di Federico Cenci Fonte: Il faro sul Mondo http://www.ilfarosulmondo.it/wp/orban-tiene-un-discorso-contro-il-nuovo-ordine-mondiale/ Le centinaia di universitari (e non solo) ungheresi, assiepate innanzi al palco allestito a "Baile Tusnad" (Tusnádfürdő in ungherese), città termale della Romania a maggioranza etnica magiara, si ricorderanno a lungo la data del 26 luglio 2013.    Rivolgendosi a loro, in occasione della “Balvanyos Hungarian Summer University”,   Il Primo ministro Viktor Orbàn si era esibito in un lungo discorso di quelli che nessun leader politico, nell’Europa di oggi,  si sognerebbe mai di fare.

di Johan Galtung Fonte:  Libre http://www.libreidee.org/2013/11/galtung-e-un-impero-di-assassini-il-mondo-ora-si-ribella/   Il mondo si sta ribellando agli USA: lo scandalo Datagate conferma che il centro dell’impero sta perdendo il controllo della periferia. Nel suo libro “This Town”, Mark Leibovich ritiene improbabile che il conglomerato politica-media di Washington riesca a trovare soluzioni a calamità tanto drammatiche come quelle che oggi ha di fronte Obama. La superpotenza sta letteralmente evaporando, sostiene Johan Galtung. Basta misurare la stizza di Angela Merkel di fronte alla scoperta di esser stata spiata dalla Nsa. O prendere alla lettera quello che ha dichiarato il generale Keith Alexander, direttore dell’intelligence digitale smascherata da Snowden: «Alla Nsa era stato richiesto da responsabili delle politiche USA  di scoprire le “intenzioni delle leadership” dei paesi stranieri». Alleati di cui Washington non si fida più: sta saltando il patto su si è retto l’Occidente per oltre mezzo secolo, protezione militare in cambio di obbedienza. Anche perché frana la moneta di scambio: il benessere, minacciato dalla grande crisi.

  Forse non tutti sanno che i mercati finanziari costituiscono il terreno virtuale sul quale si combatte tutti i giorni una guerra fra le più aspre e violente, senza esclusione di colpi.  Le strategie vengono pianificate negli uffici trading delle grandi banche d’affari internazionali, quelle stesse banche d’affari che ogni giorno sul Forex -il maggiore mercato finanziario/valutario globale, 10 volte più ampio che le borse azionarie-  muovono qualche cosa come 13 trilioni di dollari. Trattasi di una competizione serrata per il predominio tra le valute più diffuse del modo: dollaro, euro, yen e sterlina. Quello che succede su questo mercato influenza le decisioni delle maggiori banche centrali mondiali, dalla Federal Reserve alla BCE alla Bank of England ed a quella di Tokio, quanto a tassi di sconto, immissione di liquidità e provvedimenti restrittivi e determina altresì le politiche monetarie e le decisioni economiche dei principali governi del mondo.

di Pepe Escobar Fonte : AsiaTimes Traduzione di Luciano Lago http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-03-201113.html Il doppio attacco suicida contro l’ambasciata iraniana a Beirut- che ha causato la morte di per lo meno 23 morti e 170 feriti- è stato di fatto un attacco terroristico avvenuto il 19-11.  Se si guarda attraverso la numerologia, questo ricorda naturalmente l’11-9, e così la metastasi della guerra contro il terrore dichiarata da Washington – gestita in gran parte attraverso modalità abominevoli dall’ ”intelligence” saudita. Nonostante questo non si può sperare che “l’Occidente” condanni questi avvenimenti come terrorismo. Guardate i titoli dei principali giornali: “Libano. Due esplosioni a Beirut , 23 morti…”   “Esplosioni all’ambasciata iraniana di Beirut”, Repubblica, “Esplosione a Beirut..” Corriere della sera, “Libano: Esplosione vicino ambasciata dell’Iran a Beirut..” La Stampa, ecc..

