"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

War Zone – L’ISIS cattura 5 villaggi dai “moderati” mentre Al-Nusra continua a bombardare Aleppo

I terroristi dell’ ISIS hanno catturato un certo numero di villaggi che erano sotto controllo dell’opposizione “moderata” nella provincia di Aleppo, mentre una fragile tregua russo-statunitense sta tenendo, nonostante le provocazioni regolari e gli attacchi da parte di gruppi terroristici che non rientrano nell’accordo di cessate il fuoco.

Nel comunicato stampa di Sabato, il Centro russo per la riconciliazione in Siria ha riferito che il gruppo terroristico dello Stato Islamico (Daesh in arabo) ha ripreso cinque villaggi nelle vicinanze di Azaz nel nord-ovest della Siria, a circa 20 miglia della città di Aleppo.
“I militanti dell’organizzazione terroristica Daesh hanno effettuato l’attacco contro l’esercito libero siriano sulle posizioni vicino alla città di Azaz, nella provincia di Aleppo ed hanno preso il controllo di diversi insediamenti”, lo ha riferito il ministero della Difesa russo in un bollettino quotidiano. Il rapporto ha aggiunto che l’avanzata dei terroristi è stata fermata dalla milizia curda in prossimità di Ain Dakna.

Oltre alla fazione dell’ ISIS , anche un altro gruppo terroristico altrettanto noto, Jabhat Al-Nusra, continua ad attaccare zone controllate dal governo. Secondo il Centro, Al-Nusra sta continuando ad attaccare le zone residenziali di Aleppo utilizzando lanciarazzi e mortai.
“Unità dell’ organizzazione terroristica internazionale al-Nusra continuano le loro azioni provocatorie volte a interrompere il cessate il fuoco. Nelle ultime 24 ore hanno attaccato l’insediamento di Handrat, nei quartieri di Aleppo dello sceicco Maqsood e Halidia, così come l’aeroporto Nayrab, con mortai e più sistemi lanciarazzi “, ha detto il ministero.

Almeno quattro civili sono stati uccisi nel quartiere di Sheikh Maqsoud, tra cui due bambini, riporta la agenzia SANA.  Il bombardamento ha ferito almeno altri 18. Ulteriori perdite sono state segnalate ad al-Midan, un quartiere residenziale e nel quartiere di al-Ashrafiyeh.
All’inizio di questa settimana, lo Stato Maggiore russo ha avvertito che Al-Nusra sta ricevendo quotidianamente spedizioni di armi attraverso il confine dalla Turchia. La fonte russa stima che più di 6.000 terroristi si siano ora radunati liberamente nella provincia di Aleppo.

Nel frattempo prosegue la resistenza dei gruppi terroristi alle forze governative  intorno Aleppo, altri tre insediamenti si sono uniti all’accordo di riconciliazione in quella provincia, portando il numero totale delle città che osservano la tregua a 125. Sessanta gruppi armati di opposizione hanno ormai aderito ufficialmente al regime di cessate il fuoco in tutta la Siria . Secondo l’ultimo bollettino, sono state registrate soltanto due violazioni della tregua del cessate il fuoco da parte di alcuni soggetti nella provincia di Damasco tra Venerdì-Sabato.

Il cessate il fuoco introdotto il 27 febbraio non si applica ai gruppi terroristici riconosciuti a livello internazionale come l’ ISIS e Al-Nusra, il che significa che i bombardamenti possono essere effettuati contro i loro avamposti. Il centro della riconciliazione russo ha osservato che le forze aeree russe e siriane non hanno effettuato alcuna sortita contro i gruppi di opposizione che hanno aderito la tregua.

Il leader siriano di un gruppo leato ad Al-Qaeda ha liberamente visitato gli Stati Uniti, ma Dipartimento di Stato dice che ‘non era al corrente’
Nessun ‘Cartellino giallo’ dal Dipartimento di Stato per Ahrar Al-Sham in Siria, nonostante i rapporti sui massacri –

Nonostante la loro stretto legame con gruppi terroristici riconosciuti e i segnalati massacri compiuti,  i gruppi come Ahrar al-Sham Jaish al-Islam sono stati risparmiati dalla lista nera del Pentagono e sono anche considerati da Washington come parti nella tregua, anche se nessuno di loro ha mai chiesto di aderire al cessate il fuoco. Secondo il bollettino, Jaish al-Islam ha ancora una volta bombardato la città di Marj al-Sultan, così come le posizioni del governo vicino al villaggio di Harasta a est di Damasco.

