Da una settimana abbiamo scoperto “sconvolgenti verità” già conosciute, dal probabile golpe al Cavaliere (Geithner) al futuro prelievo dai conti correnti con regia europea: perchè proprio ora? di  Mitt Dolcino Perché proprio ora vengono fuori le verità nascoste da almeno due anni? Allora, riassumiamo: Il Giornale parla oggi di possibile confisca dei risparmi sul conto corrente con regia europea, peccato che la legge UE che regola il processo abbia almeno 6 mesi. Poi, Geithner rivela via FT che ci fu una sorta di intento comune a far cadere Berlusconi con a capo Merkel e Sarkozy e spalle anglosassoni (possiamo dire anche golpe bianco, per altro già apparso in un libro dello stesso Geithner, “Stress Test”, di cui abbiamo avuto notizia all’inizio di quest’anno e anche dal libro dell’ex membro del Board della BCE Lorenzo Bini Smaghi, “Morire di Austerità” che citava lo stesso aneddoto) : ci si riverisce al G20 di Cannes, fine estate/autunno 2011.

di Enric Llopis I media hanno sottolineato nella prima settimana di Novembre la vittoria del Partito Repubblicano nel Senato statunitense e l'ampliamento della sua maggioranza nella camera dei Rappresentanti.  In realtà quello che è avvenuto è stato molto di più di un risultato elettorale. "Questo è l'ultimo colpo del capitalismo contro l'umanità", secondo la politologa ispano-iraniana, Nazanin Armanian. "Il popolo nordamericano ha votato la fine dell'era anti Bush; alcuni degli elementi che sono entrati al Congresso e nel Senato sono peggiori di Bush. Le loro prime dichiarazioni -dirette o indirette- mirano a portare la guerra all'Iran o alla Russia. Fino a che punto lo possano ottenere è discutibile, tuttavia non si può scartare".

di Mikhail Leontev, 1 TV Poco prima dello schianto del volo MH17 presso Donetsk:  registrazione delle immagini dai satelliti A disposizione del 1.mo Canale un’immagine sensazionale, presumibilmente tratta da un satellite spia, degli ultimi secondi del volo del Boeing malese sull’Ucraina. Alla vigilia dell’importante vertice mondiale dei G-20 in Australia, il tema della sorte dei passeggeri del volo è sempre più rilevante. Si era parlato sempre a favore della versione che l’occidente ha diffuso. Ora addio! E’ noto che al vertice di Brisbane, il premier australiano Abbott minaccia di chiedere al nostro Presidente severe indagini sul Boeing malese. Cerchiamo di aiutarlo. Ad agosto, l’Unione degli Ingegneri russi ha pubblicato la relazione sulle possibili cause dell’incidente, piuttosto diffusa su media e internet.

«Quando Renzi promette, davanti alle Tv del suo alleato Berlusconi, che, bontà sua, darà 80 euro di bonus-bebè, non dice che ad ogni famiglia ne taglierà 606», scrive “Senza Soste”, citando le cifre fornite da “Wall Street Italia”. «Matteo Renzi è un noto venditore di pentolame di scarsa qualità e a caro prezzo: finché la cosa resta tutto nel giro della circonvenzione di incapace, cioè nel suo partito, si può passare oltre, come è accaduto per quelle elezioni finte che chiamano primarie lo scorso anno». Il problema è che Renzi è diventato premier, continua il blog: non raggira più solo i militanti del Pd, ma gli italiani tutti. «Anche chi investe in Borsa si è accorto che Renzi tira fregature». Gli 80 euro alle famiglie con bebè in arrivo? Prontamente compensati «dall’aumento, previsto nella bozza di finanziaria, di pane, pasta, latte». “Wall Street Italia” definisce infatti “una partita di giro” la legge di stabilità: «Entrate e uscite, ma da dove prende i soldi Renzi? Si parla di bonus-bebé e Tfr in busta paga, ma ricadute negative arrivano a 606 euro sulle famiglie».

La Gran Bretagna mette i carri armati, la Francia e la Germania le truppe, la Polonia permette il passaggio di tutto  attraverso il suo territorio in viaggio  verso l'Ucraina. La NATO si sta incamminando verso la guerra e trascina in questa mezza Europa, che, tanto per variare, fornisce lo scenario del campo di battaglia. Trascorrono i giorni accusando la Russia di introdurre materiali e truppe nella Novorossia, in quella che viene ad essere più una cortina fumogena di propaganda mediatica  per occultare l'intervento della NATO che sta armando il governo golpista di Kiev. Quello che ufficialmente viene definito un "aiuto" destinato all'OSCE, in pratica, sul terreno non è nient'altro che il coinvolgimento diretto di vari paesi membri della UE e della NATO in un conflitto che loro stessi hanno provocato. La sconfitta delle forze di Poroshenko, dopo il fiasco della loro offensiva dell'estate, non lascia altra opzione che quella dell'intervento diretto delle potenze atlantiste.

