"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Web-Tax, l’ultima idiozia del PD per affossare le imprese italiane

Matteo Renzi e Enrico Letta Firenze 08/06/2013

di Aldo Pizzuto

Fonte: L’indipendenza

di ALDO PIZZUTO

La notizia è questa: “L’Italia, primo e unico caso in Europa, si avvicina sempre di più alla web tax. Scatterà l’obbligo di acquisto dei servizi online, sia di e-commerce che di pubblicità, solo da operatori con partita Iva italiana. È quanto prevede la proposta – approvata venerdì sera in commissione Bilancio della Camera nel corso dell’esame della legge di stabilità – che ha come primo firmatario Edoardo Fanucci (Pd) ed è fortemente sostenuta dal presidente stesso della commissione, Francesco Boccia (Pd)”.

Questa notizia é una ulteriore conferma che il governo non ha la minima idea di ció che fa e dei danni che produce! É oramai evidente che sono tutte persone messe nelle loro posizioni sicuramente non perché capaci ed esperti nei settori in cui operano! Qualcuno potrebbe non capire la gravitá di una norma del genere. Da utilizzatore dei servizi di google cercheró di spiegare le mie ragioni:

1) Innanzitutto si tratta di una mossa che contribuisce a demolire la fiducia degli investitori esteri. Infatti la stessa camera di commercio americana ha oggi dichiarato che tale provvedimento é nettamente in contrasto con quanto Letta é andato a raccontare solo poche settimane fa in Usa, cioé che l’Italia vuole favorire gli investimenti stranieri sul proprio territorio. Con un tal comportamento si mette solo in evidenza l’inaffidabilitá del paese e la precarietá del diritto!

2) La norma prevede un divieto per gli utilizzatori (cioé le imprese italiane) di usare i servizi di Google, Facebook, ecc… se questi non hanno anche una partita iva italiana! Questo é un grosso danno per gli imprenditori italiani che utilizzano questi servizi innovativi perché, se l’impresa opera sull’ormai asfittico mercato italiano, si trova a dover rinunciare a degli efficaci strumenti pubblicitari! Se, invece, l’impresa opera su mercati internazionali, allora le sarebbe vietato utilizzare strumenti pubblicitari a cui ricorrono normalmente i concorrenti stranieri, ottenendo un calo di competitivitá innovativitá e visibilitá dell’impresa italiana all’estero (giusto per fare un esempio pensate alla cantina vinicola italiana che non puó piú fare la stessa pubblicitá su google che invece fa il concorrente francese).

3) Voi direte che Google prenderá la partita iva italiana per non perdere la vendita della pubblicitá nel nostro paese! Giusto, sono d’accordo! Ma, secondo voi, chi é che si troverá a pagare le tasse di google all’Italia? Sempre le povere e tartassate imprese italiane! Infatti le maggiori tasse sui servizi venduti da google in Italia si riverseranno sicuramente sulle tariffe. Quindi significa maggiore costo di pubblicitá per le imprese che cercano di resistere alla crisi e che operano sul mercato interno! Per le imprese italiane che, invece, operano su mercati internazionali si avrebbe, allo stesso modo, un peggioramento di competitivitá perché avrebbero costi pubblicitari su google maggiori della concorrenza internazionale!

Quindi tutto ció non porterebbe nuovi investimenti e nemmeno nuovi posti di lavoro! Ma servirebbe solo a drenare ulteriori risorse economiche degli italiani (NON di Google o di altre web company) per bruciarle inutilmente nella famelica ed insaziabile macchina statale distribuendo solo ulteriore miseria!

da L’indipendenza

 

 

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