"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

War Zone. Siria. Attacchi terroristici nelle zone sotto controllo del Governo di Damasco

Attentati dell’Isis a Tartus, Hasakah, Damasco e Homs, mentre al G20 Usa e Russia non trovano alcun accordo di tregua. Ad Aleppo le forze siriane stringono un nuovo assedio.

Damasco, 5 settembre 2016, – Nel vertice tenutosi in Cina, per quanto riguarda la Siria non si è raggiunto alcun accordo.. Il vertice del G20 poteva essere la migliore occasione per raggiungere un accordo sul cessate il fuoco nel paese, sconvolto da cinque anni di una guerra per procura scatenata dalle grandi potenze, che si trova in una fase di ulteriore escalation. Il presidente Usa Obama e il russo Putin hanno avuto una riunione a porte chiuse per un’ora e mezza, hanno discusso ma di nuovo sono arivati ad un nulla di fatto.

Si ventilano altre possibilità di accordi ma in realtà nessuno vuole cedere sulle proprie posizioni: gli Stati Uniti si ostinano ad appoggiare e rifornire i gruppi terroristi che chiamano “moderati” che sono di fatto unificati con i gruppi più radicali come Al Nusra (a cui hanno fatto pudicamente cambiare nome)o come Fronte “Fath Al Sham” e il denominato Esercito Libero (EIS). I russi sanno che le forze siriane ed Hezbollah sono ad un passo dalla vittoria su Aleppo e continuano a fornire appoggio determinante con l’aviazione alle forze siriane.

Russia e Stati Uniti dichiarano di voler intensificare il dialogo per giungere ad un accordo, ma, viste le differenti posizioni, sembra piuttosto un dialogo fra sordi.
Naturalmente si assiste ad un rimpallo di responsabilità: gli Usa accusano i russi di rimangiarsi la parola su questioni che sembravano ormai definite. In realtà Washington vede collassare la propria strategia militare e diplomatica in Siria, con il principale alleato, la Turchia, che si muove di sua iniziativa (sembra) invadendo il paese e colpendo le formazioni curde degli Ypg, a cui gli USA fornivano da tempo il sostegno militare.

I curdi iniziano adesso a capire di essere stati scaricati da tutti. Il loro sbaglio è stato quello di fidarsi dell’aiuto statunitense (era capitato anche ad altri ma la Storia viene poco studiata da queste formazioni tenacemente autonomiste).

In Siria, nel frattempo, il terrorismo islamista continua a colpire.

Questa mattina una serie di attentati ha colpito le zone controllate dal governo uccidendo – è il bilancio attuale – almeno 43 persone. Secondo l’agenzia siriana di Stato Sana, gli attacchi sono avvenuti nella città costiera di Tartus, quella centrale di Homs, nei sobborghi di Damasco e nella città nord-orientale di Hasakah, controllata sia dal governo che dalle Ypg kurde.

A Tartus (dove i russi hanno una base militare) i terroristi hanno fatto esplodere due autobombe : un’auto è saltata in aria sul ponte Arzoneh e un kamikaze si è poi fatto esplodere all’arrivo dei soccorsi, 30 morti. Ad Homs, in un qartiere a maggioranza Alawita, un’autobomba è stata fermata dai militari ad un checkpoint ma i miltari non hanno potuto impedire l’esplosione che li ha investiti, uccidendo due soldati. Ad Hasakah una motocicletta è saltata in aria uccidendo altre otto persone. Infine un altro attacco, avvenuto nel quartiere Sabbourah della capitale, ha ucciso tre civili.

Si sa che dietro questi attacchi c’è la mano dell’Arabia Saudita che fa di tutto per danneggiare il governo di Damasco, seminare il caos e favorire l’ascesa di un califfato islamico. La questione fondamentale è che gli USA ed i loro alleati appoggiano l’Arabia Saudita, principale alleato e cliente dell’industria di armamenti degli USA e dei paesi occidentali (Italia inclusa).
Lo Stato Islamico ha rivendicato quasi subito gli attacchi. Lo Stato Islamico è una emanazione saudita, come comprovato da decine di documenti e testimonianze nascoste dai media occidentali. L’ultimo attentato targato Isis a Tartus uccise oltre 160 persone. Morti di serie B per l’Occidente, visto che avvengono all’interno dello Stato Siriano del “cattivo dittatore” al Assad. Nessuna marcia di protesta e nessuna manifestazione di cordoglio a Parigi, a Londra o a Berlino.

Forze siriane e Hezbollah entrano nell'Accademia di Aleppo
Forze siriane e Hezbollah entrano nell’Accademia di Aleppo

Si combatte ferocemente anche intorno ad Aleppo, in quella che sembrerebbe la città della battaglia finale, la “Stalingrado” della Siria, la battaglia definitiva che deciderà le sorti della guerra. Dopo settimane di assedio ed accerchiamento, interrotto e poi ripristinato dall’Esercito siriano , la Turchia sabato ha inviato altre forze con una ventina di carri armati a soli 50 km a nord di Aleppo. Si capisce che la Turchia è interessata a salvare gli assediati di Aleppo fra i quali sembra certo che vi siano elementi dei propri reparti speciali.

Proprio ieri le forze siriane hanno nuovamente chiuso il cerchio intorno alla città, rioccupando gli edifici dell’accademia militare a sud che aveva permesso ai terroristi di aprire una via di rifornimento per far affluire armi e uomini nella città e in particolare nei quartieri orientali, ancora in mano ai gruppi terroristi.

L’Occidente e tutte le organizzazioni umanitarie interessate richiedono a gran voce un cessate il fuoco, un tregua, l’unica che permetterebbe di salvare gli assediati e di farli rifornire come già accaduto di recente, mediante rifornimenti di armi e munizioni mascherati da “aiuti umanitari”. Un sistema in cui i turchi sono espertissimi.

Fonti: Al Manar  – Sana News

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Mardunolbo 11 mesi fa

    Che i soldati siriani caccino via i terroristi, insieme con decine di cadaveri di questi uniti dai cadaveri dei “consiglieri militari” di Turchia, Arabia, Usa ed altri omologhi !

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