Fonte:  Sana Agency http://213.178.225.235/spa/213/2013/12/08/516586.htm Traduzione di Luciano Lago Il caso di suor Agnes Mariam de la Croix che denucia la copertura internazionale del genocidio siriano In Canada, presso la Saint Paul University di Ottawa, si è svolto l’incontro pubblico della madre Agnes Mariam de la Croix nel convegno organizzato dal gruppo di solidarietà con la Siria ed in collaborazione con l’associazione Siriano Canadese di Ottawa. La Madre Agnes Mariam, superiora carmelitana dell’Istituto di San Giacomo, vicino alla città di Homs, presiede l’Istituto per la Pace, la giustizia ed i diritti umani, in Siria ed è una attiva rappresentante delle comunità cristiane perseguitate e massacrate dai miliziani salafiti nelle zone del paese da loro controllate. La suora, da quando è sorto il conflitto, si è sempre impegnata attivamente nel  fornire assistenza alle vittime del conflitto siriano e nel promuovere la riconciliazione fra le parti in lotta.

Fonte:  http://bastacasta.altervista.org/p7313/

Nell’europarlamento si riuniscono deputati, economisti e professori che criticano la moneta unica. E i trattati prevedono una via di fuga

Euro da morire. Lo si proclama ormai anche all’interno del Parlamento europeo. Sono docenti universitari di economia, come Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi a mostrare le incongruenze di una moneta unica divenuta elemento di divisone anziché di unione, di povertà invece che di arricchimento. Finché lo dicevano soltanto le massaie alle prese con la diminuzione del potere d’acquisto, l’argomento sembrava piuttosto una polemica a buon mercato. Poi sono arrivati gli euroscettici, ma li si accusava di voler distruggere l’Unione europea. Infine ecco gli europeisti critici, che chiedono di smantellare l’unione monetaria prima che sia troppo tardi. Perché non faccia affondare l’Italia, ma anche per evitare il fallimento agli altri Paesi comunitari. «Dobbiamo prendere atto che è in corso una guerra finanziaria», avverte Magdi Allam, deputato europeo organizzatore della due giorni «Morire per l’euro?». La carneficina riguarda innanzitutto le aziende che «muoiono paradossalmente non perché hanno dei debiti ma perché vantano dei crediti, in un contesto dove il principale debitore insolvente è lo Stato che deve circa 130 miliardi di euro alle imprese».

Martedì 3 dicembre 2013 Parlamento Europeo, Bruxelles Fonte:  http://ioamolitalia.it/morire-per-l-euro/ Marco Scurria A  chi appartiene l’Euro? La Bce e le banche centrali nazionali si appropriano di  un privilegio esclusivo ma senza alcuna legittimazione.  Ho rivolto alla Commissione Europea una domanda precisa: “A chi appartiene l’Euro quando viene messo in produzione  e prima della propria emissione dalle varie banche centrali nazionali agli addebitati? Noi vogliamo che la Banca Centrale Europea faccia chiarezza su quest’argomento perché sia nel caso in cui si prosegua nell’uso della moneta unica, sia nel caso in cui si torni alla moneta nazionale, venga colmato questo ”vuoto” e si faccia capire al cittadino chi realmente paga l’Euro e dunque a chi appartiene.

di Manuela Comito Fonte:  Il Faro sul mondo http://www.ilfarosulmondo.it/wp/quanto-vale-la-vita-di-un-bambino-palestinese/ Un adolescente palestinese è stato ucciso ieri a sangue freddo da un cecchino israeliano, presso l’ingresso meridionale del campo profughi di Jalazoun, a nord di Ramallah.  Wajih Wajdi Al-Ramahi, 14 anni, è stato freddato con proiettili che lo hanno colpito alla schiena, di fronte alla sua scuola. Immediati, quanto inutili i soccorsi. Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza in ospedale e trasferito in terapia intensiva dove è deceduto poco dopo l’aggressione subita. Testimoni oculari hanno riferito all’agenzia Ma’an che al momento dell’uccisione dell’adolescente non erano in corso scontri con l’esercito israeliano, tali da legittimare una qualsiasi reazione da parte dell’occupante. Il padre del ragazzo ucciso ha accusato i soldati che, per puro sadico divertimento, considerano i giovani palestinesi come bersagli mobili da colpire e ha dichiarato che il figlio è stato assassinato a sangue freddo in pieno giorno.

