di Ricardo Martins
La Casa Bianca sta procedendo rapidamente su un piano di pace negoziato direttamente con Mosca, lasciando Kiev e l’Europa ai margini. Mentre i funzionari statunitensi arrivano in Ucraina e Zelensky si trova ad affrontare crescenti pressioni politiche e militari, Washington sembra pronta a presentare la sua proposta come un fatto compiuto.
Un accordo di pace per l’Ucraina potrebbe essere annunciato molto presto, forse addirittura ” questa settimana “, secondo POLITICO . Quello che colpisce immediatamente è quanto l’Europa sembri esclusa dai negoziati in corso. Un funzionario statunitense citato nell’inchiesta lo ha detto senza mezzi termini: ” Non ci interessa davvero cosa pensano gli europei “. Allo stesso tempo, lo scandalo di corruzione che ha coinvolto la cerchia ristretta di Zelensky ha indebolito la sua posizione politica, aumentando la pressione su Kiev in un momento critico.
Gli ultimi sviluppi sono iniziati quando a Washington sono circolate notizie sulla preparazione di un importante accordo di pace volto a porre fine alla guerra durata tre anni e mezzo. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato alla giornalista Dasha Burns di aspettarsi che tutte le parti raggiungano un accordo sulle linee generali entro la fine del mese, o forse anche nei prossimi giorni.
Il ritmo poi ha accelerato. I giornalisti di POLITICO , Paul McLeary e Jack Detsch, hanno rivelato che una delegazione statunitense di alto livello si è recata a Kiev il 20 novembre, tra cui il Segretario dell’Esercito Dan Driscoll, due generali a quattro stelle e altri funzionari militari. Incontreranno il Presidente Volodymyr Zelensky e diversi leader ucraini. Zelensky si recherà poi ad Ankara per incontrare il Presidente Erdoğan. Finora, ha solo dichiarato pubblicamente che Kiev ha ricevuto ” posizioni e segnali ” da Washington.

Negoziati tra Witkoff e Dmitriev
Nel frattempo, il giornalista di Axios Barak Ravid ha rivelato che la Casa Bianca e il Cremlino erano impegnati in negoziati diretti. Secondo le sue fonti, l’inviato statunitense Steve Witkoff ha tenuto tre giorni di colloqui a Miami con il negoziatore russo Kirill Dmitriev alla fine del mese scorso. Questi colloqui avrebbero portato a una proposta di pace in 28 punti, e diversi funzionari citati all’interno dell’amministrazione Trump suggeriscono che una svolta importante sia imminente.
Il piano
Secondo diverse fonti, la bozza della proposta in 28 punti, negoziata durante le discussioni tra l’inviato statunitense Steve Witkoff e gli interlocutori russi, includerebbe misure politiche, militari e di sicurezza che comporterebbero concessioni sostanziali da parte dell’Ucraina.
Le informazioni disponibili indicano che il quadro proposto includerebbe compromessi territoriali, come il riconoscimento della Crimea e del Donbass come parte della Russia. Il piano includerebbe anche limiti alle capacità di attacco a lungo raggio dell’Ucraina, una riduzione delle dimensioni e degli armamenti delle sue forze armate e divieti o restrizioni alla presenza di truppe straniere e di alcuni sistemi d’arma sul territorio ucraino. Includerebbe anche garanzie di sicurezza volte a soddisfare i requisiti strategici della Russia.
Sarebbero incluse altre concessioni politiche e culturali, in particolare un riconoscimento più ampio della lingua russa e vari riconoscimenti interni, nonché misure per normalizzare più ampiamente le relazioni tra Stati Uniti e Russia all’interno di un’architettura di sicurezza europea ridefinita.
Nessuno di questi elementi, tuttavia, è stato pubblicato sotto forma di elenco ufficiale e Kiev, come diverse capitali europee, ha contestato o messo in guardia contro queste informazioni riportate.
