di Marco Della Luna Il problema dei banchieri che mangiano i depositi e gli investimenti dei clienti viene presentato dai mass-media in modo deliberatamente fuorviante, cioè come circoscritto a casi anomali e isolati di cattivo esercizio dell’attività bancaria e di insufficiente sorveglianza da parte degli organi di controllo, mentre al contrario da sempre la frode e l’usura e le falsità in bilancio (come pure i c.d. prestiti predatori e quelli fatti a società di amici, che non li rimborseranno), sono tra le più costanti ed efficienti fonti di reddito dei banchieri; e il sistema bancario italiano, nonostante i suoi circa 300 miliardi di crediti deteriorati e non dichiarati in bilancio, galleggia ancora solo perché le pratica usualmente nella complessiva tolleranza delle autorità di controllo, compresa quella giudiziaria (e che altro potrebbero fare, le autorità di controllo?).

di Enrique Montánchez Pechino si prepara ad entrare nel conflitto Medio Orientale: la Cina approva la sua prima legge Antiterrorismo per combattere lo Stato Islamico La Cina ha approvato in questi giorni la sua prima "Legge Antiterrorista", emanata dall'Assemblea Popolare Nazionale il 28 Dicembre, che prevede di inviare in Siria forze speciali dell'Esercito Popolare per combattere contro lo Stato Islamico e gli altri gruppi terorristi. Il Governo cinese giustifica il suo intervento che conta con l'approvazione del governo di Damasco, con l'obiettivo di salvaguardare la sicurezza mondiale compromessa dai numerosi attentati, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Xinhua. La decisione di Pekino- che fino ad ora si manteneva in discreto secondo piano di aiuto militare fornito alla Siria ed alla Russia- conferma che la Cina vuole adesso giocare un suo ruolo nella crisi medioorientale ed essere parte in quella che si definisce la "guerra mondiale contro il terrorismo".

Dopo l'ultimo discorso pubblico del leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, in cui questi ha preannunciato che non rimarrà impunito l'assassinio di Samir Qantar, uno dei capi del movimento libanese, colpito pochi giorni addietro in un raid mirato dell'aviazione israeliana nei pressi di Damasco, inizia a circolare un certo nervosismo ed una certa preoccupazione sui media israeliani. "Samir era uno di noi, ed un comandante della nostra Resistenza», ha ricordato Nasrallah intervenendo in televisione. «Ci riserviamo pertanto il diritto, che è nostro, di vendicarci per il suo assassinio nel luogo, momento e maniera che riterremo appropriati. È un diritto», ha avvertito, «che ad Allah piacendo eserciteremo».

Impossibile separare i due grandi attentati di Parigi e la guerra in Siria, visto che hanno un vistoso denominatore in comune, e cioè l'ISIS. di Massimo Mazzucco Il 2015 si è aperto con gli attentati di Parigi a Charlie Hebdo, nel mese di gennaio, e si è concluso con gli attentati di Parigi del Bataclan, nel mese di novembre. In realtà questi due episodi, estremamente gravi di per sé, fanno solo da contenitore a tutto ciò che si è svolto al loro interno, e cioè l'escalation della guerra in Siria, che è diventata, nell'arco di pochi mesi, un conflitto di livello internazionale.

di Finian Cunningham Il 2015 è stato l'anno in cui la Russia ha smascherato la natura barbarica delle potenze occidentali, la loro cospirazione criminale per il cambiamento di regime in Siria, dell'aggressione contro lo Yemen, contro l'Iran, la Russia, la Cina e qualsiasi paese che non voglia sottomettersi all'egemonia dell'impero anglo USA. È un filo che possiamo trovare in molte altre storie, parecchie  delle quali sono state nascoste  dall'apparato dei  media occidentali. La differenza è il supporto informativo che questi ultimi hanno omesso o perso il filo di come le potenze occidentali hanno creato o esacerbato questi conflitti, creando pressanti problemi internazionali.

Un prosimo confronto militare tra la Russia e la Turchia appare inevitabile, lo ha indicato questo Lunedì l'agenzia di intelligence geostrategica statunitense Stratfor. "L'ultima cosa che vuole la Russia è un confronto diretto con la Turchia, il paese che controlla l'accesso al mar Nero ed al mar Mediterraneo, ma il confronto con Ankara è un qualche cosa che non si può evitare", si legge nel pronostico di Stratfor per l'anno 2016. Secondo gli analisti ed i pronostici di questa agenzia di intelligence geostrategica, risulta anche altamente probabile che la Turchia sia coinvolta direttamente nel territorio siriano per impedire l'avanzata delle forze curde, visto che qualifica i curdi che lottano contro i terroristi come di un pericolo maggiore che non il gruppo dei takfiri dell'ISIS (Daesh in arabo).

di James Petras Il FMI è l'organismo monetario internazionale leader la cui finalità pubblica è quella di mantenere la stabilità del sistema finanziario mondiale attraverso i prestiti vincolati a proposte dirette a migliorare il recupero economico e la crescita. Di fatto, il FMI è sempre stato sotto il controllo degli Stati Uniti e dei maggiori paesi dell'Europa Occidentale e le sue politiche sono state progettate per promuovere l'espansione, il dominio finanziario ed i profitti delle principali "corporations" multinazionali ed istituzioni finanziarie. Gli Stati del Nord America ed europei praticano una divisione dei poteri: i direttori esecutivi del FMI sono europei; le loro controparti nellla Banca Mondiale (BM) sono degli USA.

Sam Gerrans Quando l’Islanda ha incarcerato i suoi banchieri qualcosa è cambiato. L’impensabile era accaduto: i veri criminali erano stati portati in giudizio. Ora anche la Svizzera minaccia di licenziare la riserva di valuta legale dei bankster. Ma accadrà? Josiah Stamp ha detto una volta: “Se si vuole continuare ad essere schiavi delle banche e pagare il costo della propria schiavitù, allora lasciate che i banchieri continuino a creare denaro e controllare il credito.” Stamp sapeva di cosa parlava. Tra i suoi successi, egli fu nominato direttore della Banca d’Inghilterra nel 1928. Tutti i cosiddetti Paesi moderni, civili sono sotto lo stivale proprio di questo meccanismo descritto da Stamp. Pochissimi Paesi, come la Libia, l’Irak e la Siria, sono riusciti a raggiungere società altamente sviluppate senza di esso. Questi Paesi hanno tutti qualcos’altro in comune. E così sia?

di Marco Bordoni Dopo che il 9 dicembre un accordo fra governativi ed opposizione ha portato all’ evacuazione del quartiere di Al Wa’er, a nord est di Homs, abbandonato da centinaia di miliziani delle varie formazioni ribelli, che sono stati disarmati e scortati nella roccaforte settentrionale di Idlib da uomini delle Nazioni Unite, questo accordo ha fornito un precedente gradito sia ai Siriani che ai miliziani per consentire un transito relativamente morbido verso la nuova realtà di progressiva restaurazione del potere centrale creatasi nel paese seguito all’ intervento russo.

di Eugenio Orso Ripiegando sulle questioni interne e su quelle europee, senza considerare il terribile rischio di guerra che si avvicina a noi, non può essere sfuggito ai più lo “scontro” fra l’europa con la e minuscola, quella dell’unione monetaria e finanziaria a strozzo, e il governo italiano Padoan-Renzi, che pur è suo tributario. I media, anche questa volta, hanno fatto il loro dovere di servi delle élite finanziarie, amplificando a dovere la cosa. E’ un modo furbetto per preparare la “defenestrazione” di Renzi, con l’ultima “devoluzione” di sovranità in agenda, cioè il governo diretto, commissariale europoide.