Fonte : Imola Oggi Fontana (Lega): Qui sono impazziti Il Parlamento europeo chiede agli Stati di “facilitare l’accesso all’occupazione dei Rom nella pubblica amministrazione”. L’eurodeputato della Lega Nord: “Schiaffo alla nostra gente”. Strasburgo, 11 dicembre 2013 – “E’ stravagante questa sinistra europea: per rimediare a una discriminazione che...

Se dobbiamo analizzare le proteste verificatesi in questi giorni, possiamo affermare che questa volta sono scese in piazza quelle categorie di persone che non si sentono rappresentate né politicamente né sindacalmente. Trasportatori, piccoli commercianti, imprenditori, artigiani, agricoltori, disoccupati, ex lavoratori con partita IVA, giovani senza lavoro, ecc.. si tratta di una massa di persone che non credono più alle promesse del tipo “la ripresa è dietro l’angolo” oppure “vediamo la luce in fondo al tunnel”, gente che vive la crisi sulla propria pelle con l’impossibilità di poter lavorare stretti nella tenaglia delle super imposizione fiscale, dei costi del gasolio, del cappio dell’usura praticata dalle banche e da Equitalia. Sono persone esasperate che non capiscono più il linguaggio della politica distante anni luce dai loro problemi, quella politica che si è baloccata ipocritamente per mesi a discutere di IMU si ed IMU no, di decadenza, di primarie e di assetti di potere.  Sono scesi in piazza questa volta ed hanno fatto i blocchi ai caselli ed occupato i binari. In una parola si sono resi “visibili” loro che dal sistema erano considerati semplicemente “invisibili” quando non inesistenti. Questo consentiva al governo, quando necessario, di aumentare la tassazione su queste categorie visto che non avevano possibilità di protestare non essendo rappresentate. Quando c’era da trovare altri contributi INPS per pareggiare il deficit, era la soluzione più facile aumentare quelli delle Partite IVA ed artigiani, tanto non avranno modo di reclamare, pensavano. Per fargli pagare le tasse poi l’Agenzia delle Entrate aveva trovato un sistema molto efficiente quanto vessatorio: se dichiari poco fatturato (ricavi) ma mi presenti alte spese, vuole dire che non sei “congruo”, stai occultando delle fatture quindi sei un evasore, si presume, ed allora devi pagare, subito ed in anticipo, quello che io fisco calcolo che sia il valore evaso, poi potrai fare ricorso, se hai i denari per pagare le parcelle all’avvocato ed ai commercialisti.

di Noreen Sadik Fonte: New International Magazine Traduzione: Luciano Lago La popolazione beduina di Israele affronta una deportazione di  massa Lo scorso Lunedi, il Comitato “Alta Follow-up”, creato per i cittadini arabi residenti in Israele, ha  incitato i palestinesi del settore arabo/palestinese di Israele, Cisgiordania e Gaza  a  tenere uno sciopero generale e manifestazioni come atto di solidarietà contro quello che potrebbe essere il più grande sfratto di massa di palestinesi ed arabi, cittadini di Israele in oltre 60 anni di storia. Nonostante le nubi di gas lacrimogeni e la puzza di acqua  fetida, nonostante i feriti e arresti,  malgrado l'indignazione della comunità internazionale,  per tutto il giorno migliaia di manifestanti hanno continuato a esprimere la loro rabbia per il probabile destino della popolazione beduina.

Enrico Letta si sente investito della fiducia dell’eurocrazia di Bruxelles e procede spedito e sicuro nella sua missione di  eseguire le direttive delle centrali finanziarie  per  “stabilizzare” l’Italia  assicurando i crediti delle grandi banche tedesche e francesi, esposte con i i paesi del sud Europa. Forte di questa sua fiducia  assume anche una atteggiamento sprezzante nei confronti di coloro che osano criticare o mettere i dubbio le politiche economiche della Troika europea o peggio ancora che manifestano l’idea di voler uscire dall’eurosistema  per risolvere il problema drammatico dell’attuale crollo economico italiano.

di  Finian Cnningham Fonte:  Strategic Culture Foundation http://www.strategic-culture.org/pview/2013/12/06/ukraine-and-bigger-picture-us-and-european-assault-russia-sphere-influence.html

Parlando al quartier generale della NATO a Bruxelles, questa settimana, sulle turbolenze politiche in Ucraina, il segretario di Stato degli USA John Kerry affettava neutralità e avvertiva contro “una guerra delle offerte” tra l’Unione europea e la Russia. Kerry ha detto: “Loro (gli ucraini) dovrebbero poter decidere a chi legarsi, non con una guerra di offerte personali o nazionali, ma piuttosto in base ai vantaggi a loro disposizione e alla vita che ne trarrebbero, e ai diritti e benefici che potrebbero avere.” Tolta la sovrastruttura retorica, notiamo il modo implicito con cui lo stesso Kerry prospetta un arbitrio benevolo negli affari interni di un Paese sovrano. In effetti, con questa affermazione Kerry delegittima l’autorità del governo di Kiev, che ha preso la decisione sovrana di non accettare l’accordo commerciale proposto dall’Unione europea. E nonostante la cautela di Kerry contro una guerra delle offerte sull’Ucraina, è esattamente ciò che l’UE e gli USA fanno, e lo conducono in modo aggressivo da almeno vent’anni, anche se con basso profilo. Questa guerra delle offerte non è solo volta a intrappolare l’Ucraina nell’UE, ma a sottrarre tutte le repubbliche ex-sovietiche dalla sfera d’influenza della Russia. E non si tratta solo di sviluppare più stretti rapporti commerciali, la guerra delle offerte è una guerra segreta totale per circondare e minare la Russia come potenza geopolitica…