Europei esclusi
Quello che sorprende è che né l’Ucraina né gli alleati europei di Washington sembrano essere stati direttamente coinvolti nella stesura di questo piano. Non sono emersi dettagli su come la proposta affronti questioni chiave: l’occupazione del territorio ucraino, la deportazione dei bambini ucraini o le garanzie di sicurezza post-conflitto. Eppure, l’atmosfera a Washington è fiduciosa. Un alto funzionario descrive il piano come ” ragionevole ” e suggerisce che verrà presentato a Zelensky come un fatto compiuto. Secondo loro, l’attuale vulnerabilità dell’Ucraina, sia militare che politica, rende più probabile la sua accettazione.

Leader europei con Zelensky, il loro protetto
I partner europei, da parte loro, sembrano essere completamente emarginati. ” La chiave è convincere l’Ucraina ad accettare “, afferma lo stesso funzionario. Dasha Burns sottolinea che, secondo i funzionari statunitensi, la combinazione di scandali di corruzione e situazione militare mette Kiev in una posizione tale da poter accettare ciò che in precedenza aveva rifiutato.
Da parte russa, il tono è ottimista. Dmitriev ha dichiarato ad Axios di essere ” ottimista ” perché ” la posizione russa viene davvero ascoltata ” . Ha aggiunto che la proposta va oltre un semplice cessate il fuoco: affronta anche il ripristino delle relazioni tra Stati Uniti e Russia e le preoccupazioni russe in materia di sicurezza, delineando una visione di ” sicurezza sostenibile ” in Europa. Ciò solleva una domanda ovvia: perché l’Europa non partecipa a questa discussione?
Col senno di poi, è chiaro che ci troviamo in un momento cruciale del più grande conflitto territoriale europeo degli ultimi decenni, una guerra che ha scosso le fondamenta stesse della sicurezza occidentale e causato quasi 1,5 milioni di vittime. Se queste informazioni fossero confermate, i negoziati potrebbero entrare nella fase decisiva.
Questo sarebbe un momento cruciale anche per Donald Trump, che aveva promesso di porre fine rapidamente alla guerra ma ora riconosce che il compito è più arduo di quanto immaginasse. Qualsiasi accordo, qualunque sia la sua forma, avrebbe per lui un peso politico significativo, in un momento in cui è indebolito dal caso Epstein. Per gli europei, tuttavia, ” qualsiasi accordo di pace ” non è un buon accordo.
Ciò che accadrà dipenderà dai dettagli ancora sconosciuti e, soprattutto, dalla risposta dell’Ucraina. Se le sue dichiarazioni passate sono indicative, Zelensky rifiuterà qualsiasi soluzione che preveda la cessione di territori sovrani. Ma la pressione diplomatica continua a crescere. In caso di accordo, un vertice Trump-Putin, a lungo discusso, probabilmente seguirebbe a breve.
Fonte: New Eastern Outlook
Traduzione: Luciano Lago

16 commenti su “Accordi di pace senza l’Europa. Zelensky in crisi”
Non capisco perché Z deve accettare le condizioni…. non è lui che decide ma Bruxelles… che a sua volta riceve ordini da più in alto…. gli europoidi se verranno sconfitti attiveranno colpi di coda che ricadranno sul gregge già collaudato da tempo con metodi sanitari e finanziari….
In crisi?… può ringraziare che ancora vivo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Elementi fessacchiotti come Zelenski e Netanyahu, che sono perdenti, credono di manipolare la Storia e sopravvivere e far morire altri ……………………
per le loro malattie mentali e complessi di frustrati ………….. Questi buoni a nulla, pensano di sfidare il Destino. L’America si sta ridimensionando, lo si capisce, oramai la conquista del Pianeta è sfumata, allora cerca si sopravvivere con una parte del “cortile di casa” e qualche altro Stato collaborazionista, in un ridotto territorio, ma anche questo progetto, non è sostenibile, dato che l’America ( capofila dell’usura ) STA MORENDO,
letteralmente !!!!! E la UE FAMIGERATA BUONA SOLO A FAR DEL MALE AI PROPRI POPOLI non ha prospettive di riuscita, ma anch’essa fa una brutta fine violenta. Il Viale del Tramonto !!!!!