Di Vladislav Gulevich Budapest è stata scossa da diversi giorni di proteste di piazza contro il piano del governo Orban di introdurre una tassa su internet. Secondo i media, 100.000 ungheresi sono scesi per le strade della capitale per dire al primo ministro "no". Di per sè, la tassa su internet  (poi ritirata dal governo) è una scusa debole per giustificare l'organizzazione di dimostrazioni da 100.000 persone. E, ovviamente, le richieste di abolizione della tassa si sono trasformate in richieste per le dimissioni del "dittatoriale" e "corrotto" governo ungherese. Sono stati anche lanciati attacchi agli edifici governativi, colpiti con sassi, portatili e cellulari. Erano evidenti anche altri segni del "maidan ungherese": i dimostranti saltavano in giro in modo ribelle cantando in coro: "chi non salta paga la tassa" (la versione ucraina di questo spettacolo standard è: "chi non salta è un russo"). I difensori locali dei diritti umani hanno dichiarato che introdurre una tassa su internet equivale a tentato omicidio della libertà di parola, inaccettabile in una democrazia.

di Francesco Boezi Se ne parla da molto: un fronte nazionale in salsa italiana che tenti di eguagliare i risultati dei cugini francesi con evidenti migliorie in campo elettivo. Lega Nord, Fdi-An, Casapound, La Destra, rappresenterebbero già, nel loro insieme, una percentuale elettorale significativa. Ma per creare una forza politica meno partiticizzata sarebbe anche necessaria una forte apertura agli ambienti culturali slegati dal pensiero unico e dai partiti tradizionalmente in maggioranza. Durante le passate elezioni europee, in Italia, scattò la Marie Le Pen-mania. Da “destra”, nello specifico, ci si affrettò a tentare di cavalcare la tigre che da oltralpe si apprestava a raggiungere un ennesimo risultato elettorale significativo e consolidante. La situazione storica-politica in Francia è diversa dalla nostra ma non meno complessa, la legge elettorale è ben più arginante (il doppio turno e la soglia di maggioranza altissima hanno da sempre penalizzato il Fn) e pur raggiungendo ormai stabilmente la doppia cifra, gli eletti del Fronte in Parlamento restano sempre molto pochi. Neppure due mesi fa, a riguardo, è stata salutata come una vittoria storica l’entrata in Senato di due parlamentari: “Non ci sono più assemblee in Francia a cui non abbiamo accesso , non resta più una sola assemblea in cui non ci sia un patriota” ha dichiarato la Le Pen a fine Settembre scorso.

Di Simon Black La settimana scorsa il Brasile ha annunciato che costruirà un cavo di fibre ottiche di 3.500 miglia fino al Portogallo, per evitare la morsa della NSA. Inoltre, non un centesimo dei 185 milioni di dollari preventivati per il progetto andrà a ditte americane, in quanto il Brasile non intende rischiare in alcun modo che il governo statunitense intercetti il sistema. E' incredibile cosa sono disposti a fare gli individui, le aziende e perfino i governi per proteggersi dal governo della cosiddetta "Terra dei liberi". Il governo tedesco, turbato dalla scoperta dello spionaggio statunitense nel suo paese, ha escogitato una gamma di metodi singolari per chiudere fuori le orecchie troppo curiose. Sono arrivati a mettere musica classica ad alto volume durante gli incontri ufficiali, per coprire la conversazione agli ascoltatori esterni. Hanno anche considerato l'idea di tornare alle macchine da scrivere, per eliminare la possibilità di sorveglianza computerizzata.

di Luciano Lago Obama ha annunciato oggi  un "cambio di rotta" nella politica anti Isis (Esercito Islamico)  attuata dagli americani. Mentre la campagna di interventi  aerei contro le posizioni dell'ISIS si era aperta inizialmente con frequenti attacchi  sul territorio  dell’Iraq, adesso il bersaglio numero 1 è diventato il presidente siriano. Il presidente statunitense ha infatti annunciato un necessario cambio di rotta per il programma, che dovrà avere come punto di partenza la destituzione del "tiranno" di Siria, Bashar al-Assad. Questa dichiarazione arriva dopo che nei giorni precedenti il segretario di Stato USA John Kerry si era riunito a Yeddah con i ministri degli esteri di 10 paesi arabi che fanno parte della coalizione, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Omán, Qatar e gli Emirati Arabi Uniti (EAU), i quali hanno approvato il piano americano per la lotta all’ISIS. Successivamente il segretario di Stato USA si è riunito a porte chiuse con il principe saudita Saud al-Faisal, ministro degli esteri della Monarchia Saudita, la stessa Monarchia che, secondo prove inoppugnabili, assieme al Qatar, ha sostenuto e finanziato i gruppi terroristi che hanno operato in Siria e dopo in Irak.