di Enrico Galoppini Dell’America si può dire di tutto, che ci piaccia o meno. Ma non che non sia un Paese di immigrati. Praticamente tutta la popolazione degli Stati Uniti d’America è fatta di immigrati negli ultimi quattro-cinque secoli. Ma c’è un piccolissimo problema. Una questione da nulla che viene allegramente glissata quando si tratta di far venire i lucciconi agli occhi per le storie di questi “self made man” partiti con la valigia di cartone e le loro Bibbie, raminghi e in fuga dal terribile “Vecchio mondo”.

di Salvo Ardizzone L’Italia ha deciso di inviare quattro Tornado in Kuwait, con al seguito alcune centinaia di specialisti, nell’ambito delle operazioni contro l’Isil. Secondo le dichiarazioni, i velivoli svolgeranno missioni Isr, in pratica di ricognizione, ma nelle prossime settimane potrebbero anche svolgere missioni d’attacco. L’Italia s’unisce alla ridicola “guerra” contro il “califfato” che, malgrado i tanti mezzi messi in campo da tante Nazioni, procede alla grottesca media di 4–8 sortite giornaliere. Quella missione, meglio, quella messa in scena, che costa comunque una barca di soldi (mantenere laggiù tanti assetti operativi, a parte i raid, costa da sé un’enormità), è figlia diretta delle contraddizioni che lacerano Washington.

Poroshenko  (il presidente dell'Ucraina),  ha annunciato che il suo governo adotterà il blocco economico e la sospensione di tutte le forniture (gas ed energia elettrica) alle popolazioni pro russe dell'Est Ucraina Secondo le milizie di Donetsk e di Lugansk, il blocco ordinato da Kiev è un buon segnale perchè questo significa che presto Kiev dovrà riconoscere la loro indipendenza. La decisione dell'Ucraina di sospendere i pagamenti delle pensioni nel Donbass potrebbe essere l'inizio di una prossima invasione militare, ha dichiarato questo Mercoledì il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Serguei Lavrov. "Dietro questo decreto c'è non soltanto il proposito di strangolare economicamente e socialmente la regione, ma anche un tentativo di preparare le condizioni per una nuova invasione militare e un'altro tentativo di risolvere la crisi mediante la forza", ha affermato il cancelliere russo nel corso di un suo intervento nel Parlamento.

I punti deboli nella strategia economica e politica di Vladimir Putin Di James Petras* Nel 2014, l'offensiva occidentale per isolare e circondare la Russia e impedire qualsiasi possibilità di uno stato russo indipendente è entrata nel pieno. Gli USA hanno finanziato il colpo di stato in Ucraina imponendo un governo fantoccio profondamente ostile alla Russia. Il supporto della Russia per i federalisti delle regioni sud-orientali e per la Crimea è servito come pretesto per sanzioni occidentali che mirano ad indebolire il settore petrolifero e bancario russo. Gli strateghi imperiali a Washington e Bruxelles hanno rotto tutti i precedenti accordi con l'amministrazione Putin e cercato di istigare gli oligarchi suoi alleati contro di lui minacciando le loro proprietà in Occidente. Le compagnie petrolifere russe, impegnate in joint ventures con Chevron, Exxon e Total, improvvisamente sono state tagliate fuori dai mercati di capitali occidentali.

Le 26 cose sull' ISIS che non vogliono che tu sappia di A. Fernandez Il problema dei "terroristi islamici", mentre gli USA effettuano una guerra preventiva in tutto il mondo per "proteggere il territorio americano" è usato per giustificare un progetto militare. Lo Stato islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS) è una creazione di intelligence degli Stati Uniti. Il "programma di lotta contro il terrorismo" di Washington in Iraq e in Siria consiste nel sostenere sottobanco i terroristi. Le incursioni delle Brigate dello Stato islamico in Iraq dal giugno 2014 facevano parte di un'operazione di intelligence militare attentamente pianificata e segretamente sostenuta dagli Stati Uniti, dalla NATO e da Israele. Il mandato di lotta contro il terrorismo è una finzione. Gli Stati Uniti sono il "primo sponsor del terrorismo". Lo Stato islamico è protetto dagli Stati Uniti e dei suoi alleati. Se avessero voluto davvero eliminare le brigate dell'ISIS, avrebbero potuto benissimo bombardare il loro convoglio di camionette Toyota quando queste hanno attraversato il deserto dalla Siria all' Iraq nel mese di giugno (li sorvegliavano con i satelliti).

di Marco Della Luna I dati economici per l’Italia e le proiezioni degli organi specializzati non lasciano dubbi: la recessione continuerà, le riforme di Renzi faranno cilecca, la situazione a breve si farà pericolosa. Gli interessi costituiti, la casta europeista e austerofila, si attrezzano per fronteggiare una possibile situazione prerivoluzionaria mediante una riforma del parlamento e della legge elettorale che metta tutto nelle mani dei segretari di pochi grandi partiti politici, e in particolare si consolida l’asse neoliberista Renzi-Berlusconi. Andiamo infatti verso uno scenario di fallimento delle promesse renziane, di forte peggioramento economico, di dirompenti tensioni sociali, con un parlamento ultra-maggioritario neoliberista che assicurerà, sì, la maggioranza a un governo fedele al modello economico in via di costruzione, ma che non rappresenterà la popolazione, anzi sarà in palese contrapposizione agli interessi di questa, e dovrà ricorrere alla repressione, legittimandola con i numeri in aula e con l’appoggio dell’”Europa”, e alla bisogna perfezionandola con l’arrivo della Trojka e dell’Eurogendfor.

di Carlo Cambi Si sapeva sin dall'inizio che l'Euro era una moneta a tempo creata per depredare gli europei della loro ricchezza.... Il piano era di cominciare a spolparsi le nazioni del sud Europa (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo) per poi passare al "boccone del prete" (Francia, Germania e paesi del Nord Europa) .... noi siamo stati distrutti e le nostre ricchezze hanno preso il volo (con la complicità dei nostri "fratelli" europei) .... adesso che toccherebbe anche a loro essere depredati (vedi eurobond con i quali i debiti degli stati del sud Europa vengono spalmati su tutte le altre nazioni europee) .... adesso molto probabilmente faranno saltare la truffa perché i popoli del Centro-Nord Europa NON vogliono morire ed il cerino in mano, vogliono che rimanga a noi Sud Europei!

di Enrico Galoppini Ci si rifletta bene. Gli ultimi tre presidenti del Consiglio italiani sono tutti dei nominati. Nessuno di loro è il vincitore di “democratiche” consultazioni elettorali. Ora, ci rammentano fin dall’asilo che il massimo esercizio di “democrazia” si svolge nel “segreto dell’urna”. Ma l’ultimo capo di governo uscito dal voto popolare è stato Berlusconi. Che non è mai stato accettato in quanto tale dall’elettorato avverso, tant’è che quando è stato costretto con le maniere spicce a dimettersi, quello stesso elettorato ha fatto festa, andando in brodo di giuggiole per “il professor” Monti.

di The Saker Ho appena letto l'articolo di Paul Craig Roberts:   Next-presidential-election      nel quale cita un articolo di Glenn Greenwald: firstlook.org/theintercept (tradotto qui sotto -ndt). Entrambi gli autori concordano che la possibilità che la Clinton diventi presidentessa degli Stati Unit i è una brutta notizia, Roberts menziona addirittura il rischio di guerra. Purtroppo devo essere d'accordo con loro. Hillary è la quintessenza di tutto quanto c'è di sbagliato negli USA, e dopo la presidenza assolutamente disastrosa di Barak Obama avrà molto da dimostrare a se stessa e alle lobby a cui risponde (descritte da Greenwald nel suo articolo). Non ripeterò gli argomenti dei due analisti; mi limito ad aggiungere che sono assolutamente convinto che Hillary sia sia abbastanza delirante che arrogante per credere di poter fare la prepotente con la Russia, anche con l'uso della forza militare. Al costo di sembrarvi un po' ingenuo, aggiungo anche che penso sia una persona semplicemente malvagia. Il problema ovviamente è che la Russia non cederà. Non per questioni che sono per essa di chiara importanza strategica, esistenziale. Ciò include sicuramente il futuro dell'Ucraina. Temo che gli USA penseranno a un confronto militare con la Russia come al gioco del coniglio, mentre per la Russia sarà una questione di sopravvivenza. Sappiamo tutti come può finire.

Nonostante i recenti accordi militari, la Cina e gli USA si dimostrano ogni volta più diffidenti e si stanno preparando per la guerra, ritiene un consulente del Pentagono. “Gli Stati Uniti e la Cina si stanno preparando per la guerra”, lo afferma Michael Pillsbury, l’esperto militare e consulente del Pentagono,  in un articolo per la rivista Foreign Affairs. La preoccupazione per la possibilità di una guerra tra i due paesi è ambigua. Gli alti comandi militari e politici della Cina credono che gli USA si stiano preparando per un conflitto contro il loro paese, per tale motivo ritengono che anche loro debbano fare lo stesso, secondo l’esperto. La loro  paura  deriva dai  testi pubblicati nelle riviste militari statunitensi che studiano il modo di vincere la futura guerra con la Cina, afferma l’autore.