La vera domanda è cosa ci guadagni la Russia da un accordo di pace considerando che sta vincendo la guerra su tutta la linea?.. probabilmente niente perché a fidarsi delle promesse di marinaio degli USA si resta sempre col cerino in mano
Sai Nicolas io penso cosa ci guadagnera ora la Russia da questo piano di pace? Forse i territori conquistati ma quelli li ha già, la fine di tutte le sanzioni, la vedo dura a mio avviso hanno piu da guadagnare gli Ucraini e la UE molto meno i Russi che si ritrovano con ingenti danni e sensa nessuna garanzia futura per l’espansionismo Nato.
(dove fortunatamente sono in vacanza la maggioranza degli ospiti é Russa nessun Ucraino pervenuto, qualcosa vorrà pur dire.
In Estate avevo previsto che questo conflitto sarebbe terminato entro Natale 2025 per via dei continui e incessanti bombardamenti alle centrali elettriche dell’Ucraina ……inoltre il tasso di diserzione dei militari si è moltiplicato dopo le notizie di corruzione degli amici del finto e scaduto presidente ucraino, gli Europei cercheranno di mettersi di traverso sul piano di pace preparato da Trump ma ormai penso (E SPERO) che siamo arrivati ai titoli di coda…….VEDIAMO SE CI INDOVINO !!!…..Saluti a Tutti e buone Feste.
Gli europei stanno preparando (come ormai da consuetudine) un piano alternativo a quello di Trump per una pace “giusta”( una delle barzellette dei nostri tempi). Lo scopo ( come nei precedente piani alternativi)dovrebbe essere presentare un piano talmente sbilanciato pro Kiev, da far saltare il tavolo. A differenza, però, delle situazioni precedenti,si è fatto capire chiaramente che,cosa pensino gli europei( Ue e Uk),è assolutamente irrilevante; non importa nulla se sono arrabbiati, indignati o se scalciano per terra gridando indispettiti ; l’Occidente, da questa parte dell’Oceano, non conta più una mazza…
Quindi Zelensky potrebbe farsi anche scudo del piano alternativo dei “volenterosi”, ma la sostanza ( addio agli aiuti Usa) non cambierebbe se non dovesse accettare il piano Trump ( e solo quello) ; ovvio, a meno che il tycoon non voglia fare la figura del clown che minaccia qualcosa e poi si piega al suo Deep state( cosa da non escludersi totalmente). Chiaramente anche il piano Trump va attentamente analizzato ( ad esempio ,cosa significa pagare l’affitto sulle risorse dei territori conquistati?),però potrebbe essere una base seria per iniziare a trattare.
Ripeto le basi per un buon accordo potrebbero esserci, ma non credo che il conflitto verrà congelato. Gl’ accerchiamento in corso saranno portati a termine, quantomeno. Sarà, tuttavia rimango scettico. Molte le concessioni da entrambe le parti. Statisticamente vedo un alta possibilità di fallimento.
Ciao, certamente gli accerchiamenti in corso saranno completati,anche perché, anche ammesso che questo accordo dovesse passare ( cosa che, come giustamente evidenzi, è tutt’altro che scontato), ci vorrà del tempo affinché vengano limate tutte le asperità e i passaggi meno chiari( probabilmente quel che resta del 2025 sarà ancora di guerra). Comunque sulle località nel Donbas non dovrebbe essere necessario completare l’assedio ; l’accordo prevede la cessione di tutto quel territorio ( comprese località ancora completamente sotto controllo ucraino come Kramatorsk).
Poi non dico si debba accettare per forza, ci sono punti poco chiari ; ripeto il pagamento di un “affitto” per territori che dovrebbero essere tuoi mi sembra assurdo, ma c’è anche( se confermato quantoho sentito ieri…) il nodo di un’Ucraina che non sarebbe obbligata a riconoscere le località cedute ai russi come perdute. Tuttavia ,rispetto agli accordi bluff proposti in precedenza a Putin, in questo caso qualcosa di interessante oggettivamente c’è, vale la pena quantomeno di vedere le carte( che non significa accettare l’accordo a prescindere).
