"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Yemen. La resistenza Ansar Allah risponde con 13 missili al l’aggressione saudita

SAN’A- L’agressione militare saudita contro lo Yemen continua e gli aerei della “coalizione” hanno effettuato nelle ultime ore sette raid a nord-est della capitale Sana’a, causando la morte di decine di civili.
In risposta, i combattenti di restenza Ansar Allah e l’esercito yemenita hanno sparato 13 missili contro la base militare saudita a sud di Dhahran. In precedenza tre missili erano sparati contro gli impianti della compagnia petrolifera Aramco sempre a Dhahran.

Sana’a – Almeno 44 persone sono morte e 180 sono rimaste ferite in seguito agli ultimi raid lanciati dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, sulla capitale Sana’a. Lo riferiscono fonti mediche citate dall’IRIB.

Iran: partita per lo Yemen la 2° nave di aiuti

Tehran – E’ gia’ partito il secondo cargo iraniano, carico di beni di prima necessita’ destinati allo Yemen, devastato da attacchi aerei sauditi per oltre due mesi.
Lo riferisce l’IRIB. La nave Arezou (Desiderio), ha iniziato il suo viaggio nella tarda serata di ieri, dal porto Imam Khomeini, si trova nell’Iran sud-occidentale e si affaccia a sud sul Golfo Persico, e trasporta 8.000 tonnellate di riso e 1.000 tonnellate di zucchero. Serviranno per alleviare le sofferenze della popolazione stremata dalla guerra e dal blocco militare imposto dai sauditi. Nel paese si sta rischiando una tragedia umanitaria.

fonte: Italian Irib

Nota:  l’Arabia Saudita, forte dell’appoggio degli USA e contando su un armamento moderno acquistato in Occidente ( i sauditi sono il primo importatore di armi  dagli USA e da altri paesi europei) pensavano di avere preda facile del piccolo Yemen, un paese povero ed arretrato. Non è’ stato cosi’: il conflitto che doveva essere una “passeggiata militare” per Riyad sta producendo forti perdite nei ranghi dell’Esercito saudita, costretto ad arretrare di fronte a rapide incursioni effettuate dai combattenti yemeniti, abituati a combattere da sempre e che non intendono farsi piegare dal ricco e potente regno saudita. In più’ l’aggressione saudita sta suscitando indignazione e rancore in molte popolazioni di paesi arabi  e ci sono state numerose manifestazioni di protesta.

Non cosi’ in Europa dove le notizie del conflitto  vengono  passate in secondo ordine e si tende a far credere che si tratti di una lotta Inter confessionale tra sunniti e sciiti. Tutto normale: i governi europei e la UE, sempre solerti a protestare contro  le  violazioni dei diritti umani se queste avvengono in Corea del Nord, in Iran o in  Venezuela, in questo caso tacciono. Tace la Mogherini, tace Hollande, tace Cameron, Renzi e tutti gli altri . Troppo importante è’ il business con i sauditi e le altre petromonarchie del Golfo. Non vale la pena indignarsi  per qualche migliaio di straccioni yemeniti,  anche bambini, donne e vecchi,  ammazzati dai bombardamenti della  moderna aviazione saudita.

Prima di tutto il “business” e l’importante è’ non turbare i mercati: il prezzo del  greggio potrebbe risentire e salire improvvisamente. Questo si che per l’Occidente sarebbe intollerabile.

Nota di Luciano Lago

Nella foto in alto:effetti dei bombardamenti sauditi su San’a

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