di Luciano Lago L'anno 2014 sarà ricordato come un anno negativo ed infausto, inutile quindi spendere delle parole (come molti invece fanno ) per ricordarne gli avvenimenti, visto che per fortuna si chiude fra poche ore e, di questo anno tanto negativo, sicuramente in pochi sentiranno la nostalgia. La nostalgia la proveranno forse quei pochi, appartenenti ad una ristretta casta di politici, di gran commissis di Stato, di alti funzionari delle burocrazie parassitarie dello Stato, di piccoli e grandi profittatori del denaro pubblico, di presidenti di Cooperative di Enti pubblici che lucrano sulle commesse dello Stato, sull'accoglienza del finto buonismo interessato i quali, nel corso dell'anno che volge al termine, hanno visto crescere i loro affari, le loro tangenti, i loro lucrosi stipendi ed indennità. Questo è avvenuto alla faccia di milioni di italiani che si sono ulteriormente impoveriti e debilitati a causa delle tasse e delle gabelle imposte dai governi al servizio della oligarchia finanziaria di Bruxelles e Francoforte ed i quali, in molti, hanno dovuto assistere, loro malgrado, alla chiusura delle loro aziende, con la perdita irreparabile del posto di lavoro o alla chiusura della propria attività, di artigiani, di piccoli commercianti, di piccoli imprenditori, per l'impossibilità di fronteggiare contemporaneamente, uno Stato che ti massacra con il carico di imposte, una crescita record dei costi di utenze e bollette varie, una moneta sopravalutata, le banche che ti strozzano e ti negano i prestiti, un crollo delle vendite generale, la burocrazia che ti soffoca.

Crisi in Grecia e caduta dell'euro- L'Iran si avvicina all'Alba- L'intesa Russo Cinese allarma l'Occidente Il 30 Dicembre l'Euro ha registrato nel mercato dei cambi lo stesso cambio rispetto al dollaro che aveva nel 2012. La caduta dell'euro di deve al fiasco delle Elezioni presidenziali in Grecia, che hanno reso impossibile al candidato della coalizione di governo di ottenere i voti sufficienti per proclamarsi come capo di Stato, ha informato il broker Pepperstone. Il Martedì 30 Dicembre l'euro ha registrato un tasso di cambio di 1,230 rispetto al dollaro (oggi,31.12, proseguita a 1,21), lo stesso che aveva nel 2012. I mercati europei temono l'arrivo al governo  in Grecia della sinistra di Syriza, i cui leaders (pur escludendo l'uscita dall'euro) potrebbero tentare di rinegoziare il debito della Nazione. L'economista Jesus Dominguez Mielgo, collaboratore della Spia Digital, segnalava (in dichiarazioni rese alla RT) che risulta possibile che l'euroscetticismo contagi tutto il sud Europa.

di Antonio  Terenzio Il rublo riprende quota e, dopo qualche settimana, i velinatori della stampa atlantista, dimentichi di un paese come la Russia, che durante la sua storia ha dovuto subire crisi ben peggiori, toppano ancora e devono rassegnarsi all’evidenza che Putin e la sua classe dirigente sono di ben altro spessore rispetto ai Gorbaciov e agli Eltsin, e che l’Orso russo, non si fara’ schiacciare da nessuno. La Crisi Ucraina invece, scatenata da un golpe preparato dalla Nato e dalla Cia, ha portato all’elezione dell’oligarca Petro Poroshenko e alla nomina di tre personalita’ indicate direttamente dal Dipartimento di Stato Usa, inserite nei ministeri centrali come Salute ed Economia. Tali investiture sono la prova oramai tangibile ed inoppugnabile del coinvolgimento americano nel governo fantoccio di Kiev. E gli scribacchini o militanti per la “democrazia e i diritti” sul modello occidentale, non sanno piu' a che santo progressista aggrapparsi, se all’intervento del think tank del Foreign Affairs, Mearsheimer, ripreso qualche mese addietro dalla Stampa, si aggiunge anche quello di George Friedman, importante analista del centro di studi strategici americano Stratford, i quali ammettono, senza mezzi termini, l’errore Usa di aver provocato il golpe di Majdan attraverso l’utilizzo di bande pseudo/naziste, per rovesciare il governo di Yanukovich regolarmente eletto, onde arrivare ad una frattura profonda con Mosca.

