di Thierry Meyssan tratto da:  Voltairenet Damasco, 13 Gennaio 2014 Gli ultimi giorni di guerra sono sempre i più letali. Gli eserciti in rotta si vendicano della loro sconfitta commettendo atrocità inutili, come abbiamo appena visto ad Adra, dove le torture inflitte ai lavoratori lealisti non hanno nulla da invidiare a quelle commesse durante la caduta del Terzo Reich. Ma la situazione è complicata dal crollo di ciò che resta della coalizione internazionale anti-siriana, dove ogni ex-partner tenta di salvare i propri interessi a scapito dei suoi ex alleati.

Esistono infatti una miriade di grandi pensatori contemporanei ebrei e allo stesso tempo antisionisti: da Gilad Atzmon al rabbino Dovid Weiss, passando per Jacob Cohen, Eric Zemmour e Norman Finkelstein. Intellettuali esclusi perché hanno oltrepassato i confini del politicamente corretto, dimostrandone le contraddizioni interne. di Sebastiano Caputo Fonte: L'Intellettuale Dissidente « La definizione “antisemita”? E’ un trucco, la usiamo sempre. In Europa quando qualcuno critica Israele tiriamo fuori l’olocausto e le sofferenze del popolo ebraico. Quando negli Stati Uniti le persone attaccano Israele, vengono chiamate “antisemite ». - Shulamit Aloni, ex ministro israeliano

In Italia nel 1970 ci fu un giurista ed esperto del diritto del lavoro, Gino Giugni, docente presso l’Università La Sapienza di Roma, socialista, il quale scrisse un trattato di norme sulla regolamentazione del lavoro che fu denominato “Statuto dei lavoratori” che fu adottato come legge vincolante dal Parlamento di quell’epoca  nella legislazione del lavoro dove è rimasto vigente fino alla fine degli anni ’90, modificato in alcune sue parti con le leggi Biagi del 2003, preceduta dal così detto pacchetto Treu del 1997, quella che aveva introdotto per la prima volta le agenzie private per il lavoro abolendo i vecchi uffici di collocamento.

di Stefano Davidson 10 genn – Inizialmente fu il silenzio, ovvero la grande trappola in cui Napolitano, Monti e combriccola già ampiamente larghintesa, avevano deciso di infilare gli italiani, ratificando trattati imposti dalla “sovrana” (ma de che?) Germania per salvare se stessa dalle conseguenze della propria gestione economica (soprattutto quella pensionistica. Per saperne di più leggere lo studio della fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft, presieduta dall’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo), passò sotto totale silenzio grazie alla solita stampa comprata nelle sue omertà e nelle sue costanti informazioni falsate, a suon di finanziamenti pubblici (ovvero coi soldi NOSTRI, se non fosse abbastanza chiaro!) e di inserimento di uomini giusti nei posti giusti (ovviamente non certo seguendo criteri meritocratici, bensì i sempre in voga Partitocratici!).

Di Paolo Franceschetti Poche settimane fa leggevo la ridicola notizia relativa alla discussione parlamentare sull’aumento della fascia esente dall’IRPEF. Qualche parlamentare di sinistra, per far finta di essere dalla parte del popolo, si chiedeva se fosse giusto portare a 12.000 euro la fascia esente; altri parlamentari a destra rispondevano che il governo avrebbe perso troppi soldi e che le casse dello stato non potevano permettersi di subire una simile perdita. La querelle, ovviamente, è falsa e rappresenta una delle tante discussioni ipocrite fatte solo per gettare fumo negli occhi della gente, per indurre nel cittadino l’idea che le tasse servano a coprire le spese statali, e per riempire i giornali con qualche notizia che sembri tale. In realtà le tasse non servono affatto allo stato per coprire le spese, specialmente se prelevate da redditi sotto ai 20.000 euro.

