Se dovessimo dare credito al coro conforme dei mass media nazionali  dovremmo essere persuasi che la gravissima recessione economica che stiamo attraversando nel sistema Italia  sia riconducibile alla crisi finanziaria internazionale ed al debito pubblico italiano, dovuto alla cattiva gestione più che ventennale dei conti pubblici dei vari governi ed alle mancate riforme, oltre che al latrocinio sistematico di buona parte della classe politica  ed al conseguente  aumento dei tassi di interessi  pagati dallo Stato italiano su tale debito. Per la verità il periodo negativo che stiamo vivendo  deve essere analizzato in base a criteri opposti (non solo economici)  a quelli conclamati dalla propaganda dei media del sistema che cercano di “persuadere” l’opinione pubblica.

di F. Cartelli Fonte: The Fielder In principio furono i di Cortina. Era necessario servirsi del circo mediatico per dare qualche caramella al popolino e rafforzare il consenso dell’allora governo Monti. Poi idearono nuove armi: potenziarono il redditometro, crearono l’abominevole «Serpico», misero a punto l’anagrafe tributaria. Migliaia d’occhi dell’Agenzia delle Entrate sulle nostre vite; migliaia di freddi burocrati che ogni giorno diligentemente frugano nei nostri portafogli, nei nostri conti correnti, nel nostro carrello della spesa. Per controllare che tutto sia in regola. Per verificare che tutto ciò che deve finire nello stomaco del Leviatano vi finisca. Perché cosí dev’essere, e in futuro la raccolta dovrà essere ancor piú abbondante. Perché la fame del Leviatano non s’estingue mai. La Bestia non è mai sazia anzi il suo appetito aumenta d’anno in anno. Serve piú cibo. Servono piú tasse. Serve che tutti facciano la propria parte, volenti o nolenti.

di Stefano Fait La posizione filo ucraina è stata in pratica cancellata dal dibattito mediatico italiano. Viviamo in un mondo orwelliano: il ruolo dei giornalisti oggi è diventato quello di informare la popolazione che la loro nazione è schierata dalla parte del Bene, del Vero, del Giusto e che gli altri sono l’Asse del Male. Non ci sono più analisi obiettive della situazione, ma montagne di mezze verità distorsioni semantiche (es. ogni accordo proposto da Putin è “estorto” o è un “patto faustiano”, mentre ogni accordo europeo è la più grande chance dai tempi della manna biblica), fantasie, illusioni e relativismo morale questo è il quadro clinico di una persona affetta da schizofrenia o psicopatia.

di Antonio Aventaggiato Fonte: L'Intellettuale Dissidente MUOS, TAP, biocidio sono nomi che, attualmente, rimettono il luce il ruolo di colonia da sfruttamento e di subordinazione che il Mezzogiorno ha svolto nell’ultimo secolo nei confronti dei Paesi più sviluppati del blocco capitalistico occidentale. Le regioni del Mezzogiorno italiano, come tutte le comunità a cui è imposto un ruolo subalterno nello scenario geopolitico internazionale, hanno dovuto e devono ancora privarsi, a favore di altri, di materie prime e risorse fondamentali per il proprio sviluppo: una tra queste è, ancora, il territorio. Il territorio del Mezzogiorno è continuamente oggetto delle mire espansionistiche delle potenze occidentali e del grande capitale che, in queste aree, ha la possibilità di esercitare la sua fortissima capacità di predazione per realizzare giganteschi profitti.

Draghi conferma che la Germania non permetterebbe mai  all'Italia di svalutare: il fine della moneta unica è chiaro. posted by  Mitt  Dolcino Fonte: scenarieconomici Ieri, in audizione al Parlamento Europeo, Draghi ha affermato: Coloro che pensano di poter uscire dall’euro, magari per svalutare del 40% la valuta sono degli ingenui. Ma questi signori pensano davvero – si è chiesto metaforicamente Draghi – che gli altri accetterebbero una svalutazione del 40% senza far nulla. Secondo voi chi sono i “signori” a cui si riferisce Draghi, se non i tedeschi…. Or dunque, lo avete capito o no, lo scopo dell’euro e dell’Europa tedesca è anche e soprattutto – ma non solo, come vedremo in approfondimento successivi – di mantenere il primato economico e manifatturiero in Germania, altrimenti non si spiegherebbe come misure di austerità che hanno dimostrato di fare più male [annullare la crescita] che bene [ridurre il debito] continuino ad essere somministrate senza soluzione di continuità ai paesi periferici in generale ed all’Italia in particolare.