"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

War Zone. Miliziani jihadisti fanno un tentativo critico di rompere l’assedio ad Aleppo

Truppe siriane ad Aleppo

Il 28 di Ottobre, un gruppo di forze dei miliziani jihadisti hanno lanciato una offensiva per rompere l’assedio attuato dalle forze dell’Esercito siriano sui quartieri est della città di Aleppo, alcuni ancora sotto il controllo dei miliziani. L’operazione è stata diretta da gruppo Jabhat Fatah al-Sham (in precedenza Al-Nusra, ramo di Al Qaeda), assieme al gruppo Jaish al-Mujahideen Fastaqim Kama Umirt, al Faylaq al-Sham, Ajnad al-Sham, e Ahrar al-Sham.

L’attacco è iniziato con un bombardamento massiccio sulla zona della “Vicinanza di Al-Assad” nella zona occidentale di Aleppo con missili Grad e mortai. In quel momento si sono utilizzati tre dispositivi esplosivi improvvisati, trasportati in un veicolo kamikaze che si è diretto contro le posizioni delle truppe governative ed i miliziani hanno lanciato la fase principale dell’attacco in direzione dell’Acccademia militare Al-Assad.

In totale circa 3.000 miliziani, con circa 30 unità di artiglieria ed un numero indeterminato di attrezzature militari pesanti sono state utilizzate per l’operazione. Le forze governative hanno risposto con un enorme fuoco di artiglieria ed attacchi aerei. Gli attacchi aerei sono avvenuti anche nella zona di Khan Tuman, servendo come base posteriore dell’attacco.

Come risultato della pressione dell’Esercito, i terroristi che si trovano nei quartieri est di Aleppo di sono visti obbligati a ritirarsi all’interno della città, nei distretti del centro, come riferito da un portavoce militare all’agenzia Fars News.
Dopo i forti combattimenti e le forti perdite subite dai terroristi, come uomini e come attrezzature, le unità dell’Esercito siriano sono avanzate nel Complesso Residenziale giovanile vicino ad Hanano ed altri distretti ed hanno obbligato i terroristi a ritirarsi.

Considerando le capacità militari delle parti e le caratteristiche del terreno, il comando dell’Esercito siriano ritiene che i terorristi non riusciranno a rompere l’assedio della città di Aleppo, nel caso che le operazioni di controffensiva delle forze siriane siano condotte con efficacia.

Nel frattempo i combattenti curdi dell’YPG hanno ucciso più di 30 membri dei gruppi di miliziani appoggiati dall’esercito turco nelle vicinanze della piana di Tall Malid, nel nord della Siria, secondo informazioni delle fonti locali. Dal 26 di Ottobre, le unità del YPG hanno realizzato una serie di attacchi contro l’alleanza conosciuta come l’Esercito Libero Siriano (FSA) ed hanno riconquistato le località di Alto Malid, ceniza-Samuqah di Jisr ed altre.

In uno sviluppo separato, le forze turche hanno preso il controllo delle località di Diwêr El-Hewa e Eblayê, nella parte nord della Siria che erano state sotto il controllo dell’ISIS.
Il 27 Ottobre la Forza Tigre dell’Esercito siriano e le Forze di difesa Nazionale hanno liberato la città strategica di Suran, ad Hama, nel nord. Allora le forze governative hanno lanciato una offensiva sul Imán Taibat. Gli scontri proseguono in tutta l’area.

Fonte: South Front

Al Manar

Traduzione e sintesi: Manuel de Silva

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  1. Eugenio Orso 1 mese fa

    Consiglio di leggere anche questo articolo, sullo stesso tema:

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2016/10/assalto-di-jaysh-fateh-non-sfonda-le.html

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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