Il comandante delle Guardie della Rivoluzione dell'Iran (IRGC): le mosse degli Stati Uniti e gli attacchi dei terroristi dell'ISIS sono destinati al fallimento. Teheran- Il Maggiore Generale Qassem  Soleimani, ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che le mosse degli USA e gli attacchi terroristici dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante sono destinati ad un fallimento. "Credo, ha detto Soleimani, che sia le manovre degli Stati Uniti, sia gli atti terroristici dell'ISIS  sono destinati al fallimento perchè non sono alla ricerca della verità". "La loro risoluzione non porterà alla vittoria; tutti abbiamo assistito in Siria alle misure che essi hanno adottato ed abbiamo visto che non hanno prodotto alcun risultato utile per loro", ha aggiunto. Il generale Soleimani ha sottolineato che le vittorie ottenute dalla Repubblica Islamica dell' Iran sono tutte il risultato della loro vera ricerca della verità.

Il segretario generale dell'Iniziativa Nazionale di Palestina, Mustafa Barghouti, ha lanciato una grave accusa, la scorsa Domenica, contro Israele che utilizzerebbe i residenti della Striscia di Gaza come cavie per testare le sue nuove armi. "Nel corso dell'ultima offensiva (dall'Inizio di Luglio fino alla fine di Agosto), il regime di Tel Aviv ha utilizzato armi proibite e di distruzione di massa contro i civili di questa regione assediata", ha annunciato l'esponente palestinese nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Ramala, nella zona occupata della Cisgiordania. Dopo aver sottolineato che il regime israeliano è uno dei maggiori produttori di armi del mondo, il dirigente palestinese ha assicurato che ci sono documenti e prove che attestano l'impiego di armi proibite da parte del governo di Tel Aviv contro i palestinesi.

Di Paul Craig Roberts Cari lettori: il conflitto fatto cominciare da Washington tra l'Occidente e Russia/Cina è spericolato e irresponsabile. Potrebbe provocare la guerra nucleare, alla quale in effetti Washington si sta preparando fin dal regime di George W. Bush. Washington ha modificato la dottrina bellica statunitense così da poter cominciare il conflitto con un primo attacco nucleare. Si è ritirata dal trattato ABM per costruire e schierare missili anti-balistici mirati a impedire il contrattacco contro gli USA. E' impegnata ad aumentare le forze ai confini russi e sta demonizzando il governo russo con accuse false. Mentre i regimi di Bush e Obama smantellavano le salvaguardie istituite per minimizzare il rischio di guerra nucleare, nessuna protesta arrivava dall'opinione pubblica americana o dai media. Anche i vassalli europei di Washington sono rimasti zitti. La corsa di Washington all'egemonia mondiale ha portato al mondo la follia nucleare. Mosca e Pechino capiscono di esserne i bersagli. Come spiegato da Larchmonter, Russia e Cina stanno riunendo le loro capacità economiche e militari per proteggersi dall'attacco di Washington   La demonizzazione di Saddam Hussein, Gheddafi e Assad è stata il preludio agli attacchi militari contro Iraq, Libia e Siria. Visti i precedenti, è ragionevole pensare che la demonizzazione di Putin sia il preludio all'attacco statunitense.

Zero Hedge commenta un’esemplare intervista a Samaras: sfruttando l’urgenza della crisi e la paura del caos che incombe i burocrati dell’élite europea rilasciano con impudenza dichiarazioni gravissime in cui disconoscono il valore del metodo democratico. Succede in Grecia, ma succede anche da noi, ed è importante sottolinearlo, perché non riconosciamo altro accettabile metodo di governo che non sia quello di dare voce al popolo. di Tyler Durden Durante una “intervista” alla TV di stato che è stata rilanciata tante volte come una vera e propria propaganda allarmista in vista del ‘voto di fiducia’ finale di lunedì (negativo per il governo- ndr) il primo ministro greco Samaras si è scatenato nella serie di commenti più insani e disgustosi di cui sia mai stato capace.

