Il famoso analista e  politologo americano, Zbigniew Brzezinski, ha riconosciuto come sia arrivata alla sua fine l’egemonia globale degli USA. Ciò nonostante l’America continua a lottare per la supremazia mondiale, usando pero’ dei metodi nuovi. “Nel sistema unipolare ereditato dagli Stati Uniti dopo la fine della guerra fredda, le decisioni prese a Washington determinavano  l’agenda internazionale, dopo 23 anni il contesto è cambiato e quel sistema oggi è giunto alla fine e non potrà più ristabilirsi per tutto il tempo che sarà destinato alla prossima generazione”. Questa la considerazione fatta dall’ex consigliere per la sicurezza della casa Bianca, Zbigniew Brzezinski nel corso di un convegno.

Dalla Francia, il prof. Francois Heisbourg , presidente del Institute for Strategic Studies (IISS),  personalità di rilievo dell’establischment francese, pubblica per la prima volta una analisi  dal titolo “La fin du Reve  Europe’en”, dove arriva a concludere che “il sogno europeo si è trasformato in un incubo. Dobbiamo affrontare la realtà: la stessa Unione Europea è minacciata dall’euro. Gli attuali sforzi per salvarlo stanno ancora di più mettendo in pericolo l’Unione”.Non c’è niente di peggio che dover affrontare le livide mattine (matin blemes) di una crisi senza fine ma non abbiamo intenzione di evitarle negando la realtà, Dio sa che il rifiuto della realtà è stato per molto tempo, per impostazione predefinita, il modo di operare dei responsabili delle Istituzioni dell’Unione Europea”.

Enrico Letta Ha dichiarato: “Bisogna saper dire dei NO………………..” Si riferiva alle richieste di parti sociali (sindacati di regime e confindustria) per le eventuali variazioni alla nuova legge di stabilità  emanata dal suo governo e della quale si sente anche “fiero”. Bene per una volta possiamo dare ragione a mr. Letta, bisogna saper dire di NO ma non agli interlocutori di cui lui parla, troppo facile, bensì dire di NO alla frau Merkel, al  commissario europeo Olli Rehn, al Manuel Barroso, al Mario Draghi ed agli altri componenti della “troika” europea che impongono le direttive al governo italiano in tema di bilancio, di politica economica e fiscale.  Sono quelle direttive che, in adempimento dei trattati europei fatti firmare ai governi collaborazionisti, hanno affossato totalmente l’Italia, il suo sistema industriale , apportando flussi finanziari nelle casseforti delle banche tedesche e francesi mediante il salasso fiscale dei contribuenti italiani.

Si prospetta fra non molto l’approvazione di una legge emanata dal Parlamento italiano che segnerà un importante spartiacque: si tratta della legge che riguarda la creazione di un nuovo reato: il negazionismo (dell’olocausto del popolo ebraico). Salvo eventuale dissidenza all’ultimo momento di qualche senatore o deputato del 5 stelle, sarà una legge votata all’unanimità da tutta la classe politica di centro sinistra e destra ed anche salutata come “una scelta di civiltà” da parte di taluno (Renato Schifani), auspicata con “iter rapido di approvazione” da Napolitano,  invocata dalla comunità ebraica di Roma ed in particolare dal suo presidente, Riccardo Pacifici, presso il quale si sono recati tutti gli esponenti politici di primo piano per “omaggiare” tale personaggio in occasione dell’anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma.

Fonte: Affari Italiani http://www.affaritaliani.it/economia/london-school-economics171013_pg_1.html Nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. O quasi. E’ la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE). Che cosa ci sta portando alla dissoluzione e all’irrilevanza economica? Una classe politica miope che non sa fare altro che aumentare le tasse in nome della stabilità. Monti ha fatto così. E Letta sta seguendo l’esempio. Il tutto unito a una ”terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa”.

Si è svolta recentemente a Durban (26/27 marzo), senza molto clamore e quasi ignorata dai media in Italia, la riunione dei paesi appartenenti al gruppo dei  cosi detti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) ovvero il gruppo dei paesi emergenti la cui importanza economica, industriale e politica avanza di anno in anno sulla scena globale. Questi  cinque Paesi del gruppo BRICS  si propongono di fatto come una alternativa al predominio unipolare  degli USA e dei paesi occidentali (OCSE) ed  alle istituzioni economiche e geopolitiche globali esistenti. Il volume di scambi tra le cinque potenze emergenti ha toccato lo scorso anno i 282 miliardi di dollari contro i 27 miliardi del 2002 ed esiste una  previsione che questo possa arrivare a 500 miliardi entro i prossimi due anni.