"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Washington continua con il suo “Circo di sceneggiate”

Obama alla Casa Bianca

Lo Stato Ismamico-CIA richiama le sue” forze d’elite” che si trovano ubicate nella città del nord della Siria, Raqqa, perchè si dirigano verso Mosul a dare manforte agli altri terroristi nella difesa contro l’avanzata delle truppe irachene. Non è chiaro quale sia la destinazione di quelli che invece escono in direzione contraria, da Mosul verso Est (verso la Siria) rimane ancora una destinazione segreta.

Il leader del Daesh-CIA, Abu Bakr al-Bagdadi (non ci avevano raccontato che era morto?), ha ordinato personalmente al “Battaglione Al -Sham” di dirigersi da Raqqa verso Mosul, nello scenario di una offensiva su larga scala, come ha informato il giornale britannico Daily Express‎.

L’obiettivo del “Battaglione Al -Sham” è quello di rinforzare le posizioni del Daesh-CIA nel suo bastione del nord dell’Iraq e che negli ultimi giorni ha subito grandi perdite nei feroci combattimenti che nessuno aveva visto.

Nel frattempo, dall’altra parte del fronte, si preparano ad entrare nel combattimento i battaglioni delle forze di mobilitazione popolare irachene, denominate “Hashid al Shaabi”, quelle forze sciite che il comando USA vorrebbe tenere lontano dalla battaglia di Mosul, essendo queste comandate ed addestrate da consiglieri militari iraniani. Queste forze entreranno sul fronte di battaglia nonostante il parere contrario di USA e della Turchia.

Generale Soleimani comandante forze iraniane
Generale Soleimani comandante forze iraniane

Il Comandante Soleimani si pone al comando delle forze sul campo

Il comandante della Forza Al Quds dei “Guardiani della Rivoluzione” (CGRI), il maggiore Generale Qassem Soleimani, è arrivato nella Sala delle Operazioni degli “Hashid al Shaabi”, la milizia irachena che combatte contro i terroristi dell’ISIS (Daesh in arabo), per svolgere un ruolo di consulente militare nella campagna della milizia contro il gruppo terrorista takfiri, come segnalato dal giornale libanese Al Akhbar.
Le forze dell’“Hashid al Shaabi” inizieranno presto le loro operazioni all’ovest di Mosul per tagliare le linea dei rifornimenti verso la Siria e smascherare i complotti del comando USA per posporre la partecipazione delle forze popolari nelle operazioni su Mosul. Il generale Soleimani si è unito alla milizia in funzione di “consigliere militare”, ha indicato il giornale.

Washington ha fatto pressioni sul primo ministro iracheno,  Haider al Abadi, per non permettere alle formazioni sciite combattenti di partecipare alle operazioni di liberazione di Mosul.
Un portavoce delle forze popolari irachene, Ahmad al Assadi, ha confermato in Agosto che il generale Soleimani giocherebbe un ruolo importante nelle operazioni per liberare Mosul, sottolineando che il suo paese necessita dei consiglieri militari iracheni.

“La presenza del generale Soleimani nelle operazioni per liberare Mosul e la zona di Niniveh è necessaria. Lui è il più importante consigliere che ha aiutato il Governo iracheno nella guerra contro il Daesh”, ha detto Assadi.
Il presidente iracheno ha evidenziato che il suo Governo ha richiesto la presenza e l’aiuto dei consiglieri iraniani e questi hanno svolto un ruolo fondamentale nelle operazioni, grazie alle loro capacità ed esperienza militare, l’Iran è un alleato fondamentale per il Governo ed il popolo iracheno nella lotta contro il terrorismo islamista del Daesh, patrocinato da Arabia Saudita e Qatar.

Formazioni combattenti sciite Hashid al Shaabi
Formazioni combattenti sciite Hashid al Shaabi

Il comandante delle forze combattenti sciite ha dichiarato inoltre che le sue  formazioni, una volta liberata Mosul, entreranno in Siria per combattere assieme con i fratelli dell’Esercito siriano per cacciare dal paese le bande terroriste takfiri sostenute dagli USA e dall’Arabia Saudita. Una promessa fatta personalmente al presidente Bashar al-Assad, considerato il premier siriano che, con la sua resistenza, ha permesso alla Siria di opporsi al piano di assoggettamento del paese predisposto dalle centrali imperialiste.

Fonti: Al Manar

Telesur

Traduzione e sintesi: Manuel De Silva

*

code

  1. Idea3online 1 mese fa

    Riguardo alle elezioni è anche una sceneggiata…

    Ti propongono due candidati, ma potrebbero anche proporti 10. Il popolo deve decidere…la democrazia deciderà chi sarà il Presidente. Il problema è che tutti e due hanno scheletri nell’armadio. L’Elite che tiene nel cassetto tutti gli scheletri dei candidati, farà in modo di pilotare la mente delle masse grazie agli scheletri che tirerà fuori per fare votare questo o quello. Il problema si pone quando l’Elite è spaccata, ma di solito questo accade in una colonia non in un Impero come gli USA, dove dall’unione dell’Elite dipende la vita dell’Impero. Ed ecco che se l’Elite è unita hanno deciso chi deve vincere, ed useranno gli scandali contro uno dei due candidati in dose maggiore e nel momento migliore. Se al contrario l’Elite di un Impero è spaccata non dovrebbe essere il caso degli USA, allora non è una sceneggiata, ma in questo caso gli USA non riuscirebbero a porsi come modello all’estero. Avere fatto perdere alla Russia il seggio nel Consiglio per i Diritti Umani ed avere accolto l’Arabia Saudita allo stesso Consiglio significa che l’Elite USA è molto compatta. Certamente la Russia e la Cina dopo le elezioni americane si troveranno sotto una pressione mediatica elevata. Se la Russia non fa parte della sceneggiata delle elezioni americane come vogliono fare credere i mass media, raccontandoci del duetto Trump-Putin, meglio raccontare prima che la Russia non partecipa a nessun balletto mediatico riguardo all’alleanza Trump-Putin. Se la Russia al contrario partecipa alla sceneggiata interferendo alle elezioni americane ci troviamo in un un non senso assoluto, come può la Russia influenzare le elezioni americane quando la stessa è stata espulsa dalle Olimpiadi in Brasile, adesso dal Consiglio dei diritti umani, quando la stessa non riesce a non essere sanzionata ma subisce l’influenza totale dagli USA con l’obiettivo di farla capitolare in politica estera. Razionalmente la Russia non può influenzare le elezioni in USA, ed il duetto TRUMP-PUTIN, probabilmente non esiste. Ma fa parte di una strategia ben curata per il mondo che verrà dopo le elezioni. Che l’Elite usi sceneggiate per guidare il mondo, conferma che il popolo è una massa che può trasportata anche usando la famosa frase…..guarda c’è un asino che vola……

    Rispondi Mi piace Non mi piace