di Marco Della Luna Fonte:  http://marcodellaluna.info/sito/2013/12/05/1542/ L'altro ieri, 4 Dicembre, la Corte Costituzionale, supremo giudice della legalità, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge elettorale in vigore. Per automatica conseguenza logica, sono incostituzionali, illegittimi, e vanno trattati come tali, il parlamento precedente e il presente, le loro leggi – compresa una eventuale nuova legge elettorale e comprese le loro nuove tasse – , i governi da essi espressi, il pres. Napolitano da essi eletto e rieletto nonché i suoi atti, compresi gli scioglimenti delle Camere; e la stessa Corte Costituzionale, di cui alcuni membri sono stati nominati dai parlamenti illegittimi. Ogni ordinamento giuridico, per legittimarsi, si appoggia su un fondamento, su principi metagiuridici laici (come la volontà popolare o la forza del dominatore) o filosofici (dittatura del proletariato) o religiosi (il sovrano che discende dagli dei, la volontà divina che sceglie il sovrano). Infatti è noto, ma è anche intuitivo, che nessun ordinamento giuridico, nessun ordinamento statuale, può legittimarsi da sé, cioè avere al proprio interno la fonte finale della propria legittimazione a comandare ed esercitare il potere sulla gente – così come nessuno può sollevarsi da terra tirandosi per le stringhe.

Pubblichiamo il testo  di una significativa lettera inviata qualche anno fa da Nelson Mandela. Da: Nelson Mandela (primo Presidente del Sud Africa)A: Thomas L. Friedman (articolista del New York Times) "Caro Thomas, So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente  ma, prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso. Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora: "Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l'ideale di una societa'  libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunita'.  E' un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno, e' un ideale per cui sono disposto a morire".

Di Antonio Cuesta

Fonte:   Rebelion

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=177625

Traduzione di Luciano Lago

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  Nello scorso fine settimana si è concluso ad Atene un convegno internazionale organizzato dal Fronte Unitario Popolare (EPAM) della Grecia, nel quale una ventina di economisti, membri di organizzazioni sociali, politici e giornalisti di diversi paesi europei, hanno discusso sullla struttura economica  finanziaria dell'Unione Europea, così come del processo involutivo democratico sofferto, nella misura in cui  le politiche neoliberiste hanno guadagnato terreno.

Nonostante il silenzio mediatico sulla convocazione e lo svolgimento della stessa, l’incontro è stato seguito da un buon numero di presenti e, incluso, è stato radiotrasmesso attraverso internet in modo da permettere che i cittadini potessero dibattere ed intervenire, nelle città dove l’EPAM dispone di gruppi di iscritti,seguendo gli interventi durante il convegno.

Questo è stato senza dubbio il maggiore valore dell’iniziativa, aprire il dibattito circa le esperienze nei diversi paesi europei e la convenienza, oppure no, di rimanere nell’eurozona e nella UE.

Il governo siriano ha inviato in questi giorni una formale denuncia al segretario delle Nazioni Unite, Ban-Ki-moon ed al presidente del Consiglio di Sicurezza (CSNU), l’australiano Gary Quinian, nella quale ha evidenziato il continuo appoggio della Turchia ai terroristi che operano in Siria. Nella denuncia inviata all’ONU, il Ministero degli Esteri siriano ha descritto le attività di appoggio e sostegno alla guerriglia effettuate dal governo di Ankara che continua a dare alloggio ed appoggio logistico ai mercenari che operano in Siria in flagrante violazione della legge internazionale ed in particolare della risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.1373.

USA: sosteniamo l'ingresso dell'Ucraina in UE,  siamo "vicini al popolo". Fonte : Imola oggi 5 dic – "Gli Stati Uniti sostengono le ambizioni europee del popolo ucraino": lo ha detto il sottosegretario di Stato americano per gli affari europei e asiatici, Victoria Nuland, parlando a Kiev nel corso di una riunione dell’Osce. ”Siamo con il popolo ucraino, che vede il suo futuro in Europa”, ha detto Nuland. ”Per l’Ucraina – ha aggiunto – e’ tempo di soddisfare le aspirazioni del suo popolo”. (fonte AFP). La UE non si rassegna a perdere l’Ucraina ed adotta l’arma segreta: le “Femen”

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale (incostituzionalità dell'attuale legge elettorale), i ”soloni” della Repubblica, dall’impagabile presidente Napolitano, alla “fatina” di Montecitorio, Laura Boldrini, incluso il presidente del Senato Grasso, sono tutti a gettare acqua sul fuoco ed a  pontificare che non è cambiato nulla e che il Parlamento è pienamente legittimo e può continuare a legiferare ed occuparsi delle riforme divenute urgenti ed “imprescindibili”. In realtà la questione non è affatto come la raccontano i personaggi politici ed istituzionali interessati a mantenere lo “status quo” a tutti i costi, ad evitare elezioni immediate ed a conservare il più a lungo possibile le proprie poltrone.