di Antonio Maria Rinaldi La mia posizione di indipendente mi consente di fare alcune libere considerazioni sulla recente sortita del Cavaliere di introdurre in Italia una sorta di doppia circolazione, cioè oltre all’euro anche di una ritrovata lira. Premesso che ancora non sono noti i dettagli della proposta resa nota sabato pomeriggio a Milano in occasione della due giorni “No tax day”, ma è comunque possibile già da ora fare considerazioni in merito. La moneta in generale, e pertanto anche l’euro, non è altro che uno degli strumenti a disposizione di uno Stato per poter mettere in atto la propria politica economica e quest’ultima, da quando abbiamo adottato la moneta unica, è praticamente condizionata dal rispetto delle regole di convergenza.

di Salvo Ardizzone L’Arabia Saudita è scesa in guerra con l’ultima arma che le è rimasta, dopo che ha fallito nei suoi scopi con fiumi di denaro, montagne d’armi ed eserciti di tagliagole. Il prezzo del petrolio è crollato del 35% dal giugno scorso, allora era di 115 $ al barile, ora, dopo l’ultima riunione dell’Opec di giovedì 27 che ha mantenuta invariata la produzione, è sceso a 71 $. In un mondo ancora in crisi, con una domanda di energia che langue e sempre nuovi pozzi che vengono attivati sotto la spinta di prezzi che erano alle stelle, Riyadh da mesi spinge al ribasso le quotazioni, rifiutando di ridurre l’estrazione. La sua non è una politica suicida, ma una lucida scelta per mettere in crisi i suoi nemici e i loro alleati, riaffermando il potere della sua arma strategica.

di Nicolas Bourgoin * Il piano franco-tedesco denominato "proposte per stimolare la crescita "(sic), presentato oggi ufficialmente, avrà avuto almeno un merito: per completezza, dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che la Grecia è stata solo un banco di prova del folle progetto della completa liberalizzazione dei mercati che l'oligarchia vuole imporre in Europa, che consiste in niente di meno che parificare il mercato del lavoro europeo agli standard cinesi. Ultima isola di resistenza, il modello sociale francese ereditato dal dopoguerra che ancora garantisce una protezione sociale minima, con delle pensioni e dei salari decenti, questo è condannato a scomparire nel medio termine.

Alain Soral è un intellettuale e politico  francese il quale è divenuto nel tempo una presenza influente nella scena politica e culturale francese. Pur avendo seguito ed appoggiato il partito del Front National di Marine Le Pen, ultimamente Soral si è staccato da tale partito ed ha costituito, assieme all'attore Dieudonne',  una nuova formazione politica denominata "Egalite et Reconciliation". Vedi: Si spacca il Front National in Francia . Vogliamo riassumere per il lettori di Controinformazione.info alcune delle sue posizioni politiche su varie tematiche di attualità che rappresentano un caposaldo per tutti coloro che si riconoscono in Europa in un Fronte Identitario idealmente costituito da partiti e movimenti politici che contestano l'attuale  sistema politico e sociale ed il "Pensiero Unico" dominante.

Attivisti di tutto il mondo ritengono Blair responsabile della morte di mezzo milione di bambini in Iraq "A Save The Children vogliamo superare le vostre aspettative", recita il sito dell'organizzazione non governativa con sede a Londra Quando “l'inviato per la pace in Medio Oriente" Tony Blair è stato nominato "Filantropo dell'anno" da GQ Magazine a settembre per la "sua instancabile attività caritativa" c'era un’incredulità diffusa. L’editore della rivista elogiava i "successi" di Blair includendo la "riconciliazione tra le tre fedi abramitiche." La rivista sarà esperta sull’underwear maschile, commenta amara Felicity Arbuthnot su Global Research ma chiaramente non ha mai sentito parlare di Iraq.

Putin prepara la nuova Dottrina Militare della Russia, sbarra il passo alle ONGs che operano come schermo per la CIA  e prepara il paese per fare fronte a qualsiasi crisi La rinnovata Dottrina Militare, elaborata dal Consiglio di Sicurezza e dal Ministero della Difesa della Federazione Russa, presto riceverà l'approvazione del presidente russo, Vladimir Putin, scrive questo Venerdì il giornale "Nezavisimaya Gzeta". Fonti militari hanno informato il giornale che la cosa più probabile è che Putin firmi questo documento in vista del suo tradizionale messaggio al Parlamento, previsto per il 4 Dicembre, o poco dopo per pronunciarlo. Il presidente russo ha celebrato lo scorso Mercoledì nel balneario di Sochi una riunione con gli alti gradi del Ministero della Difesa didicata alla pianificazione strategica militare.

