"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Washington cerca di addossare a Putin la responsabilità del disastro in Siria

Per il nuovo Think Tank ufficiale di Washington è arrivato il momento di gettare le colpe sulla Russia di Putin per la crisi della Siria, per quanto siano stati gli esponenti “neocons”ed il Presidente George Bush W. colui che ha iniziato l’attuale scompiglio nel Medio Oriente per aver voluto invadere l’Iraq, i sauditi che hanno finanziato Al Qaeda e gli israeliani che cospiravano per un “cambio di regime”

by Roberto Parry *

Il 15 dei Settembre Il senatore Lindsey Graham ha potuto sbagliarsi in quasi tutto quello che era in relazione con il Medio Oriente, tuttavia per lo meno ha l’onestà di voler raccontare agli statunitensi che la traiettoria attuale delle guerre in Siria ed in Iraq richiederà una nuova invasione militare degli USA nella regione ed una occupazione militare aperta della Siria, che toglie risorse agli Stati Uniti, uccidendo numerosi siriani ed iracheni e predestinando migliaia, se non decine di migliaia di truppe degli Stati Uniti.


Un oscuro pronostico di Graham di una guerra interminabile può essere un fattore nei suoi numeri delle inchieste al di sotto dell’uno per cento, un segnale di cui i repubblicani cercano anche di non parlare non essendo desiderosi di rivivere la disastrosa guerra dell’Iraq. Circa il caos creato in Siria, ci sono di certo anche altre opzioni, come la cooperazione con la Russia e con L’Iran per resistere all’avanzata dello Stato Islamico e di Al Qaeda e un aggiustamento negoiziato per condividere il potere a Damasco. Tuttavia queste idee pragmatiche ancora oggi vengono scartate dall’establishment di Washington.

Il Think Tank ufficiale di Washington ancora sostiene che il presidente siriano Bashar al-Assad “se ne deve andare”, i diplomatici statunitensi semplicemente devono consegnare un ultimatum di “cambiamento di regime” e di non partecipare ad alcun accordo serio e che il governo statunitense deve ostacolare l’aiuto della Russia e dell’Iran, anche se questo dovesse aprire le porte ad una vittoria ai gruppi di Al Qaeda e dello Stato Islamico e l’istaurazione di un regime islamico.

Certamente se questo dovesse accadere, allora sarà in gran parte da dividere la responsabilità tra il presidente Barack Obama, per non essere stato sufficientemente “forte” ed il Presidente Vladimir Putin della Russia che si è trasformato nel “parafulmine” delle colpe da indicare per ogni problema geopolitico . Il Venerdì, nel corso di una riunione a Fort Meade nel Maryland, Obama ha ottenuto di creare un fronte che persegue l’obiettivo di incolpare Putin.

Obama ha incolpato Putin per non essersi unito al fronte degli USA e dei loro alleati che vogliono imporre un cambio di regime in Siria. Tuttavia la direttiva di Obama che “se ne deve andare” comporta i suoi propri rischi come deve essere ovvio dalle esperienze fatte dagli USA in Afganistán, Irak, Libia y Ucrania. Rovesciare qualche capo di governo indicato come il “malvagio e tiranno” non comporta necessariamente alcuna buona soluzione. Al contrario di frequente il cambiamento di regime produce caos sanguinoso nel paese di destinazione con gli estremisti che riempiono il vuoto. l’idea che queste transizioni possono essere gestite con precisione è una finzione arrogante che può essere popolare nel corso di conferenze di gruppi di analisti di Washington, ma gli intrighi non funzionano tanto bene appena fuori sul terreno reale.

E nella costruzione della causa contro Assad, c’è stato un elemento di comunicazione strategica -la nuova frase utilizzata dal governo degli USA per operazioni psicologiche, di propaganda e di P.R.. Il punto è quello di usare ed abusare dell’informazione per la manipolazione dell’opinione pubblica americana e di tutto il mondo in modo da far avanzare gli obiettivi strategici di Washington.
Così benchè sia sicuro che le forze di sicurezza siriane abbiano spinto da dietro a volte ferocemente la brutale guerra civile, alcune delle informative hanno esagerato, come le affermazioni che sostenevano che le forze di Assad avessero lanciato un attacco con gas sarin contro i ribelli nei paraggi di Damasco il 21 Agosto del 2013. L’evidenza adesso suggerisce che gli estremeisti islamici avevano portato a compimento una operazione di “False flag” con l’obiettivo di ingannare Obama e provocare il bombardamento dell’Esercito siriano, un inganno che quasi arrivò alla sua fine.

Anche investigazioni precedenti , indipendentemente di come la crisi siriana si è sviluppata nel 2011, rivelano che gli estremisti sunniti erano parte dei gruppi considerati dei ribelli all’opposizione fin dal principio, gli stessi che , durante i primi disordini, avevano ucciso poliziotti e militari siriani. Che l’ondata di violenza a sua volta abbia provocato delle rappresaglie che hanno ancora di più diviso la Siria, è noto ed hanno sfruttato il risentimento della maggior parte dei sunniti i quali per molto tempo si erano sentiti emarginati in un paese dove, alawiti, sciiti, cristiani e laici erano meglio rappresentati nel tregime di Assad.