Ciao Lollo. Buona domenica
Secondo il Telegraph l’Ucraina manterrebbe il controllo legale del Donbass orientale, per questo la Russia dovrebbe pagare un affitto; spero sia solo una trovata propagandistica della stampa occidentale, altrimenti c’è sicuramente un (grosso) problema. Altro punto controverso è il fatto che la Russia debba pagare 100 miliardi per la ricostruzione ucraina con i propri fondi congelati. Oltretutto Trump, dopo pressioni europee, ha detto che questo non è un piano definitivo( che il tycoon sia davvero un clown?). Insomma potresti aver visto giusto riguardo al rischio di un’ennesima sola…Boh vale sempre la pena sentire cosa abbiano da proporre, tanto di sicuro ( senza firma di accordi definitivi)non ci sarà alcun cessate il fuoco ; se vogliono continuare la guerra fino all’ultimo ucraino( per interessi occidentali e arricchire Zelensky e la sua cricca), non c’è nulla che si possa fare per impedirlo.
Ciao Primula, esattamente descrivi bene questo nuovo pasticcio americano. Per la prima volta, quel che trovo interessante, si parla di garanzie e diritti per gl’ abitanti russofoni dell’ Ucraina. di riduzione delle forze armate ed ovviamente di non adesione alla Nato. Ma siamo ancora in alto mare. Vorrei essere ottimista come taluni, ma non credo che a dicembre 2025 finirà la guerra. Due sono i nodi esistenziali per i russi, ed anche per i Nato, non sfiorati e trattati. Uno, la linea politica ucraina futura, quindi nessun altro Zelensky filo nazista, ma sarà impossibile finché Kiev esige garanzie. Due, lo sbocco a mare sul Mar Nero. I Nato entrarono nel mare interno russo grazie alla Turchia, ma dalla sponda asiatica. Nel 1991 finalmente con l’ inizio del loro controllo sull’ Ucraina e su Odessa, anche dal lato europeo. E non vogliono mollarlo. Queste sono a mio avviso le problematiche che faranno fallire anche questi negoziati. Saluti Primula Nera, buon fine settimana anche a te.
Il piano di pace di Trump è in realtà le condizioni insindacabili dell’Orso Russo.
Ucronazi è bella che cotta politicamente e soprattutto militarmente.
I sette nani volenterosi non sé li caga nessuno, tantomeno i loro popoli.
La propaganda russofoba ha messo la retromarcia e si prepara al peggio.
L’Amerika è un ricordo del passato, mentre un mondo multipolare capitanato dai BRICS sta imperversando come un temporale impetuoso.
Il dollaro è al capolinea, nuovi mercati la fanno da padrone.
Con queste premesse Trump il suo piano se lo può anche sbattere sui denti senza nemmeno il visto degli euronazi.
Facile proporre la fine quando la guerra è finita.
Il conflitto in ucraina è entrato in una fase in cui la pressione militare della Federazione Russa rimane elevata e potrebbe addirittura intensificarsi nelle aree ancora contese. La capacità dell’ucraina di sostenere le operazioni convenzionali continua a dipendere in modo critico dal supporto esterno, non solo logistico ma soprattutto tecnologico. Tra questi elementi, l’assistenza statunitense per i sistemi d’arma a lungo raggio ha rappresentato un fattore chiave, qualsiasi modifica o sospensione di tale supporto avrebbe conseguenze immediate sulla capacità ucraina di colpire in profondità. A ciò si aggiunge la carenza di personale al fronte, che costituisce un ulteriore limite strategico per gli ucraini e aumenta la vulnerabilità delle linee difensive. Dal lato della Federazione Russa, la leadership appare determinata a consolidare i risultati territoriali ottenuti. Putin, forte della sua formazione giuridica e del modo meticoloso con cui tende a formalizzare ogni accordo internazionale, cercherà di trasformare eventuali intese future in documenti vincolanti, così da evitare le ambiguità che a suo giudizio segnarono gli anni finali dell’URSS di Gorbaciov. Sebbene Trump abbia più volte affermato di voler ridurre il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra, la Federazione Russa non sembra intenzionata a concedere margini negoziali che possano compromettere i suoi obiettivi strategici, dove, mira a un equilibrio che garantisca sicurezza alle aree occupate e riduca la proiezione occidentale ai propri confini. Il ruolo dell’Europa resta il punto più fragile dell’intera architettura occidentale. L’Unione Europea fornisce armi, fondi e assistenza all’ucraina, ma non riesce a trasformare questo impegno in una strategia riconoscibile, tanto che molti cittadini percepiscono l’Europa come un’entità trascinata dalla logica bellica più che guidata da una visione autonoma. La frammentazione interna tra paesi più interventisti e paesi più prudenti, rende difficile delineare una linea coerente. Da qui la sensazione diffusa che l’Europa sia assente, non perché non agisca, ma perché non chiarisce la direzione politica che intende perseguire. Una politica estera priva di narrazione diventa inevitabilmente sospetta e apre spazio a interpretazioni che vedono nella guerra un mezzo di controllo sociale, economico o informativo. Che queste letture siano fondate o meno, il dato politico è evidente; quando le istituzioni non comunicano finalità chiare, i cittadini tendono a colmare il vuoto con altre spiegazioni. L’Europa paga una storica mancanza di leadership strategica, mentre la Federazione Russa e gli Stati Uniti agiscono secondo logiche di potenza classica.