di Manlio Dinucci Fonte: Rete Voltaire http://www.voltairenet.org/article181062.html
Dopo aver demolito lo stato libico con 10 mila attacchi aerei e forze speciali infiltrate, Stati uniti, Italia, Francia e Gran Bretagna dichiarano la propria «preoccupazione per l’instabilità in Libia».  La Farnesina informa che a Tripoli sono in corso violenti scontri tra milizie anche con armi pesanti e che sono stati danneggiati numerosi edifici, per cui la sicurezza non è garantita nemmeno nei grandi hotel della capitale. Non solo per gli stranieri, ma anche per i membri del governo: dopo il rapimento un mese fa del primo ministro Ali Zeidan dalla sua residenza in un hotel di lusso, domenica è stato rapito all’aeroporto il vicecapo dei servizi segreti Mustafa Noah. E mentre nella capitale miliziani di Misurata sparano su cittadini disarmati esasperati dalle violenze, a Bengasi prosegue senza soluzione di continuità la serie di omicidi di matrice politica.

Fonte Al-Mayadeen http://www.almayadeen.net/ar/news/syria-RgaT6ZxlyUCdGqJ9AOV0Hg Da ingegnere a Londra a terrorista in Siria, il britannico ucciso con i suoi tre concittadini Nuovo cittadino britannico ucciso in Siria dopo essere entrato a combattere al fianco dei gruppi jihadisti, la notizia porta a far luce sulla realtà del mondo di reclutamento di combattenti contro l’esercito siriano, i rapporti indicano che il numero di combattenti stranieri in Siria varia tra il 6000 e il 11000.

di  Ad  Diyar Traduzione di Luciano Lago Fonte: Al Manar http://www.almanar.com.lb/spanish/adetails.php?eid=45967&cid=25&fromval=1&frid=25&seccatid=62&s1=1 Fonti diplomatiche a Beirut hanno lanciato forti critiche contro il presidente francese  Francois Hollande, che si trova già sotto scacco per la sua politica economica e che è il presidente francese che ha  ottenuto il più basso livello di popolarità mai toccato da un presidente dal 1958, anche da ultimo  per causa del suo atteggiamento nella questione che si riferisce alle sanzioni verso l’Iran.La Francia si ritiene che non abbia il diritto di parlare di armi nucleari visto che fu proprio il paese che aiutò e fornì assistenza ad Israele, già nel 1952, nel realizzare l’arsenale nucleare israeliano.

di Enrique de Diego Traduzione di Luciano Lago Fonte:  Alerta Digital Bisogna qualificare come storico l’incontro tenutosi tra Geert  Wilders (esponente politico olandese)  e Marine le Pen a La Haya con la messa in moto di una alleanza tattica in vista delle elezioni europee del 2014  che si presentino come decisive per la trasformazione di una Europa in decadenza, intorno a due punti in comune. Questi due punti di unione  sono:  a) "la lotta contro l’idra della  Comunità europea  b) "controllo delle nostre frontiere e prevenire l’arrivo degli immigrati a ondate inarrestabili."

di Ghaleb  Kandil Fonte:  New Orient News (Libano) traduzione di Alessandro Lattanzio per Voltairenet
Qualunque sia l’esito dei negoziati sulla questione nucleare iraniana,  la realtà che emerge dall’immagine dei ministri degli esteri delle grandi potenze che si precipitano a Ginevra, dopo un accordo di massima che potrebbe essere seguito da altre tornate di colloqui, è che i 34 anni di blocco e di guerra si sono risolti in un triste fallimento dell’occidente. La forza della leadership e del popolo iraniani e la loro determinazione ad andare avanti, hanno avuto ragione di tutti i complotti.

Pubblichiamo una parte della significativa intervista rilasciata da Alain De Benoist ( scrittore ed intellettuale francese) a proposito del concetto di Occidente ed Islam come realtà contrapposte. L’intervista è stata riportata sulla rivista Diorama diretta dal prof. Marco Tarchi. Domanda:  Un tempo i media dominanti ci hanno venduto la Guerra fredda, blocco contro blocco ed ormai si accaniscono a rifilarci lo stesso aggeggio, Occidente “cristiano” contro Oriente “mussulmano “. In questa roulette truccata si ha sempre l’impressione che ad ogni giro esca sempre lo zero.