Sulla questione Cristianesimo ed Islam, "scontro di Civiltà" ed affini, pubblichiamo il punto di vista di un cattolico tradizionalista di Andrea Giacobazzi Con i fatti siro-iracheni, in questi giorni è ripartito il vecchio disco, roba da jukebox: "Occidente, occidentali, West, western". Forse è poco utile ribadirlo in questa sede ma, come si dice, repetita juvant. Che "Occidente"? Cos'hanno in comune i cattolici del Piemonte con i mormoni dello Utah? Cosa li rende più prossimi ai luterani della sessantacinquesima strada di quanto non lo siano agli scismatici del Donbass. Non si sa.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da parte di  Enrico Galoppini

Premesso che chiunque anche solo incoraggi, per non dire pianifichi, sul nostro territorio nazionale, azioni che vadano a ledere l’incolumità di persone e cose deve essere prontamente messo in condizione di non nuocere da parte degli organi preposti alla pubblica sicurezza, c’è da chiedersi cosa frulli per la testa di quei politici che avanzano proposte come quella che segue:

BOLOGNA, 27 AGO - Nelle moschee emiliano-romagnole si preghi in italiano. E' la proposta di Forza Italia che, attraverso i consiglieri regionali Gian Guido Bazzoni e Luigi Giuseppe Villani, ha interrogato sul tema la Giunta. I consiglieri domandano alla Giunta "se non ritiene di dover attuare iniziative che agevolino la prevenzione ed il controllo verso i fenomeni di estremismo islamico nel territorio regionale" e "come valuta l'iniziativa di porre l'obbligo di proferire in lingua italiana preghiere e discorsi all'interno delle moschee o comunque dei luoghi dove i credenti musulmani si riuniscono". Inoltre, "se ritiene di farsi portavoce in Conferenza Stato Regioni della richiesta al Ministero dell'Interno di aumentare i controlli verso il fanatismo islamico, specie sui territori regionali dove risulta abbiano maggiore diffusione". I consiglieri ricordano poi che in provincia di Ravenna, in passato, "si sono verificati svariati fatti riguardanti l'estremismo islamico che avrebbero dovuto preoccupare le istituzioni locali riguardo la scarsa attenzione verso questo pericoloso fenomeno". (ANSA). Y9C-GIO 27-AGO-14 16:44 NNNN

di Brandon Smith

Il terrorismo false flag architettato dai governi è un fatto storico accertato. Per secoli, le elite politiche e finanziarie hanno affondato navi, incendiato edifici, assassinato diplomatici, rimosso leader eletti e fatto saltare la gente per aria, per poi incolpare di questi disastri un conveniente capro espiatorio, così da generare paura nel pubblico e acquisire più potere. Gli scettici potranno discutere se una qualche specifica calamità sia stata oltre ogni ragionevole dubbio un evento false-flag o meno, ma nessuno può negare che tali tattiche siano state usate in passato.

di Enrico Galoppini La fase finale della guerra dell’Occidente contro l’Islam è finalmente cominciata. Tanto più che quest’ultimo s’è dotato d’un ‘medievale’ e terrificante “Califfato”. Non bisognava disporre di particolari doti profetiche per prevedere che prima o poi saremmo arrivati a tanto. Basta leggersi una raccolta di articoli pubblicati prima del 2008 che ho intitolato Islamofobia. Attori, tattiche, finalità (Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2008). Il capitolo finale, che riassumeva i termini della questione (Islam come “problema” e strategie geopolitiche atlantiche: un rapporto necessario, rivisto ed aggiornato per i corsi del Master Mattei dell’Università di Teramo col titolo Il “Grande Medio Oriente” e il momento anti-islamico dello “scontro di civiltà”), regge ancora bene alla sfida del tempo, perché, come recita appunto il titolo, la “paura dell’Islam” è da mettere in stretta relazione con le strategie geopolitiche atlantiche nel Mediterraneo e in Eurasia. Da quando è stato proclamato un improbabile califfato a cavallo della Siria orientale e dell’Iraq centro-settentrionale (1), l’Islam è tornato prepotentemente nelle case degli occidentali, sottoposti a dosi da cavallo di messaggi sensazionalistici ed allarmistici capaci di provocare sconcerto e preoccupazione persino tra gli stessi musulmani.

Agosto: ribaltamento del fronte dell'Est di Eloy Fontan L'Esercito ucraino continua a bombardare ed ad attaccare le popolazioni civili di Lugansk, Donetsk e delle altre località controllate dalle milizie autonomiste, mentre cerca di occultare le migliaia di diserzioni nel suo esercito e la perdita di più di 10.000 dei suoi soldati nella guerra in corso. Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, affermava di recente che il giorno 22 Agosto si stava combattendo per le strade di Lugansk e di Donetsk, che la guerra stava per volgere alla sua fine. Niente di più lontano rispetto alla realtà: l'Esercito ucraino era avanzato nella regione del Donbass in una guerra di posizioni che gli è costata la perdita di più di 10.000 dei suoi soldati. Volontari neo nazisti e mercenari compongono i battaglioni del castigo di questa accozzaglia di truppe; i soldati di rimpiazzo ed i riservisti, carne da cannone per il fronte.