di MK Bhadrakumar Un breve secco annuncio del Cremlino metterebbe un punto all’ultimo quarto di secolo post-guerra fredda della politica mondiale. Limitandosi a indicare che il Presidente Vladimir Putin ha approvato alcune modifiche (“chiarimento”) alla dottrina militare russa. Il Consiglio di Sicurezza della Russia ha ampliato gli aggiornamenti basandosi su diversi sviluppi recenti e, soprattutto, sembra che la versione riveduta evidenzi l’espansione militare della NATO quale principale minaccia alla sicurezza nazionale della Russia. Indicando che la NATO punta attivamente a dispiegare un sistema globale di difesa antimissilistica, aumentandone il potenziale militare, violando il diritto internazionale, arrogandosi funzioni globali e schierando infrastrutture militari al confine con la Russia, anche attraverso l’ampliamento dell’alleanza.

di Luciano Lago “L’Italia è rimessa moto ora la sfida nel 2015 è farla correre”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno. “La parola del 2015 è la stessa del 2014: ritmo, dare il senso cambiamento e dell’urgenza, fare di tutto per far sì che l’Italia riprenda il suo ruolo nel mondo”. “Nel 2014 è avvenuto un cambiamento che per me è una rivoluzione copernicana, per altri magari è molto meno: è cambiato il ritmo della politica. Il percorso di cambiamento che è partito e sta producendo risultati concreti è sotto gli occhi di tutti”, ha detto Renzi. “Mi sento come Al Pacino in ‘Ogni maledetta domenica’ che cerca di dire ai suoi che ce la possiamo fare”, ha chiosato il premier sull’anno che sta terminando. Bocca cucita sul Quirinale Il capo del governo respinge poi con decisione tutte le domande sul totonomi in vista delle prossime dimissioni di Giorgio Napolitano e la nuova elezione del Capo dello Stato: “Se e quando Napolitano deciderà di lasciare avrà il diritto anzi il dovere da parte nostra di ricevere un grazie. Fino a quel momento ogni discussione è vana, da quel momento siamo nelle condizioni di poter individuare un successore”. E sui rischi per il suo partito: “Non la penso come Sposetti, non credo ci siano 220 franchi tiratori. La legislatura dura fino al 2018. Ci sono i numeri per eleggere il Presidente della per Repubblica”. Un parziale identikit del nuovo inquilino del Colle: “Il Presidente della Repubblica deve avere i requisiti previsti dalla Costituzione: ha funzioni tipicamente politiche con la ‘P’ maiuscola, anche se nel corso della storia ci sono stati vari Presidenti di provenienza” tecnica.  Imola Oggi....

Di Joaquin Flores* Il nuovo accordo tra Russia e Turchia per il gas è molto di più di quello che sembra. Sostanzialmente consiste nell'impedire una prossima guerra mondiale. E potrebbe anche rappresentare il culmine degli sforzi russi, cinesi e iraniani di riallineare l'intero spazio che va dal Mare Adriatico all'India. Ciò ha implicazioni non solo per l'UE, la Bulgaria e la Turchia, ma anche per Siria, Egitto, Israele, Iran, Cina e gran parte dell'America Latina. I suoi effetti sono di portata molto vasta e comprendono guerre valutarie e alleanze militari. Perciò questo evento potrebbe essere di portata storica. Cominciamo dalla realtà così come è stata presentata: il primo dicembre la Russia ha dichiarato di rinunciare al progetto del South Stream, in quanto l'UE aveva deciso che non lo voleva. Si può dire che l'UE non lo voleva perché vi ha posto troppi ostacoli, principalmente riguardo a due fattori. Il primo fattore era posto dal Terzo Pacchetto Energetico (TEP), approvato dall'UE nel 2009, quando il South Stream era già stato proposto da due anni e un accordo provvisorio era già stato scritto. Il fatto che il cambiamento delle condizioni sia successivo significa che la Russia non ha annullato alcun impegno né morale né legale. La Russia non si tira mai indietro dagli accordi presi. Il secondo fattore è che la Bulgaria ha subito pressioni straordinarie per conformarsi ai diktat europei. Putin ha ben compreso che la Bulgaria è stata riluttante a piegarsi all'EU, e questo ha implicazioni diplomatiche che vedremo dopo. Allo stesso tempo, il popolo bulgaro ritiene il suo governo responsabile del fallimento del South Stream, dell'occasione mancata ora colta dall'accordo russo-turco. Anche di questo ci occuperemo dopo.