Esattamente Francesco ciao. Hai individuato uno dei problemi focali di questa guerra. L’ Europa pagherà ile sue divisioni ed il suo dualismo. Finanza, tecnologia ed industrie militari non bastano a fare prosperare un continente. Scrivo da anni che ci vogliono ingenti risorse energetiche per prosperare veramente, ma non ne abbiamo. Il dramma UE e’ che saremmo prosperi davvero solo grazie alla Russia. E la storia dei gasdotti Nordstream ce l’ ha rivelato. Falliamo e perdiamo perché non siamo né carne americana, ne pesce russo. Abbiamo i piedi su due staffe di cavalli diversi, e non sappiamo come fare, o si quale saltare del tutto. Non avremo mai nulla di nostro, tantomeno pace e prosperità, finché a comandare a casa nostra saranno ebrei ed americani. Il mio auspicio e’ che prima o poi gl’ europei contengano su questo, solo un continente filo russo ed in buoni e pacifici scambi ed accordi commerciali con Mosca, sarebbe per noi il vero progresso in stabilità, unione e benessere. Saluti.
Dopo gli accordi di Minsk violati, I russi dovrebbero fidarsi dell ennesimo pezzo di carta?
La Realpolitik ci costringe a prendere atto dei fatti, ed analizzatili, a prendere le logiche conseguenze: L´EU in mano a femmine va ridimensionata e riordinata considerando che nessuno ci considera maturi per decisioni che riguardano noi stessi. Dopo tale constatazione, e considerati gli obblighi ad autodifesa che ci derivano (500 Milisrdi in Difesa previsti e decisi), possiamo “assumere la NATO come residuo utilizzabile”, lasciando gli USA da parte come elemento di eventuale intervento (Armi atomiche). Ma, lasciata l´Ucraina come oggetto di contesa tra Russia ed USA, poiché l´Europa e´ai confini con la Russia nei Paesi baltici, possiamo armarci ai confini attuali e “stare a vedere” che cosa succederá in Ucraina, piú o meno neutrale e con possibili ingerenze varie, dopo la pacificazione amerorussa cui NON partecipüiamo e da cui prendiamo distanze “constatando”. Gli ucraini al servizio USA, colpiti i gasdotti come ci si racconta con un´atto di guerra contro l´EU, quindi paese terzo contro la NATO, dovremmo pretandere l´intervento comune logico per Art. 5, invece di fornire armi e denari a chi ci ha attaccato militarmente. Ció che non facciamo per stupiditá di logica dipendenza da USA, da cui deriva l´esclusione a partecipare alle decisioni che ci riguardano: Paghiamo, fessi contenti, senza decidere e senza protestare.
Zelenskyj pianga pure: La guerra degli USA finisce con gli USA e noi possiamo stare a guatrdare: Non ci riguarda e NON siamo né chiamati né partecipi: GUARDIAMO soltanto e finiamola di applaudire e pagare per chi ci fa stupidi