di Luciano Lago Ci sarebbe ormai da ridere nel leggere e commentare le menzogne puerili pubblicate della grande stampa italiana a proposito del conflitto in Ucraina. In questo paese la disastrosa campagna militare (l'"operazione castigo", la chiamavano) condotta dall'Esercito di Kiev, appoggiato dalla NATO, sta arrivando alla sua conclusione con la pesante sconfitta inflittagli dai separatisti del Donbass, denominata Novorossia. Mentre il grosso delle truppe ucraine, ritiratisi dalle città di Slavyanoserbsk, Crimea y Kirovsk, adesso si trovano accerchiati in una sacca vicino a Makeeva da cui può uscire solo con una resa, nel frattempo le milizie dei filorussi sono arrivate a Mar di Azov e stanno puntando a liberare Mariupol, in precedenza conquistata dagli ucraini. Tutte le postazioni della frontiera sono ormai in mano alle forze separatiste filo russe.

Riceviamo e  volentieri pubblichiamo da Roberta Clerici

In queste ore i giornali riportano analisi sui punti critici della riforma della giustizia penale, prescrizione, intercettazioni, falso in bilancio etc.., col risultato che della riforma della giustizia civile, ovvero l'unica che molto probabilmente verrà votata oggi dal Consiglio dei Ministri, nessuno parla.

A pensare male si fa peccato... ma poiché è una tecnica politica quella di pilotare l'attenzione pubblica su un tema, per poi procedere senza particolari intoppi su altro, vale la pena ricordare che la riforma del settore civile riguarda milioni di Italiani che - di punto in bianco - si ritroveranno a fare i conti con modifiche sostanziali. Non che tutti i punti siano da scartare, anzi. Divorziare senza passare dal Giudice, o avere l'accesso al gratuito patrocinio anche per pagare le transazioni, sono belle conquiste, assieme ad altre, ma permane una generale sensazione che anche questa ri-forma andrà a favorire caste e lobbies, banche in testa.

di Anatoli Vasserman La decisione della UE delle sanzioni contro l'economia e le finanze russe- che per lo più non castigano fatti ma semplici sospetti- presumibilmente dovrebbero pregiudicare l'economia russa piuttosto che le economie dei paesi europei. Tuttavia questo ragionamento si basa su delle comparazioni statistiche completamente assurde. L'economia russa è certamente più debole che quella della UE. Bisogna però considerare che quella russa è un'economia altamente produttiva e salutare mentre che le economie dell'Unione- allo stesso modo che quelle degli Stati Uniti- includono nel proprio Prodotto Nazionale Bruto tutta una serie di "prodotti finanziari" carenti di valore reale-.

Per gli USA la cosa più importante di tutto quello che sta avvenendo in Ucraina è che questi avvenimenti riescano ad affossare le relazioni tra la Federazione Russa e l'Unione Europea. In effetti tutte e ciascuna delle azioni degli USA non sono altra cosa se non tentativi di arrivare a questo obiettivo, ricorrendo inoltre a vari sistemi volta per volta.

Di Paul Craig Roberts L'ultima bugia di Washington, che questa volta viene dalla NATO, è che la Russia abbia invaso l'Ucraina con 1.000 soldati e artiglieria motorizzata. Come facciamo a sapere che è una bugia? Forse perché non abbiamo sentito che menzogne dalla NATO, dall'ambasciatrice statunitense all'ONU Samantha Power, dall'assistente segretario di stato Victoria Nuland, da Obama e il tutto il suo regime di bugiardi patologici, e dai governi britannico, tedesco e francese, oltre che dalla BBC e dal complesso dei media occidentali? Questa ovviamente sarebbe già una buona ragione per sapere che l'ultima propaganda occidentale è una bugia, visto che i bugiardi patologici di punto in bianco non si mettono a dire la verità. Ma ci sono ragioni ancora migliori per capire che la Russia non ha invaso l'Ucraina con 1.000 soldati.

di Luciano Lago Come risulta evidente a tutti coloro che dispongono di un minimo di spirito critico, l'Italia è un paese allo sfascio, alla mercè delle centrali di potere finanziario sovranazionali, piegato agli interessi della oligarchia di Bruxelles e della Germania, colonia degli USA per quanto riguarda la sua inesistente politica estera. A capo del governo abbiamo un personaggio giovane e loquace, il fiorentino Matteo Renzi  , il quale, grazie ad una massiccia campagna di marketing, è riuscito per un certo  tempo ad incantare una grande massa di italiani, in realtà la disillusione sta poco a poco arrivando anche per molti che gli avevano dato fiducia, visto che "il fiorentino" o il "Pitti bimbo" (come taluni lo chiamano) rimane avviluppato nelle sue stesse chiacchiere e nelle sue mirabolanti promesse non mantenute: "faremo una riforma al mese", "pagheremo tutti i debiti della pubblica amministrazione", "faremo ripartire la crescita","Enrico stai sereno", ecc.. I fatti puntualmente si incaricano di smentirlo.