di Gary Flomenhoft Cari amici, gli ultimi giorni dell’Impero USA si stanno avvicinando rapidamente. Forse la sua fine sarà lenta e graduale, forse rapida e catastrofica; avverrà in modo caotico, oppure organizzato. Nessuno può sapere come si presenterà, ma la fine dell’Impero è certa come il giorno segue la notte e il sole segue la pioggia. Gigantismo, sovra-arricchimento e sovra-indebitamento chiederanno il loro prezzo, come hanno scoperto tutti gli imperi del passato. Gli Imperi sono come batteri in una capsula di Petri: spensierati, ciechi e insensibili si espandono fino all’esaurimento del cibo o alla contaminazione dell’ambiente con i loro rifiuti e poi muoiono. Sono automi, e non possono farne a meno: sono programmati per espandersi o morire, espandersi o morire e alla fine espandersi e morire.

di Luciano Lago La cortina di chiacchiere e promesse di Matteo Renzi viene inesorabilmente squarciata dall'ultima valutazione negativa fornita da una delle più importanti agenzie di rating. L’agenzia di rating S&P’s , conosciuta per essere abitualmente utilizzata dalle grande banche sovranazionali per la manipolazione del mercato finanziario, boccia decisamente l'Italia e le politiche del governo Renzi valutando il debito dell'Italia a livello di quasi spazzatura (junk). Vedi: S&P’s boccia l’Italia, rating a BBB - Un gradino sopra il livello spazzatura Inoltre la stessa agenzia sostiene quello che tutti gli analisti già da tempo affermavano: il Jobs Act di Renzi non risolve la drammatica situazione del lavoro in Italia e non sarà quello che potrà favorire l'afflusso di investimenti nel paese.

La sovranità nazionale dell'Ungheria in questo momento è oggetto di un attacco da parte degli Stati Uniti ,lo ha detto il primo ministro ungherese, Viktor Orban, dopo che il senatore statunitense, John Mc Cain, conosciuto per la sua russofobia, aveva criticato pesantemente le relazioni che Budapest intrattiene con Mosca ed aveva qualificato Orban come "un dittatore neo fascista". Queste  avventate dichiarazioni di Mc Cain hanno prodotto una vera e propria crisi diplomatica fra l'Ungheria e gli Stati Uniti.

di Fabio San La Merkel è una pasticciona gravemente sopravvalutata. È da lungo tempo la babbea di Washington ed ha urtato contro l’implacabile muro di pietra della posizione di Putin sull’Ucraina, dove lui ha le carte migliori. Presa fra i due, sta iniziando a creparsi, sia politicamente che emozionalmente. I suoi oppositori interni odorano il suo sangue. Un recente dispaccio della Reuters conferma la nostra versione di quel che è veramente successo al summit del G20. Per farla breve, il summit è stata una stridente ripetizione del summit ASEM di Milano.

Nel  XV Congresso del Front National (FN) si è  parlato  molto della Francia  ma anche un altro paese è riuscito a occupare un posto in quasi tutte le conversazioni: la Russia di Vladimir Putin- Facciamo delle ipotesi futuriste (neppure tanto utopie). Pensiamo ad una possibile vittoria del Front National che  apra il potere “democraticamente” a Marine Le Pen nella vicina Francia . Possiamo anche sognare -al momento non costa niente- che, alla fine, il FN (a vedere quando gli cambieranno il nome), anche  con lo slogan “ne’ di sinistra, ne' di destra”, debba assumere  le principali tesi politiche –ideologiche elaborate nel corso degli ultimi 40 anni dalla Nuova Destra (Nouvelle Drote).

Lo scorso Giovedì il presidente della Russia, Vladimir Putin, si è diretto con un suo messaggio annuale ad entrambe le Camere dell'Assemblea Federale (il Parlamento Russo), la Duma Statale ed i Consiglio della Federazione. Il presidente russo ha sottolineato che "se per i paesi europei, l'orgoglio nazionale è un concetto dimenticato da molto tempo e la sovranità nazionale è un lusso troppo grande, per la Russia questa è una condizione necessaria per la sua stessa esistenza". Putin ha avvertito che tutti devono ricordarsi di come finì il tentativo di Hitler di cancellare la Russia dalla faccia della Terra.

Di prof. Michel Chossudovsky L'America è in marcia verso la guerra. Se è vero che uno scenario di terza guerra mondiale è stato nei piani del Pentagono per più di 10 anni, ora però le azioni militari contro la Russia vengono contemplate sul "piano operativo". Allo stesso modo, sia il Senato che la Camera hanno introdotto nuova legislazione che legittima la condotta di guerra contro la Russia. Non abbiamo a che fare con una "guerra fredda". Non prevale nessuna delle salvaguardie in vigore in quell'epoca. Si è verificata una rottura diplomatica tra Oriente e Occidente, abbinata a un'estesa propaganda bellica. A loro volta, le Nazioni Unite hanno chiuso gli occhi di fronte ai crimini di guerra commessi dall'alleanza militare occidentale.

di Luciano Lago Quello che si sapeva da tempo è emerso con evidenza con l’ultimo scandalo della mafia affaristica su Roma gestita da alcune delle cooperative facenti parte dalla Lega delle Cooperative, di cui era presidente Giuliano Poletti, l'attuale ministro del Lavoro nel governo Renzi. Anche se i giornali e le TV manipolano le informazioni ( come abitualmente fanno),  cercando di oscurare come secondario il ruolo delle cooperative e di personaggi come Salvatore Buzzi, presidente di un gruppo di cooperative in affari con il Comune di Roma, uomo chiave dell’intreccio politica affari, mentre  gli stessi media enfatizzano invece il ruolo di personaggi come Carminati, pregiudicati di vecchia data, evidenziandone i trascorsi neofascisti e di delinquenza comune collegata alla storica "banda della Magliana", rievocandone le vicende di cronaca nera e le scenografie da film per distrarre il pubblico dalla sostanza dello scandalo. Nonostante la manipolazione, la verità viene fuori di prepotenza.

di Marco Mori La democrazia costituzionale è morta. Questa è la situazione in cui si trova il nostro paese. L’unica strada per uscire dalla violenta crisi economica in atto è comprenderne le cause, che ovviamente non sono affatto quelle che tutti i giorni ci vengono propinate da media che, nella grande maggioranza, definire di regime pare addirittura eufemistico. Se ciò che dico vi sembra una dichiarazione troppo forte cominciamo da una semplicissima osservazione di uno dato di fatto innegabile. In questo paese non votiamo secondo legalità Costituzionale dal 2006, ovvero da tale data il nostro voto non è eguale, libero e personale.

Il piano degli USA di attaccare l'Iran con armi nucleari e convenzionali si sta preparando dal Giugno del 2005 e conta con l'appoggio dei governi occidentali, avverte l'accademico canadese Michel Chossudovsky. "Confermato da documenti militari, così come dalle dichiarazioni ufficiali, tanto gli USA come Israele contemplano l'utilizzo di armi nucleari dirette contro l'Iran", lo scrive nel suo libro "Verso uno scenario di Terza Guerra Mondiale. I pericoli della guerra nucleare ('Towards a World War III Scenario. The Dangers of Nuclear War') il professore Michel Chossudovsky, direttore del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione del Canada.