In mezzo all’offensiva dello Stato islamico e di Al-Nusra  di questa settimana, in prossimità di confine con la Turchia, l‘UNHCR ha riferito che circa  165.000 civili sono intrappolati tra le vicinanze alla città di Azaz per effetto della violenza degli scontri nel nord di Aleppo e in Turchia.

“L’UNHCR è molto preoccupato per la situazione di alcuni 165.000 sfollati riferito ammassando vicino alla città siriana di Azaz, nel nord della Siria”, ha detto l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, come ha invitato Ankara a apre i suoi confini. “Le persone hanno iniziato a fuggire a causa dei pesanti combattimenti nel nord di Aleppo. Civili in fuga vengono coinvolti nel fuoco incrociato e si trovano ad affrontare le difficili sfide di accedere ai servizi medici, al cibo, all’acqua ed alla sicurezza “.

L’UNHCR afferma di aver allertato la Turchia della situazione e ribadisce il diritto alla protezione per i rifugiati ed il passaggio sicuro tale come viene stabilito nelle norme internazionali.
La Organizzazione Human Rights Watch ha accusato la Turchia per la sua rinuncia a garantire la sicurezza dei rifugiati. “Mentre il mondo parla della lottta contro l’ISIS, il suo silenzio (della Turchia) è assordante quando si tratta dei diritti fondamentali delle persone che fuggono dall’ISIS. Il fatto che la Turchia accolga 2,5 milioni di profughi non da diritto alla Turchia di chiudere la sua frontiera agli altri siriani in pericolo di estinsione”, ha dichiarato il portavoce dell’Organizzazione.

Bombardamenti su Aleppo e ritorno in campo dell’Aviazione russa

Proseguono intanto i bombardamenti dell’aviazione siriana sulle postazioni dei terroristi nella zona nord di Aleppo dove sono state colpite basi e i centri di comando dei terroristi di Al Nusra e Ahrar Sham a Lataminah, Kafr Zita, Morek e Lahayah, con l’uccisione di dozzine di militanti takfiri e la distruzione completa di arsenali, riserve di carburante e una quantità di veicoli da trasporto e da combattimento.

Nel frattempo, dopo l’attacco dei terorristi avvenuto ultimamente a Jableh y Tartus (con 150 vittime), che coinvolgono come obiettivi dei terroristi la Base Aerea di Jmeimin e la Base Navale de Tartus, le autorità russe stanno pianificando il ritorno in Siria, da concretizzarsi a breve termine, degli aerei da guerra SU 24, SU 25, SU 30 y SU 34 y 35, stazionati presso la base di Jmeimin, che avevano svolto un ottimo lavoro con grandi risultati nei mesi scorsi.
Non è difficile prevedere che le forze aeree russe riprenderanno presto il ritmo di interventi aerei massicci che era stato abituale nei primi mesi del loro impegno in Siria, grazie anche al prossimo arrivo al largo di Tartous della portaerei Kusnetzov. Sono presenti per ogni evenienza i caccia bombardieri russi Sukhoi-30 che garantiscono la sicurezza ed il supporto alle truppe di terra.

Questo ritorno in grande delle forze russe dipende dal costante rifornimento di uomini e mezzi che la Turchia e l’Arabia Saudita continuano ad assicurare ai gruppi terroristi e che dimostra la volontà di questi paesi di perseguire i loro obiettivi di rovesciamento del Governo di Damasco e spartizione della Siria.
Il Presidente russo, Vladimir Putin non intende lasciare campo libero ai turchi ed ai sauditi ed ha fermamente dichiarato che continuerà il suo appoggio al Governo di Bashar al-Assad fino all’annientamento dei terroristi. Per questo la Russia metterà in campo tutte le sue armi e le forze avanzate ,come la stessa cosa sta facendo l’Iran, interessato a sostenere la resistenza della Siria contro l’aggressione esterna.
L’asse della resistenza Siria-Hezbollah-Iran-risulta quindi più solido che mai.

Fonti: RT.com  

Hispan TV

Traduzione e sintesi: Manuel De Silva

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  1. Brasile domenico 12 mesi fa

    Dato che viene accertato di fatto chi sono i complici dei terroristi e finanziatori.
    La Russia dovrebbe osare di più. Un piccolo bombardamento in Turchia e Arabia Saudita, il giusto per fargli capire che si fa sul serio. Altrimenti non finirà mai. Bisogna azzardare e metterli ad un bivio tra pace o distruzione.

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