Una soluzione ovvia

La soluzione ovvia sarebbe un aggiustamento e ripartizione del potere che riconosca ai sunniti maggiore spazio ma che non richiede immediatamente l’intervento di Assad il quale viene visto come il protettore delle minoranze, come condizione previa.
Se Obama ha optato per questa impostazione molti degli oppositori politrici di Assad che sono inclusi nell’elenco degli Stati Uniti potrebbero essere portati ad accettare un tale aggiustamento o perdere il loro finanziamento. Molti, se non tutti, cadrebbero su questa linea. Questo però esige che Obama abbandoni il suo mantra del “Assad se ne deve andare” (non lo decide lui ma il popolo siriano).

Così mentre Washington continua a parlare duro contro Assad e Putin, la situazione militare in Siria continua a deteriorarsi con lo Stato Islamico ed il Fronte di Al Nusra, affiliato di Al Qaeda. che guadagnano terreno, aiutati dall’appoggio finanziario e militare degli USA e degli alleati regionali, icliudendo la Turchia, l’Arabia S., il Qatar ed altri stati del Golfo persico sunniti. Anche Israele ha fornito aiuti al Fronte Al Nusra, assistendo le loro truppe ferite e lungo le alture del Golan e con le incursioni aeree contro le forze governative.   (……………………………….)

In un pezzo editoriale del Sabato della rivista Times, intitolato “La Russia fa una mossa arrischiata con i suoi movimenti militari in Siria”, si censura la Russia e Putin perchè questa cerca di salvare il governo di Assad. Per quanto Assad abbia vinto una elezione multipartitaria nella Siria, dove le votazioni furono possibili nel 2014, Times lo considera “un dittatore implacabile” e sembra sfruttare il fatto che”la pressione sul suo paese lo stia debilitando”.

Times dunque ricalca il gruppo dei Think Tank che vuole lanciare la colpa della crisi siriana a Putin.”La Russia è stato una componente importante del regime di Assad, proteggendelo dalle critiche e dalle sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONIU e fornendo armi ed equipaggiamenti per il suo esercito, afferma il Times, ma” l’ultimo aiuto fornito può ampliare la partecipazione russa nel conflitto ad un livello nuovo e molto pericoloso”.

Citando l’arrivo delle forniture russe, ha informato di un equipe militare russo, il Times ha scritto “gli americani dicono che le intenzioni della Russia non sono chiare. Tuttavia sono tanto preoccupati che il segretario di Stato John Kerry ha chiamato il Ministro degli Esteri, Seguey Lavrov, due volte questo mese ed ha avvertito su un possibile confronto con gli USA , se la accumulazione militare dovesse portare  a colpire gli addestratori  americani ed alleati.

“Gli Stati Uniti stanno attuando attacchi aerei in Siria contro lo Stato Islamico, che sta cercando di stabilire un califfato in Siria ed in Iraq, così come stanno operando  per rendere capaci i gruppi dell’opposizione moderata di controllare oil territorio che si trova sotto il controllo degli estremisti”, scrive il Times.

Doppio standard degli USA

In altre parole, nel mondo bizzarro della elite, secondo  l’opinione statunitense, la Russia sta partecipando ad “atti pericolosi”  quando fornisce aiuto ad un governo riconosciuto internazionalmente che lotta contro una minaccia terroristica, mentre  è totalmente accettabile per gli Stati Uniti il  partecipare ad azioni militari unilaterali all’interno del territorio siriano senza la approvazione del governo.

In mezzo a questo attacco concentrico sulla Russia che sta aiutando il governo siriano, si puiò anche notare che il governo degli Stati Uniti, di routine, fornisce aiuti militari a regimi di tutto il mondo, inclusi assessori militari al regime creato dagli USA ed oggi assediato  in Iraq ed armi sofisticate alle Nazioni che realizzano attacchi militari al di fuori delle proprie fronmtiere, come Israele e l’Arabia Saudita.

Di questi tempi, secondo i “pensatori”statunitensi, quello che è giusto per gli Stati Uniti non è tollerabile quando lo attuano i russi. Di fatto, secondo Washington,  l’assistenza militare russa al governo siriano può condurre ad un “confronto” con le forze degli USA ed alleati.  In realtà non considerano che le forze russe si trovano in Siria con il permesso del governo siriano, in base ad un antico accordo di cooperazione,   mentre le forze degli USA  non dispongono di tale permesso.

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* Investigative reporter Robert Parry broke many of the Iran-Contra stories for The Associated Press and Newsweek in the 1980s.

Fonte: Information Clearing House

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: terroristi addestrati da istruttori USA

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  1. stefano 1 anno fa

    “la traiettoria attuale delle guerre in Siria ed in Iraq richiederà una nuova invasione militare degli USA nella regione ed una occupazione militare aperta della Siria, che toglie risorse agli Stati Uniti, uccidendo numerosi siriani ed iracheni e predestinando migliaia, se non decine di migliaia di truppe degli Stati Uniti.”
    Impossibile, o almeno altamente improbabile. Causerebbe uno scontro diretto con Mosca che alla fine ci porterebbe alla guerra nucleare. Non credo che gli Americani vogliano questo.

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