsk-Debaltsevo, e i soldati ucraini si sono visti obbligati ad abbandonare la zona.

di G. Cirillo La scorsa domenica abbiamo assistito al rito delle elezioni greche che ha portato alla vittoria del partito di estrema sinistra Syriza ed alla formazione di un governo nazional-socialista, a dimostrazione del fatto che nei periodi di crisi, il nazional-socialismo va forte. Ovviamente non vogliamo dire che siano saliti al potere dei nazisti, ma che il governo è definibile nazional-socialista perché unisce il socialismo del partito Syriza, con il nazionalismo del suo alleato di governo Anel. Questa alleanza ha sorpreso tutti, ma i due partiti hanno limato le differenze ideologiche in nome della lotta all’Europa dell’austerità. Ora il governo sembra tenere una linea molto forte e non sembra voler cedere e si prepara allo scontro con Bruxelles e a non rispettare nessuna delle richieste della Troika che di fatto aveva commissariato i governi precedenti; ed infatti Tsipras si prepara al alzare il salario minimo ed a fermare le privatizzazioni. L’Europa, però, non sembra intenzionata a cedere più di tanto e per ora ha promesso soltanto di allungare un po’ le scadenze ma non ha nessuna intenzione di fare sconti ad Atene sull’entità dei debiti da pagare, anche perché un precedente del genere si allargherebbe velocemente agli altri paesi indebitati come Irlanda, Portogallo, Spagna e anche Italia, iniziando una spirale che per essere risolta necessiterebbe di una stampa di denaro da parte della Banca Centrale Europa decisamente superiore a quella decisa la scorsa settimana, che porterebbe ad una svalutazione pericolosa dell’Euro che Berlino e gli altri paesi suoi alleati sicuramente non accetterebbero mai. A nostro avviso, quindi, si va al muro contro muro e sembra che anche il governo greco non sia disposto a trattare più di tanto.

di Luciano Lago Rinchiusi nei palazzi della politica, gli esponenti della  politica  italiana  conducono anche stavolta la loro sceneggiata della elezione presidenziale, vivendo immersi in una dimensione del tutto estranea dalla realtà del paese reale. Se non fosse che questa rappresentazione surreale viene proiettata massicciamente all'esterno dalle telecamere delle reti TV, nessuno si accorgerebbe neanche di quanto accade nelle stanze dei palazzi romani ed il tutto sarebbe circondato da una totale indifferenza e dal tanfo insopportabile dei riti della vecchia politica. Lo spettacolo che forzatamente entra nelle case degli italiani attraverso le TV non riesce tuttavia a suscitare interesse più di quanto ne suscitano altre sceneggiate televisive o spot pubblicitari, quanto piuttosto desta una notevole apatia nella gente ed in molti anche disgusto. Il disgusto nasce dal fatto che l'italiano medio, alle prese con gravi problemi economici, di mancanza di lavoro, precarietà, aumento abnorme del costo della vita, imposte da pagare, molte delle quali concentrate a Gennaio, si rende conto ed acquista consapevolezza dell'estraneità di quel mondo che le Tv proiettano, un mondo di personaggi vuoti, estranei ai problemi condivisi dalla gente comune, concentrati nei loro giochi di elezione, sbarramenti, rose di nomi e quant'altro che dimostrano di essere attenti ai loro interessi e totalmente avulsi da qualsiasi sforzo di risolvere i gravi problemi sociali ed economici che attraversa il paese.