di Tito Pulsinelli Fonte: selvas : http://selvasorg.blogspot.it/2013/12/sovranismo-arma-antiliberista-e.html Blocco europeo sovrano ostacolato dagli "euroatlantisti" e dall'incapacità tedesca di trasformare il primato economico in egemonia geostrategica La sovranità è l'arma concettuale che ha orientato il Sudamerica ad uscire dalle sabbie mobili in cui lo sprofondò il neoliberismo, dai tempi del suo moderno progenitore Pinochet. La resistenza contro la “globalizzazione”, venduta come superiore e ineluttabilile modernità, generò poderosi e diversificati movimenti sociali. Questi, cacciarono dalla scena pubblica partiti moribondi, e si trasformarono in vettori diventati poi governi. All'insegna della revisione o sospensione del pagamento del debito estero (Ecuador); rifiuto unilaterale delle esazioni e confische del FMI (Argentina) nazionalizzazione degli idrocarburi (Bolivia e Venezuela); delle telecomunicazioni e banche (Venezuela) o priorità della crescita con redistribuzione sul dogmatismo monetarista (Brasile). Dove vi furono assemblee costituenti e si riscrissero le costituzioni, legittimate dal voto popolare come in Venezuela, Ecuador e Bolivia, il cambiamento fu più profondo e prolungato. Il recupero della sovranità iniziò dal potere politico e si estese a quello monetario, banca centrale e difesa. La tenaglia del potere politico+movimenti da un lato, e la crescente unione civico-militare dall'altro, riuscirono a stritolare l'ALCA (1), progetto di annessione agli Stati Uniti delle economie a sud del Messico. Fu l'apogeo del sovranismo che -a partire dalla protezione della produzione endogena- recuperò l'iniziativa geopolitica per conformare il “grande spazio” del blocco sudamericano. La Patria Grande si inoltrò negli spazi aperti dalla lucidità multipolare di Chàvez con la Russia, Cina e Iran.

CACCIATA UE-BCE-FMI, L'UNGHERIA RINASCE: TAGLIO COSTO LUCE GAS ACQUA DEL 20% TICKET BUS DEL 10% IVA RIDOTTA DA 27% A 5%

di Nicoletta Forchieri Solamente staccando la spina alla Troika, l'Ungheria riparte Fonte:  Stampa libera.com 30 nov 2013 - Budapest - L'Ungheria continua la sua politica di abbassamanento delle tasse e delle tariffe. I giornali e i vari talk show italiani continuano a ignorare la rivoluzione economica che sta avvenendo in Ungheria perche' si vuole tenere il popolo nell'ignoranza onde evitare che un numero sempre crescente di persone inizi a opporsi alle misure lacrime e sangue varate da questo governo per conto dell'Unione Europea. Per chi non ne fosse a corrente (e purtroppo sono ancora tantissimi) il governo magiaro alcuni mesi fa ha deciso di ripagare con due anni di anticipo il debito contratto col Fondo Monetario Internazionale allo scopo di non subire piu' pressioni ricattatorie da parte dei suoi ispettori.

Continuano e si allargano in tutta Italia le manifestazioni della protesta detta “dei forconi” con blocchi ai caselli autostradali, cortei e disordini in varie città (da Torino a Genova, ad Imperia, a Milano a Bari, ecc.) con presidi in piazza e davanti agli uffici di Equitalia, della Banca d’Italia a Roma e di altre istituzioni viste come artefici dell’oppressione fiscale ed economica. Sono una massa eterogenea di persone, in origine la prevalenza era quella dei trasportatori (padroncini), agricoltori, partite Iva, piccoli imprenditori, artigiani, ex commercianti, disoccupati, ecc. messi sul lastrico dalla crisi, dalle tasse e da Equitalia, dalla concorrenza senza regole, negli ultimi giorni però la protesta sembra saldarsi anche con quella degli operai che sono minacciati da chiusura degli stabilimenti, come il caso degli operai della Fincantieri tra Mestre e Venezia, unutisi alla protesta, con la protesta degli studenti per i tagli all’Università, come accaduto a Roma alla Sapienza dove gli studenti hanno assediato l’aula magna dove erano presenti alcuni ministri del governo Letta ed altre autorità per un convegno e si sono poi avuti scontri con la polizia schieratasi a difesa dei politici con forti cariche e mano dura sui manifestanti.

Fonte: L'anti Diplomatico Il Daily Mail anticipa in esclusiva alcuni stralci del discorso che il presidente del new Centre for Macroeconomics e premio nobel per l'economia nel 2010, Christopher Pissarides, terrà alla London School of Economics per un'importante lecture. La rilevanza sta nella presa di posizione – l'ennesima di un premio Nobel dopo quella recente di Alexander Mirrales – verso l'euro di uno dei suoi maggiori sostenitori in passato."Ha creato una generazione persa di giovani disoccupati e dovrebbe essere dissolta", in riferimento all'Unione Monetaria.

11.dic.  STRASBURGO Continua la marcia trionfale di Marine Le Pen verso le elezioni europee.     A Strasburgo viene presentato per la prima volta ufficialmente Il cartello che raggruppa le formazioni anti-eurocrazia,   anti-immigrazione incontrollata,  protezionista e pro-famiglia tradizionale e prende quindi forma il suo programma.   La Marine Le Pen  prende le distanze dal movimento (etichettato come  neo-nazista) di Alba Dorata, ma, attorno a Marine Le Pen, la leader del Front National, che nei sondaggi viaggia oltre il 20%, si collega con la Lega Nord nelle prossime europee ed è pronta a fare squadra con la formazione italiana, ed anche con lo Fpo austriaco di Strache, con il Pvv olandese di Wilders, con il Vlaans Belang dei separatisti fiamminghi, con i Veri Finlandesi, con i Democratici svedesi e magari anche con gli ungheresi di Jobbik.  Si crea anche un asse con i putiniani di “Russia Unita”, che alle europee ovviamente non partecipano, ma che la Ue la sfidano in Ucraina.