Nota di controinformazione.info (Questo articolo è tratto dalla rivista on-line  EffediEffe   sito di informazione a diretto da Maurizio Blondet a cui suggeriamo di abbonarsi). di Maurizio Blondet Fonte:  Effedieffe Scusate, signori, ma quali prospettive abbiamo davanti? I nostri governi non fanno che tenerci nell’euro, obbedire alle ricette d’austerità dettate da fuori, aumentare la tassazione stritolatrice fin oltre il punto di rottura, e non ridurre la spesa parassitaria che è la loro. Ci stanno riducendo i salari (i loro, no) per renderci più competitivi, e le pensioni perché non ne abbiamo tanto diritto; nello stesso tempo, hanno reso una maledizione quello che una volta era il «bene-casa» a forza di tassazioni che molti non potranno pagare; ma non potranno nemmeno vendere quel bene diventato una macina da mulino al collo, perché Monti ha provocato una restrizione del credito mai vista; e tuttavia, miliardi delle nostre tasse, appena le prelevano dalle nostre tasche, li consegnano alle banche, MPS, Unicredit, Intesa... Per di più – mi pregio ricordare – i nostri governi si sono impegnati («ci» hanno impegnato ) a ridurre il nostro debito pubblico – che in realtà stanno facendo aumentare – del 20% l’anno, fino a portarlo al 60% del Pil per i prossimi 20. Sono altri 50 miliardi l’anno di prelievo. «Altri», cioè in aggiunta al prelievo fiscale già mostruoso che già, per esempio, sulle imprese grava per il 65%. Altri 50 miliardi ogni anno che devono strizzare dalle nostre tasche, risparmi, immobili tragicamente illiquidi e di valore precipitante. Come faranno? Ve lo hanno mai spiegato i governanti, i loro economisti, i grandi esperti di Bankitalia? No, è impossibile. Se già oggi migliaia di imprese produttive hanno chiuso, ogni attività si restringe e una impresa su tre ha i bilanci in rosso (il che significa che molte di queste falliranno nei prossimi mesi), è semplicemente impossibile prelevare ancora ulteriori 50 miliardi l’anno, senza uccidere, semplicemente, tutta l’economia.

dal n.s corrispondente

Si sta svolgendo in tutta Italia con grande partecipazione la manifestazione di protesta contro il governo ed i sindacati, indetta per il 9 dicembre (oggi per chi scrive) nonostante il sabotaggio operato da tutte le TV ed i giornali che non hanno dato spazio a tale iniziativa e nonostante la linea dura del governo e del ministero dell’interno. A Maurizio Lupi, ministro dei trasporti, che ha parlato di ”protesta illegittima” ha replicato il leader del “movimento dei forconi”, Mariano Ferro, il quale ha chiesto a Lupi se possa considerarsi lui “legittimo”, visto che fa parte di un parlamento di nominati che è stato delegittimato anche dalla Corte Costituzionale.

Mentre dunque  in tutte le regioni italiane si sta svolgendo una forte protesta popolare al di fuori delle organizzazioni sindacali e politiche, le tv trasmettono rispettivamente servizi sul cane” dudù” (rai uno), telefilm (Rai due), documentario sugli animali (Rai tre). Esattamente come accadeva in Romania alla vigilia dellla caduta del regime di Ceusescu  i media ufficiali preferiscono ignorare le proteste e cercano di “distrarre” l’opinione pubblica con altri argomenti (le primarie del PD, Letta che va a parlare in conferenza).

I militanti della lega hanno scelto lo scorso Sabato 7 Dicembre chi sarà il nuovo segretario : Matteo Salvini  con una netta maggioranza (82%) è stato votato quale nuovo segretario federale della Lega.  Il vecchio leader Umberto Bossi, fondatore del Carroccio, è stato di fatto accantonato e rimane soltanto come figura storica di riferimento per i militanti  Le primarie della Lega hanno visto una discreta affluenza  (il 60% circa degli iscritti) ed il Il risultato è stato netto ed indiscutibile. I dati ufficiali, dopo gli ultimi riconteggi, ma che non lasciano dubbi sulla proporzione del risultato.

Dopo  il periodo di segreteria di Maroni, che si era ritirato  a metà mandato per ricoprire a tempo pieno il ruolo di presidente della Lombardia, sarà una nuova generazione di dirigenti a cercare di rilanciare l'azione della Lega. Il neo segretario rassicura  a modo suo sulla continuità nel linea del Carroccio. Infatti, una volta conosciuti i risultati, spiega: «La prima telefonata che farò sarà a Umberto Bossi, perché senza di lui non saremmo qui e lui dovrà essere fondamentale anche nel futuro della Lega».

 Salvini  promette nel suo programma politico  una Lega di battaglia che avrà come primo obiettivo riprendere sovranità dall'Europa, ed è alla ricerca di alleanze con gli altri partiti euro-scettici di altri Paesi europei. Come  seconda priorità forte indica  quella del lavoro. Attacca Salvini: «Questa non è l'Unione europea ma è l'Unione Sovietica, siamo in un gulag da cui cercheremo di uscire con chi ci sta».

9 DICEMBRE: STANOTTE CENTINAIA DI PERSONE HANNO PARTECIPATO AL PRESIDIO DI SOAVE AL CASELLO DELLA MI-VE di LEONARDO FACCO A Soave (Vr), alle 22 dell’8 dicembre, con puntualità svizzera, hanno acceso i motori. Sotto un tendone stipatissimo c’è stata la prima assemblea del “Coordinamento 9 dicembre” con...