"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Wikileaks: Il regime saudita si prepara al peggio

di Abdul Bari Atwan

Wikileaks ha pubblicato già 61.000 documenti segreti sauditi filtrati (includendo cables, emails ed altre comunicazioni) e dispone di un altro mezzo milione di documenti custoditi.
Wikileaks non ha detto come sia entrata in possesso di questi documenti ma si sa che le reti informatiche del governo saudita sono state piratate in maggio e che questa intrusione è stata rivendicata dal “Cibernetico esercito yemenita”.
I documenti sono stati scritti ed inviati da una grande varietà di persone, tra quelli alti responsabili del Ministero degli Esteri e dell’Interno, l’Intelligence saudita e gli ambasciatori sauditi.

Quei documenti contengono molti segreti e la loro pubblicazione ha luogo in un momento molto difficile per Riyad che sta portando avanti nello stesso tempo la sua guerra contro lo Yemen, la guerra attraverso un esercito mercenario in Siria, la escalation di rivalità regionale con l’Iran ed il crescente problema con lo Stato Islamico dell’ISIS e la stessa A Qaeda che opera sul territorio saudita.

I media del mondo intero hanno parlato di questi documenti e questo ha messo il regime saudita in una posizione estremamente di imbarazzo. Il regime ha chiesto anche ai suoi stessi cittadini di “non leggere questi documenti”.
Riyad ha evocato una cospirazione per “danneggiare l’Arabia Saudita”. Questo può essere sicuro o non sicuro, ma in ogni caso, questo non dovrebbe sorprendere Riyad che si è dedicata ad interferire pesantemente nelle questioni interne di altri paesi, potando a compimento guerre e sobillando politicamente altri paesi dall’interno. Non ci sarebbe quindi da sorprendersi quindi che qualcuno, da qualche parte, abbia deciso di rispondere a Riyad con gli stessi mezzi.

Queste notizie filtrate sono specialmente dannose per un regime oscurantista, alleato di ferro degli USA e dei paesi occidentali ma caratterizzato dalla mancanza di trasparenza e dal timore di rivelare le sue zone d’ombra esposte alla luce. Il regime saudita dovrebbe, soprattutto, inquietarsi per la facilità con cui i suoi computers sono stati piratati.

Si specula che gli hackers possano essere stati aiutati da qualcuno che conosceva le procedure di sicurezza del regno. Ricordiamoci che il ministro degli Esteri, príncipe Saúd al Faisal, fu destituito pochi mesi fa dopo essere rimasto al suo posto per più di 40 anni.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: il nuovo re saudita Salman bin Abdelaziz al Saud

*

code