Fonte: Italian irib http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/135955-israele-ed-il-terrorismo-di-stato-ai-danni-di-hezbollah Gli Stati Uniti ed i suoi alleati, che parlano sempre di diritti umani ed accusano sempre gli altri paesi di non rispettarli, continuano ad osservare tranquilli i crimini di un regime che non accetta alcuna legge internazionale. Stiamo parlando di quel regime, e' gia' questo e' un eufemismo, che pratica una sorta di "terrorismo ufficiale" andando a colpire i capi di Hezbollah, il movimento libanese che difende il territorio del suo paese. E' sufficiente guardare un po' i dati per capire quale tragedia si stia consumando grazie all'azione inconfondibilmente "terrorista" del regime sionista. L'ultimo agguato risale alla notte di mercoledì scorso, quando davanti alla sua casa a sud di Beirut è stato assassinato Haj Hassan Hawlo al-Lakkis.  Sin dalla fondazione di Hezbollah nei primi anni '80, molti leader di questo movimento liberatorio sono stati bersaglio di attentati compiuti Israele o dai suoi alleati nella regione.

Fonte Associazione culturale La Torre http://www.associazionelatorre.com/2013/12/e-iniziato-lattacco-alla-russia-di-putin-per-mezzo-della-lobby-gay-mondiale/ Il presidente tedesco è il primo  a  boicottare i giochi di Sochi Contro le violazioni dei diritti civili e contro l'"aria di imperialismo" di Mosca, Joachim Gauk, ha fatto sapere che boicotterà i giochi invernali in programma a  Sochi  il prossimo anno E’ il primo leader mondiale a parlare di boicottaggio contro i giochi invernali di Sochi. Il presidente della Repubblica federale di Germania, Joachim Gauck, in una intervista rilasciata al settimanale tedesco Der Spiegel, Gauck ha mandato a dire a Putin di aver deciso di boicottare le olimpiadi invernali come protesta contro le violazioni dei diritti umani costantemente perpetrate dal governo russo e contro la repressione che colpisce l’opposizione. In sostanza, il presidente non visiterà il villaggio olimpico e non presenzierà ai giochi. Un passato da pastore luterano, con un ruolo di primo piani nei movimenti che animarono la Germania prima della caduta del muro di Berlino, Gauck è presidente della Federazione dal 2012 e da allora ha sempre rifiutato gli inviti a visitare la Russia giunti dal Cremlino, sempre in protesta con “l’aria di imperialismo” di Mosca.

di Nicola Bizzi Fonte: Signoraggio.it Matteo Renzi: un pupazzo nelle mani della Mc Kinsey, la multinazionale che ha affossato il sistema bancario italiano  Mi sono già a lungo occupato, su questo blog, del “personaggio” Matteo Renzi, in una certosina opera di demaquillage con la quale ho tolto, una ad una, come in un gioco di scatole cinesi, le varie maschere che questo personaggio costruito dal Nuovo Ordine Mondiale sta indossando per farsi accettare dall’addormentato  elettorato del PD e per presentarsi al Popolo Italiano come il nuovo salvatore della Patria. Vi ho già spiegato nel dettaglio come il suo personaggio sia stato mediaticamente  studiato e costruito e imposto da ben collaudate agenzie di marketing, secondo un classico sistema all’americana. Vi ho svelato come egli goda dell’appoggio dei peggiori “poteri forti” della grande finanza internazionale (e, recentemente, anche di quello di Carlo De Benedetti, un nome, una garanzia!), e di come tutto il suo pensiero (o meglio, “non-pensiero”) e la sua azione politica trasudino massonicità. Come, del resto, trasuda massonicità tutto il Partito Democratico, divenuto in Italia  lo strumento prediletto della grande massoneria finanziaria internazionale.

  Pubblichiamo come significativo l'intervento di Niki Vendola, governatore della Puglia,  sulle manifestazioni di protesta e relativa risposta : “Quello che si vede in molte città è un fenomeno inquietante, che mescola elementi dell’estrema destra, insieme a pregiudicati, delinquenti e mafiosi. Un conto è un fenomeno rivoltoso che pare avere una precisa regia politica, un conto è il disagio sociale ed economico che riguarda tanta parte dell’Italia e che andrebbe ascoltato con attenzione. Attenzione agli apprendisti stregoni, quelli che evocano le forze del male e poi non le sanno più controllare”.

di  Fabrizio Fiorini Fonte: rinascita.eu -Mentre la nazione va  allo sfascio, la Trimurti va contro il popolo- Cronache dalla “ripresa”. Sì, quella che doveva arrivare nel 2010. Poi nel 2011. Poi nel 2012. Poi nel 2013. Ma neanche questa volta pare sia quella buona. A suonare l’ennesima inascoltata sveglia al governo della fame e della miseria è l’Inps, che rende noti i  dati relativi alla disoccupazione. Secondo l’Istituto di previdenza infatti, solo nei primi dieci mesi di quest’anno sono state presentate un milione e settecentomila domande di disoccupazione, prevalentemente nella forma delle nuove modalità di “Aspi” e “mini-Aspi”, nonché relative alla messa in mobilità (oltre 250.000 nel solo mese di ottobre). Confronto al medesimo periodo dello scorso anno, l’aumento è del 31,2%.