di Luciano Lago Nell'Europa impoverita ed affossata dalle politiche di austerità imposte dalla Troika di Bruxelles e Francoforte, non fa alcuno scandalo quando i governi ricorrono alla svendita del patrimoni nazionali, costituiti da imprese pubbliche o para pubbliche e delle proprietà demaniali che vengono cedute o affidate in mano straniera. Anzi al contrario molti esponenti politici sarebbero bel lieti di favorire al massimo l'afflusso di questi capitali, in particolare dai paesi delle petromonarchie del Golfo dove i capitali abbondano: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti. Così è accaduto ad esempio in Italia per l'Alitalia, società una volta pubblica, che è stata acquisita per il 49% del suo capitale nella disponibilità della Etihad, compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti. La stessa cosa sta accadendo per le acciaierie di Piombino della Lucchini SPA, in questo caso vendute al gruppo algerino Cevital che aveva presentato l'offerta per l'acquisizione dello storico impianto. Vedi: Piombino, acciaierie Lucchini vendute al gruppo algerino Cevital.

La Repubblica Popolare di Donetsk esige di far convocare una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per verificare la possibilità dell'invio di caschi blu dell'ONU nell'Est dell'Ucraina. "Richiediamo di convocare una riunione urgente del CS dell'ONU per esaminare la possibilità di un intervento dei caschi blu con la partecipazione della Russia per controllare l'adempimento di tutti gli accordi ottenuti in passato e normalizzare la situazione umanitaria", lo afferma una nota pubblicata questo Martedì nel web dal servizio stampa del Governo di Donetsk. Inoltre è stato fatto un appello alla comunità internazionale ed alla Russia di bloccare la catastrofe umanitaria ed il genocidio nell'est dell'Ucraina. I responsabili della Repubblica di Donetsk hanno sottolineato che le autorità ucraine hanno "contrapposto lo Stato ucraino alla popolazione del Donbass" nell'annunciare il blocco economico di Lugansk e di Donetsk. Previamente il leader ucraino aveva emesso un decreto con cui aveva disposto di evacuare dalla zona della "operazione antiterrorista" ad altre province dell'Ucraina le istituzioni pubbliche, i Tribunali, così come a quanti fossero incarcerati e detenuti e di amnistiare le persone condannate per  delitti minori. Allo stesso modo ha ordinato di sospendere tutte le operazioni con conti bancari nelle province del  Donbass per il lasso di un mese.

La seconda fase della globalizzazione. Nuove forme di colonialismo attraverso una lettura politica dei nuovi trattati internazionali TTIP e TPP. Anche l’Italia si ritroverà a veder competere i propri prodotti su un mercato complesso, con Stati, soprattutto quelli asiatici, con valute differenti e incomparabilmente più vantaggiose. di Simone Sauza È nota la sentenza di Karl Marx. La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. C’era una volta la globalizzazione, una narrazione dominante che ha raggiunto l’apice negli anni novanta ed è entrata in crisi intorno al 1999, l’anno di Seattle e delle grandi manifestazioni contro il vertice del WTO. Il suo effetto si è giocato su due binari: da una parte vi è stato un effettivo trasferimento di ricchezza dai paesi cosiddetti ricchi verso paesi poveri; dall’altro, nei paesi ricchi, la ricchezza è stata trasferita violentemente e in maniera verticale dalle classi povere e medie verso una ristretta fetta della popolazione che è andata a costituire i super-ricchi, non solo in termini prettamente economici, ma soprattutto di peso politico: è l’élite di potere che gravita nel mondo delle multinazionali, dei banchieri e dell’alta finanza.

di Fabio Calabrese Un aspetto al quale finora forse non abbiamo prestato sufficiente attenzione per quanto riguarda i fenomeni migratori provenienti dal Terzo Mondo e i loro effetti sulle società occidentali, nonché le ideologie che li accompagnano, li sollecitano, li favoriscono ai danni delle popolazioni europee native, è il modo in cui questi fenomeni si inseriscono nelle dinamiche di classe del mondo occidentale, nonché il carattere fortemente classista che sta alla base delle ideologie cosmopolite, internazionaliste, terzomondiste, immigrazioniste e via dicendo. In pratica, nel momento in cui i sostenitori del terzomondismo, del mondialismo, di estrazione invariabilmente borghese radical-chic, “aprono” verso lo straniero immigrato, inevitabilmente chiudono verso i lavoratori del proprio Paese, danneggiati in maniera inevitabile dalla presenza dell’immigrato.