di Jacques Sapir Traduzione di  Etienne Ruzic È caratteristico, e a dire il vero sintomatico, che la Signora MERKEL, ormai Cancelliere  a capo di un governo detto di « grande coalizione » in Germania, abbia potuto, il 19 dicembre scorso senza provocare particolari turbamenti, dichiarare alla stampa : « Prima o poi, senza la necessaria coesione, l’Euro esploderà » [1]. A prima vista, questa dichiarazione si rivela perfettamente esatta. Senza « coesione », vale a dire senza la presenza di un sistema di trasferimenti finanziari considerevoli, l’Euro non è sostenibile. Lo sappiamo, e il calcolo di quanto dovrebbe essere speso affinché questo sistema federale funzioni è stato fatto da vari autori. Per quanto mi riguarda, ho stimato tra l’8 e il 10% del suo PIL l’importo che la Germania dovrebbe fornire [2]. È perfettamente chiaro che non può farlo senza distruggere il suo « modello » economico. E da questo punto di vista, esigere ogni anno dalla Germania, a favore dei Paesi dell’Europa meridionale, una « solidarietà » compresa tra i 220 e i 232 miliardi [ai prezzi del 2010] equivale a chiederle di suicidarsi [3].

di  Anna Mikhailenko (Russia) Regnum, 8 Gennaio 2014 Dopo aver rimosso l’organizzazione estremista Mujahidin-e Khalq (MEK) dalla lista delle organizzazioni terroristiche, nel 2012, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha invano cercato di trasferire i militanti di tale gruppo dall’Iraq ai siti approntati per le future ostilità armate. Washington sembra ritenere la Romania un luogo propizio per 3000 di tali militanti, in particolare la città di Craiova vicina al confine bulgaro. Massud Khodabandeh, già alto leader dei Mujahidin-e Khalq, ha riferito alla stampa bulgara che la questione del loro reinsediamento è stata discussa durante l’incontro tra il segretario di Stato statunitense John Kerry e il ministro degli Esteri romeno Titus Corlatean, a Bruxelles ai primi di dicembre 2013.

Ha messo in banca 13 milioni di saterline di Asa Bennet Tony Blair ha incassato più di £ 13 milioni, il suo maggior successo economico da quando ha dato le dimissioni da Primo Ministro. La ricchezza di Blair, che comprende una casa a Londra, una tenuta di campagna e numerose altre proprietà, è stimata in 70 milioni di sterline. L'ex PM ha costruito la sua fortuna negli anni come consulente ufficiale per la banca d'investimenti JP Morgan e per il colosso assicurativo globale con sede in Svizzera Zurich International. Blair è consulente anche di alcuni governi, come ad esempio il regime del Kazakistan e richiede £ 250.000 a volta per conferenze e partecipazioni private.

Fonte: L'intellettuale dissidente Quello stesso sistema che ora ha paura e usa la strategia del “reductio ad hitlerum”. La “quenelle” – gesto rappresentativo del “dieudo-pensiero” -, da gesto volgare che significa grosso modo “fìccatelo su per il...” , con una mano posta nella parte superiore del braccio verso il basso per indicare “quanto in su” devi ficcartelo, è stato trasformato dalle principali organizzazioni ebraiche in un “un saluto nazista al contrario”. Purtroppo però per l’establishment, la “quenelle”, la fanno tutti: uomini, donne, giovani, anziani, militari, sportivi, francesi di origine straniera, francesi-francesi, politici e opinionisti anti-sistema, ebrei, musulmani, cattolici. Troppo facile giocare con la semantica, è ora di ridefinire il "nazismo" e contestualizzarlo nel mondo moderno.

Prima degli accordi di Bretton Woods, le banche degli stati dovevano avere una quantità di oro nei loro forzieri pari al denaro che stampavano. Succedeva, però, che esse stampavano più denaro rispetto al controvalore in oro che possedevano. Perciò nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un’inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando l’URSS e la Cina restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l’oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l’oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore ed il suo reale valore diventò indotto dalla sottomissione degli stati – e quindi delle persone – ad accettarlo come moneta di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano.