di Minonea Fonte: Rischio Calcolato Se la cosa non fosse drammatica, verrebbe da ridere: Dopo tutte le promesse le buone intenzioni di dare, finalmente, qualche sforbiciata, tutto come prima ,anzi  peggio. Letta, nel merito della scarcerazione di 7.000 detenuti, ha tranquillizzato la popolazione, dicendoci che non corriamo nessun pericolo e nello stesso tempo hanno indetto tramite una s.p.a. controllata dal Ministero dell’Economia e Finanze (Consip)un bando di gare per acquistare, udite udite, ben 210 auto blu blindate. C’è qualcosa che non torna, noi dobbiamo stare tranquilli mentre regaliamo altre macchinine, magari per andare a fare la spesa all’Ikea oppure per mandare a prendere i biglietti di quel derby irrinunciabile. E si che di automobili con tanto di lampeggiante ci sono i parcheggi pieni:1663 in dotazione allo Stato centrale + 1290 per i Ministeri +4557 a disposizione delle amm.ni locali e regionali  (Dati Min p.a.).

Fonte Voltairenet Tre cittadini siriani hanno denunciato alla Corte di giustizia della Repubblica francese  Laurent Fabius,  per «concorso in minacce di morte, invasione, degrado e distruzione di abitazioni, mutilazioni, omicidi, rapimenti, detenzione e vilipendio di cadavere per via della presunta non appartenenza a una particolare religione. I...

di Patrick  Cockburn Fonte: The Independent Traduzione di Luciano Lago Gli uomini d’affari sauditi hanno svolto un ruolo centrale nella creazione e nel consolidamento dei gruppi islamici integralisti sunniti (jihaddisti, che sostengono la “Jihad, guerra santa”) nel corso degli ultimi 30 anni. Tuttavia, malgrado la tanto sbandierata determinazione degli USA e degli altri alleati nel  sostenere la “guerra al terrorismo”,  gli americani ed i loro alleati hanno dato prova di una straordinaria cautela per  quello che si riferisce ad esercitare pressioni su Ryad e le monarchie del Golfo per far chiudere il rubinetto dei finanziamenti  che permette agli jihaddisti di essere attivi. Per quale motivo gli USA ed i suoi alleati europei mostrano tanto garbo rispetto all’Arabia Saudita quando il regno saudita  occupa una posizione tanto centrale rispetto al sostegno di Al Qaeda e e le altre organizzazioni terroriste e settarie? Una spiegazione evidente è che gli USA, la Gran Bretagna ed altri paesi non vogliano raffreddare le proprie relazioni  con uno stretto alleato e che la famiglia reale saudita ha utilizzato in modo scaltro i suoi petroldollari per guadagnarsi spazio e credibilità nella classe dirigente internazionale. Alcuni tentativi,  per la verità poco convincenti, sono stati fatti  per collegare Al Qaeda con con l’Iran o con l’Iraq,  mentre che i veri responsabili di questa organizzazione erano ben conosciuti. Tuttavia c’è un altro fattore che spiega per quale motivo per cui le potenze occidentali si sono astenute nel denunciare l’Arabia Saudita ed altri leaders dei paesi del golfo per la sua propagazione dell’odio religioso e settario. Per il “fantomatico” Osama bin Laden, accreditato come il principale nemico degli americani e considerato il leader leggendario per la maggior parte dei jihad disti sunniti, includendo gli affiliati di Al Qaeda in Iraq ed in Siria, l’obiettivo principale era costituito dagli sciiti. Sono infatti gli sciiti quelli che stanno morendo in migliaia in Iraq, in Siria ed in Pakistan, anche in paesi dove la comunità sciita è poco numerosa, come in Egitto.

I giornalisti ed i commentatori del fronte del “politicamente corretto” hanno tratto scandalo dalla pubblicazione del filmato proveniente da Lampedusa  con le immagini del lavaggio e “disinfezione” dei migranti sbarcati sull’isola.  Certamente si tratta di uno spettacolo non “edificante” ma ci sono dei fattori determinanti  che vengono volutamente trascurati: 1) la situazione dell’isola di Lampedusa in grave degrado causa la successione di sbarchi massicci di migranti è tale da essere imputata come responsabilità della demagogia di  coloro che hanno incentivato il flusso di tali sbarchi sostenendo che fosse un “diritto” per tutti gli africani e nord africani quello di approdare sulle coste italiane ed essere accolti, alloggiati, rifocillati e mantenuti per tempo indefinito, come affermato dagli esponenti di governo ed in particolare  dai personaggi quali la ministra Kyenge, dalla Boldrini ed altri mondialisti,  sostenitori della  libera immigrazione di massa e dell’accoglienza senza limiti. Normale che le strutture collassino di fronte alla massa di emigranti che arrivano su una piccola isola e non possano assicurare quel minimo di accoglienza civile che un paese può assicurare.

di Thierry Mayssan Fonte: Magachip (Italia) Traduzione di  Matzu Yagi Il 29 novembre 2011, una delegazione dell’Esercito Siriano Libero si sottomette a una delegazione del Consiglio nazionale siriano. In teoria, l’opposizione dispone ormai di un’ala militare e di un’ala politica. In realtà, sia l’ Esercito Siriano Libero sia il Consiglio nazionale siriano sono due finzioni create dalla NATO. Entrambi sono esclusivamente composti di mercenari e hanno ben poco il polso della realtà sul terreno. Alla vigilia della Conferenza di Ginevra 2, gli organizzatori americani non hanno più alcun burattino al quale far giocare il ruolo dei rivoluzionari siriani. L’improvvisa scomparsa dell’Esercito Siriano Libero dimostra a coloro che ci credevano che questo non era altro che una finzione. Non c’è mai stata una rivoluzione popolare in Siria, solo un’aggressione straniera a colpi di mercenari e miliardi di dollari.

Ambrose Evans Pritchard, analista del giornale britannico "The Telegraph" commenta gli allarmi di Napolitano sui "Forconi" e le minaccie non tanto velate di Draghi, che non offrono risposte alle tensioni sociali ma solo imperativi impossibili. Non si può rimanere in recessione e disoccupazione di massa quando le soluzioni esistono e sono a portata di mano: la protesta sta diventando un movimento anti-Euro. In Italia gli eventi stanno volgendo al peggio. Il presidente Giorgio Napolitano ha lanciato l'allarme su possibili "tensioni sociali e disordini diffusi" nel 2014, mentre la lunga recessione si trascina. Coloro che vivono ai margini vengono coinvolti in "atti di protesta indiscriminata e violenta, verso una forma di opposizione totale". Il suo ultimo discorso è una vera e propria Geremiade. Migliaia di aziende sono "sull'orlo del collasso". Grandi masse di persone prendono il sussidio di disoccupazione o rischiano di perdere il posto di lavoro. L'altissimo tasso di disoccupazione giovanile (41%)  sta portando verso un pericoloso stato di alienazione. La recessione sta ancora mordendo duro, e c'è la sensazione diffusa che sarà difficile sfuggirle, e trovare il modo per tornare alla crescita" ha detto. Ma ora, quale potrebbe essere la causa di tutto questo? Potrebbe avere qualcosa a che fare con il fatto centrale e prioritario che l'Italia ha una moneta sopravvalutata del 20% o più, all'interno dell'Unione Monetaria Europea: che è intrappolata in un sistema di cambi fissi stile anni '30, gestito da una banca centrale anni '30, che sta lì a guardare (per motivi politici) mentre l'aggregato monetario M3 ristagna, il credito si contrae e la deflazione incombe?

Sabato 14 dicembre alla Sala Umberto di Roma si è svolta la presentazione del saggio di Sebastiano Caputo e Lorenzo Vitelli "Il Potere. Il mondo moderno e le sue contraddizioni" con la partecipazione di Francesco Giubilei (editore Historica), Carlo Sibilia (deputato M5S) e Diego Fusaro (professore e saggista). La sala gremita, più di 350 i partecipanti. A breve sul sito lintellettualedissidente.it il video integrale e le fotografie. La Storia è un succedersi di rivoluzioni che sconvolgono le forme del Potere. Ha visto epoche in cui i governanti temevano i governati, in cui i popoli sovvertivano le istituzioni, ha visto le masse sollevarsi contro l’ordine precostituito. Ma non oggi. La Modernità opera diversamente, nuove dinamiche, un’altra guerra è in corso, senza il nostro assenso, senza la nostra benché minima consapevolezza.

di   Jean Marie Le Pen Arras, 2009 (sempre attuale) La crisi è figlia naturale del Mondialismo, ideologia idolatrante la Mondializzazione invece di controllarla quand’era possibile. Gli apprendisti stregoni che hanno il progetto di distruggere le Nazioni per costruire il sogno malsano del villaggio globale, l’utopia di un mondo egualitario, ma badate bene un mondo dove ci sarebbero persone più uguali delle altre, senza differenze di razze, ma dove ci sarebbe qualcuno che avrebbe il diritto di mantenere la propria integrità, nel momento in cui invece altri sarebbero vivamente incoraggiati a meticciarsi, senza differenze di sesso, ne' di religione, ne' certamente di opinione, tutto sarebbe compreso e sottoposto alla legge sotto la minaccia di sanzioni penali, di credere alla vulgata anti-razzista e di sottomettersi al pensiero unico.

La CGIA di Mestre, grazie al suo presidente Bortolussi ha assunto un ruolo via via importante fra gli enti più influenti specie in un certo ambito geografico ed economico (Nord-est)- Le dichiarazioni di Bortolussi sul sito ufficiale della CGIA di Mestre ricoprono dunque un punto POSITIVO di svolta (anche perchè non siamo di fronte al solito bimbominkia in jaguar). Fa piacere in via preliminare che Bortolussi chiami correttamente il Movimento, come 9 Dicembre e non come “i forconi” alleluja. da  CGIA di Mestre Le ragioni della protesta del  moviomento 9 Dicembre Le manifestazioni di protesta di questi ultimi giorni hanno assunto delle dimensioni che inizialmente nessuno immaginava. Voglio essere chiaro: non è mia intenzione appoggiare o sostenere questa iniziativa e condanno qualsiasi forma di violenza fisica, verbale e di prevaricazione verificatesi un po’ ovunque.

di Rasul Gudarzi Fonte: Hispantv Traduzione di Luciano Lago   D’accordo con le informazioni pubblicate dall’agenzia di notizie palestinese Al-Manar, il viceministro della Difesa dell’Arabia Saudita, il principe Salman bin Sultan Al Saud, ed altri due ufficiali sauditi hanno discusso con le autorità israeliane il tema del negoziato per il nucleare iraniano. L’accordo, oltre all’idea di avvicinare l’Arabia Saudita ed il regime di Israele nella sua offensiva contro l’Iran, sembra che abbia provocato una tensione nelle relazioni tra le autorità israeliane e gli americani, una crisi similare a quella avvenuta nell’anno 1981. In quell’epoca il primo ministro israeliano, Menachem Begin, si oppose categoricamente alle politiche della casa Bianca che prevedeva di vendere un sistema di allerta rapido e di controllo aereo trasportato, il AEW&C a  Riad.  Il premier israeliano qualificava l’accordo come una "minaccia per la sicurezza nazionale israeliana".  Nonostante questo l’allora inquilino della casa Bianca, Ronald Reagan, non mollò la presa e vendette l’equipaggiamento al paese arabo.